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Traffico internazionale di consulenze

Il Movimento 5 stelle accende i riflettori su una commessa da 66mila euro affidata dal Mao al Museo delle Culture di Lugano per ottenere una certificazione. L'ente ticinese a sua volta ingaggia il comunicatore Scuderi, del giro museale torinese

Si estendono fino alla lontana Svizzera i rapporti di “sinergia” e il giro di consulenze nel mondo della cultura torinese, anche se a beneficiarne non sembra essere la rete museale subalpina, quanto piuttosto qualche esperto comunicatore del settore. Al centro delle polemiche una commessa da 66mila euro annui affidata dal Museo delle Arti Orientali (Mao) - e quindi dalla Fondazione Torino Musei - al Museo delle Culture di Lugano: un “accordo che dovrebbe essere finalizzato a ottenere per il Mao la certificazione Iso 9001:2008”.

Lo stesso Mcl di Lugano, subito dopo assegna un piano di comunicazione alla Capitale Cultura International, recentemente costituita e con sede a Massagno presso una società ticinese, il cui fondatore e amministratore è Antonio Scuderi, lo stesso che per 60mila euro è stato già ingaggiato dalla Fondazione Cultura tanto cara all’assessore di Palazzo Civico Maurizio Braccialarghe e diretta dall’ex dirigente Angela La Rotella, con il compito di responsabile marketing. Per questo nuovo progetto che prende forma sull’asse Torino-Lugano Scuderi otterrà altri 41mila euro all’anno dal museo ticinese, una cifra considerevole per un ente che può contare su una decina di visitatori al giorno con un giro d’affari di 27mila euro annui e che dagli organi di stampa locali viene definito il “Museo delle carabattole”.  

Un intreccio sul quale ora il Movimento 5 stelle vuole vederci chiaro e per questo ha presentato una interpellanza ad hoc. «Possibile che dei 120 dipendenti della Fondazione Torino Musei nessuno potesse imbastire le pratiche per far ottenere al Mao tale certificazione e che abbiamo dovuto affidarci a un museo svizzero per farlo?» si chiede la consigliera Chiara Appendino. E ancora: «Perché di questo accordo non sono stati informati i cittadini?» e soprattutto «è opportuno sottoscrivere un accordo con un ente che contrattualizza  il medesimo professionista già ingaggiato dalla Fondazione per la Cultura di Torino?».

Il tutto, peraltro, in un contesto nel quale i sindacati sarebbero già in agitazione per un piano di cui si vocifera, redatto dalla presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni e che prevede un taglio del 25 per cento dei dipendenti per motivi di budget, con il Mao che rappresenta da tempo l’anello debole del sistema museale torinese. Voci che si accavallano a quelle di un possibile avvicendamento a capo della macchina amministrativa della Fondazione, dove potrebbe lasciare il segretario generale Adriano Da Re. A confermare le preoccupazioni dei rappresentanti dei lavoratori anche il presidente della V Commissione a Palazzo Civico Luca Cassiani, il quale annuncia che nei prossimi giorni «audiremo le parti in causa per dare delle risposte ai lavoratori».

Leggi anche:
Leggi qui l'interpellanza del MoVimento 5 stelle

 

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7 Commenti

  1. avatar-4
    15:58 Martedì 11 Marzo 2014 Bandito Libero Ma Angela La Rotella non è

    ..la moglie o la compagna di Vergnano? o rammento male?! l'idea di vietare con legge regionale tutte le consulenze date all'estero mi piace assai, "la quoto": così siamo proprio sicuri senza ombra di dubbio che rimane tutto "in famiglia"....ma per piacere! Comunque per una volta sono STRADACCORDO CON RIPA: questi sono i veri costi, pardòn, SPRECHI, della politica!

  2. avatar-4
    11:03 Martedì 11 Marzo 2014 Rotolandoversonord Che tristezza

    E' abbastanza triste leggere continuamente di questi stupidi giri di consulenze di "serissimi" piemontesi che intascano fior di quattrini dai loro corregionali. A parte ciò, io amo particolarmente il MAO: tutti lo criticano eppure, per collocazione e allestimenti, lo considero il più bel museo di Torino, e non ho faticato a portare molti amici appassionati di Asia da altre città e nazioni a visitarlo (anche amici giapponesi), e tutti ne sono rimasti incantai.

  3. avatar-4
    21:55 Lunedì 10 Marzo 2014 mammaitaliana crisi o non crisi...

    Crisi o non crisi, il giro delle consulenze non si ferma mai....Spero che ci sia un chiarimento e, soprattutto, un annullamento di queste spese. Tipico della politica italiana assumere a dismisura e poi rivolgersi ad esterni perchè i dipendenti non sono all'altezza o per gratificare amici o parenti.Succede anche nei comuni, i soldi sfumano in consulenze, quando potrebbero essere investiti in qualcosa di duraturo...

  4. avatar-4
    21:05 Lunedì 10 Marzo 2014 mc Adesso cosa faremo?

    Mi immagino due strade: o si procede per via giudiziaria contro quello che appare essere un chiaro caso di malaffare, o si fa una legge regionale ad hoc che proibisca, ma solo d'ora in poi, tutte le consulenze date all'estero. In un paese normale si percorrerebbe la prima strada, perché la seconda è ridicola e potenzialmente anche dannosa (mica tutte le consulenze sono truffaldine "a prescindere"). Da noi non so.

  5. avatar-4
    20:47 Lunedì 10 Marzo 2014 ripa Ecco

    Un classico esempio dei veri costi della polita?

  6. avatar-4
    20:45 Lunedì 10 Marzo 2014 MassimoDAzeglio Cambiare ora

    C'è ancora qualcuno che ha qualche dubbio sul cambiare finalmente questa classe politica incancrenita e attaccata alle poltrone?!??!

  7. avatar-4
    18:49 Lunedì 10 Marzo 2014 nelbeneenelmale Ho capito bene?

    Tagliamo sulla sicurezza dei cittadini ma diamo 66 mila euro a un museo svizzero?

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