CULTURA

MaraMao, addio Lugano bella

Dopo solo un anno, stop all'accordo tra il Museo di Arti Orientali e quello svizzero. Una partnership costata 66mila euro ma i cui risultati restano oscuri. Movimento 5 stelle sulle barricate. Appendino: "E ora chi ne risponde?"

Tra il Museo delle arti orientali e il Museo della cultura di Lugano “c’è un rapporto di collaborazione fortemente innovativo. Il suo oggetto  estende la tradizionale collaborazione fra i musei, dalla condivisione dei programmi, alla condivisione di un modello di gestione. Si tratta, inoltre, di un accordo che lega fra loro le organizzazioni appartenenti a Stati diversi, con legislazioni e contesti di applicazione specifici”. A descrivere in termini tanto entusiastici quella partnership era l’assessore alla Cultura di Torino Maurizio Braccialarghe. Parliamo del marzo scorso. Un trionfo, insomma, che alla Fondazione Torino Musei – di cui fa parte il Mao – è costato 66mila euro.

 

A distanza di sei mesi il direttore del Mao Enrica Pagella annuncia che quell’accordo non verrà rinnovato per i prossimi due anni come era invece previsto. Dunque addio Lugano bella come recitava l'antica canzone popolare anarchica. La rivelazione arriva durante la V Commissione di Palazzo Civico, presieduta da Luca Cassiani. Braccialarghe questa volta è assente, così come Patrizia Asproni (foto) presidente della Fondazione Torino Musei, tra le principali sostenitrici dell’accordo col museo svizzero. Ma in cosa consisteva il progetto tanto decantato da Palazzo Civico e dai suoi nominati?

 

Come descritto nei dettagli da un’interpellanza firmata a suo tempo dalla consigliera del Movimento 5 stelle Chiara Appendino la fondazione torinese ha versato all’istituto svizzero (che lo ricordiamo i giornali del posto definivano il museo delle carabattole) 66mila euro, cifra considerevole per un istituto che vantava un bilancio di 27mila euro all’anno con la bellezza di dieci visitatori medi al giorno. Accidentalmente, in modo contestuale, il museo di Lugano sottoscriveva una consulenza da 41mila euro con la società Capitale Cultura International di Antonio Scuderi per un piano di comunicazione. Lo stesso Scuderi, accidentalmente, già godeva di una consulenza qui a Torino dalla Fondazione per la Cultura diretta da Angela La Rotella per complessivi 60mila euro. Insomma, un vate del marketing, pronto a risollevare dalle secche ogni museo che sia al di qua o al di là delle Alpi.

 

Uno degli obiettivi strategici di questo accordo era l’ottenimento da parte del Mao della Certificazione Iso 9001:2008, ma anche su questo il direttore Pagella, incalzato in commissione dalla Appendino, è stato piuttosto evasivo. Vuoi vedere che in questo traffico internazionale di consulenze il museo di Torino non è riuscito nemmeno a ottenere quel certificato? E se così fosse qualcuno può spiegare perché la Fondazione Torino Musei ha versato 66mila euro al museo delle carabattole di Lugano? E soprattutto perché a distanza di un anno si è deciso di chiudere i rapporti con la Svizzera? Qualcosa è andato storto? Chi risponde?

 

Per ora nessuno. Braccialarghe e Asproni in commissione non c’erano. Appendino annuncia una nuova interpellanza per ottenere qualche risposta in più.

 

Qui la prima interpellanza del Movimento 5 stelle

 

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Traffico internazionale di consulenze

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4 Commenti

  1. avatar-4
    00:51 Lunedì 13 Ottobre 2014 gastone LA GIUNTA DEVE CADERE

    DIMISSIONI LO SCRIVO ANCH'IO MA...DI TUTTI!!!

  2. avatar-4
    22:02 Venerdì 10 Ottobre 2014 moschettiere Lavoro ciclopico

    Storia di ordinario malaffare. Tutto dove vai a sgattare salta fuori il marcio. Piazza pulita di tutti questi enti, controllo sui progetti, consulenze e altri sistemi creati solo per dirottare il denaro... ma come si riuscirà ad affrontare una mole di lavoro del genere? Quale classe dirigente ha la statura morale per farlo?

  3. avatar-4
    12:27 Venerdì 10 Ottobre 2014 Giulio urla dalla savana

    Magistratoooooooooo!!! dove sei ??

  4. avatar-4
    12:08 Venerdì 10 Ottobre 2014 nelbeneenelmale mamma che figuraccia

    se scrivo "dimissioni" a qualcuno fischiano le orecchie?

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