REGIONE PIEMONTE

Porchietto-Pichetto, duello sul dopo Cota

Mentre il governatore si agita per cercare una via d'uscita dal pantano di piazza Castello (direzione Strasburgo?), nell'ex Pdl già si lavora alla successione. Su tutti spiccano i suoi due assessori, per motivi diversi i più accreditati a rilevarne l'eredità

Alla ricerca di una via d’uscita. Da un lato Roberto Cota briga sotterraneamente per fare le valigie e scappare dal Piemonte, dall’altra il suo principale alleato, seppur diviso in quattro tronconi, già pensa alla sua successione. Ovviamente non si può dire e per questo le manovre di posizionamento continuano nell’ombra, mentre in piazza si dà sfogo all’orgoglio di un centrodestra ben saldo al timone della nave Piemonte e soprattutto alle poltroncine di Palazzo Lascaris. Così, mentre Cota, come un leone in gabbia, si dimena preconizzando complotti ai suoi danni e si dice sicuro di restare in sella fino a fine legislatura, il fu Pdl nelle ultime ore si pone il problema della sua successione. Nessuno lo ammette apertamente, ma è ormai diffusa la sensazione che, indipendentemente dalla piega che prenderà la questione giudiziaria, il quadro è ampiamento compromesso e prima della tenuta politica della coalizione è la tenuta psicologica del governatore a impensierire. Comunque vada a finire, oltre a Rimborsopoli incombe la decisione del Tar sul voto, non è più l’avvocato novarese l’uomo sul quale puntare. Al momento, nonostante i velleitari appelli del Pd, non c’è nessuna intenzione di chiudere anzitempo la baracca, anzi è proprio il tempo ciò che serve in questo momento ai vari eredi del Pdl, distribuiti tra la rinata Forza Italia, il Nuovo Centrodestra, Fratelli d’Italia e Progett’Azione, per mettere in campo un’alternativa.

 

Secondo voci raccolte all’interno dello strettissimo giro cotiano, il governatore continua a volgere lo sguardo insistentemente verso Strasburgo. L’obiettivo incoffesabile sono le Europee del prossimo anno: ovviamente senza dimettersi da piazza Castello, anzi semmai rilanciando il leitmotive che lo portò a capeggiare la lista del Carroccio alle scorse elezioni Politiche, dal “ci metto la faccia” al “voglio trainare la Lega”. Questa volta però l’epilogo potrebbe essere differente: una volta eletto a Strasburgo (qualora la Lega Nord superasse lo sbarramento del 4%, opzione tutt’altro che scontata), potrebbe rinunciare proprio allo scranno in Regione, assicurandosi altri cinque anni sulla breccia. In questo contesto va interpretato anche il sostegno al segretario in pectore Matteo Salvini, il quale potrebbe garantirgli una via di fuga dalle sabbie mobili che lo avvolgono tra le mura domestiche.

 

A quel punto il centrodestra si ritroverebbe di fronte al fatto compiuto, con una coalizione indebolita da cinque anni tutt’altro che brillanti e dalle varie inchieste della magistratura che ne continuano a minare la credibilità. Così i due principali tronconi di quello che fu il Pdl, ovvero Forza Italia e Ncd, già avrebbero ognuno individuato il candidato giusto per contendere la leadership al centrosinistra. I berluscones ortodossi sarebbero pronti a puntare tutto su Gilberto Pichetto Fratin, mentre gli alfaniani si giocherebbero la carta Claudia Porchietto, la quale negli ultimi giorni ha ulteriormente intensificato la sua già frenetica attività politica e non più tardi di domenica scorsa ha radunato un centinaio di fedelissimi a Borgaro, giusto per scaldare le salmerie. I due sono entrambi pezzi da novanta dell’attuale giunta Cota, il primo con la delicata delega del Bilancio (e la vicepresidenza), la seconda con la non meno strategica responsabilità del Lavoro.

 

Pichetto Fratin è uomo di riconosciuta competenza, sulle cui spalle già oggi grava tutta l’azione di governo della Regione, considerato - nonostante la recente affiliazione alla schiera dei pretoriani di Berlusconi - uomo moderato, equilibrato e di grande buon senso: un tessitore, grazie al lavoro parlamentare (è stato relatore di una delle più difficili finanziarie) ha stretto importanti relazioni romane, dal Mise a Palazzo Chigi. Per contro la Porchietto si è dimostrata tra i più brillanti assessori della giunta Cota, trasformando la delega al Lavoro da trincea della "sfiga", tra aziende che falliscono e lavoratori che rimangono a casa, ad avamposto di politiche dell'occupazione (forse con qualche eccesso di protagonismo) . E’ donna, e questo sicuramente giova in campagna elettorale, inoltre in questi anni trascorsi in via Magenta ha consolidato rapporti con il sistema imprenditoriale e produttivo della regione. La corsa per piazza Castello, anche nel centrodestra, è già iniziata.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    10:53 Martedì 26 Novembre 2013 siamodicentrodestra Claudia Porchietto for president!!!

    Avanti con le truppe femminili!!!!

  2. avatar-4
    09:23 Martedì 26 Novembre 2013 folgore46 idea....

    A nessunoi viene in mente che sarebbe ora di mettere da parte la vecchia classe politica (specie il Fratin Pichetto) e puntare su nuove leve, preparate e con idee di rinnovamento?!|

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