LEGATO AL CARROCCIO

Cota non molla. Segretario fino al 2015

Il governatore non intende lasciare la guida della Lega prima della scadenza del mandato in Regione. E lavora per procrastinare a babbo morto la data del congresso "nazionale". Il candidato Montani: "Situazione paradossale, occorre cambiare"

BARCOLLO ma non mollo • Roberto Cota

“Io non mollo”. Lo avrebbe ripetuto fino allo stremo il governatore del Piemonte Roberto Cota. Di lasciare la guida della Lega Nord non ha alcuna intenzione e così, mentre Roberto Maroni indice il congresso Federale per passare la mano e dedicarsi a tempo pieno alla Lombardia e in Veneto Luca Zaia fa sapere di non voler sommare cariche di partito a quelle amministrative, il numero uno di piazza Castello rimane abbarbicato al posto di guida in attesa di capire che ne sarà di lui: “Non ci sarà nessun congresso fino al 2015”. Troppo rischioso abbandonare quell’avamposto in una situazione di grave incertezza come quella attuale, con la magistratura alle calcagna per la grana Rimborsopoli, un centrodestra sul punto di implodere, i sondaggi impietosi e una scadenza elettorale alle porte - le elezioni Europee - che potrebbero rappresentare l’àncora di salvezza per un presidente che, per un motivo o per l’altro, traballa da quando si è insediato.

 

Intanto Maroni ribadisce che la Lega celebrerà il suo congresso Federale: “Siamo un movimento serio e democratico - afferma - la procedura prevede che le candidature al congresso si presentino entro l’11 novembre e che le firme a sostegno di ogni candidatura siano raccolte da quella data al 30 novembre. Allora sapremo tra quelli che si sono candidati quanti avranno presentato le firme (ne servono da 1.000 a 1.500)”. Il 7 dicembre si terranno le primarie per la scelta del nuovo segretario e la settimana successiva al Lingotto di Torino, il congresso che incoronerà il successore di Maroni (favoritissimo Matteo Salvini, anche se non mancano gli outsider a partire da Giancarlo Giorgetti, secondo molti traghettatore ideale del movimento visti anche i solidi rapporti con il mondo economico e bancario del Nord Italia).

 

Ma torniamo al Piemonte, dove in tanti si guardano intorno e muovono i primi passi con circospezione. Inutile scoprirsi se poi non se ne fa nulla, è il ragionamento di molti. L’unico che da tempo ha annunciato urbi et orbi la sua discesa in campo è l’ex senatore verbanese Enrico Montani secondo il quale «il congresso va fatto. Non so cosa voglia fare Cota, ma non può restare attaccato a quell’incarico. Lo dico nell’interesse del Piemonte, della Lega e di Cota stesso». Gli altri nomi che circolano sono più o meno sempre gli stessi: dalla presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, consorte del senatore Roberto Calderoli, che proprio grazie a un asse con Cota avrebbe ottenuto il pass per le prossime Europee (ma con il presidente non si sa mai). Poi c’è il ras della Valsesia Gianluca Buonanno, uno dei pochi che può contare su un consenso consolidato, a partire dalla roccaforte vercellese, una delle province in cui la Lega è più solida. E infine, the last but not the least l’assessore alessandrino Riccardo Molinari, punto di riferimento in Piemonte di Salvini e per questo più volte finito sotto gli strali del governatur, mai in ottimi rapporti con l’eurodeputato lombardo. Un segnale, secondo molti, delle sue ambizioni è rintracciabile nel tour intrapreso tra le province della Regione. Ufficialmente per illustrare i provvedimenti dell’ente che rappresenta e la nuova riforma delle autonomie montane, ufficiosamente per iniziare a farsi conoscere al di fuori della provincia mandrogna.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    11:49 Venerdì 15 Novembre 2013 ricardokakà verità

    Rispondo al disinformato o malizioso commento "mitico molinari". Nella lega negli ultimi anni si è fatta pulizia da persone di moralità almeno dubbia. Il commentatore disinformato o malizioso apprezzava e voleva valorizzare forse Formagnana, che detiene il record assoluto di rimborsi spese in consiglio regionale? Oppure Grassano che gonfiava i propri di rimborsi a danno del comune di Alessandria? Il consenso ad Alessandria è calato proporzionalmente alla percentuale che c'era in precedenza. Alessandria è sempre stata meno leghista di Novara, Vercelli o Cuneo...

  2. avatar-4
    14:17 Giovedì 31 Ottobre 2013 mullienari! mitico molinari

    l'uomo che ha espulso mezza lega alessandrina, portando il consenso al 4%, il peggiore in Piemonte ad eccezione di Torino. uno statista insomma

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