SVOLTA A DESTRA

Crosetto: “Corro per riscattare la politica”

Il leader di Fratelli d'Italia accetta la candidatura di "testimonianza" alle Regionali piemontesi e si scaglia contro "l'arroganza del cerchio magico" berlusconiano. Da novello Clark Gable afferma: "Amo le battaglie di principio perse in partenza"

Con la sua stazza riesce difficile immaginarlo nei panni di Rhett Butler, l’eroe immortalato da Clark Gable, quando sul finale di Via col vento mentre saluta Rossella O’Hara, con l’incendio sullo sfondo, pronuncia una delle più celebri frasi della storia del cinema. Eppure Guido Crosetto dice proprio così per motivare la sua corsa “di testimonianza” alle Regionali piemontesi: «Amo le battaglie di principio perse in partenza». Così in questo remake che, visto lo stato del centrodestra piemontese non può che intitolarsi Vai col vinto, il Gigante di Marene reciterà la sua parte, forse nei titoli di coda di una coalizione ormai polverizzata. Spera di rifarsi alle Europee dove sarà capolista nella circoscrizione Nord-Ovest.

 

Nella sua nuova vita, iniziata con l’uscita dalla famiglia berlusconiana e proseguita nell’avventura intrapresa con i Fratelli d’Italia, è imprescindibile quello che lui definisce il «riscatto della politica». Idee, progetti, programmi: cose tutto sommato basilari, l’essenza di un impegno pubblico, ma che per troppo tempo sono state immolate sull’altare delle consorterie, umiliate nelle logiche di corte, dove conta la fedeltà e l’ubbidienza al sovrano e l’appartenenza al codazzo, non certo l’autonomia di giudizio e il confronto intellettuale. L’ex sottosegretario, che pure nel suo pedigrée ha un trascorso di coordinatore di Forza Italia, ha soprattutto in uggia il bestiario che avvolge l’ex Cavaliere: «Non sopporto più l’arroganza di questi del cerchio magico», confessa allo Spiffero, indicando nell’architetto delle retrovie Denis Verdini definito «l’esponente della loggia fiorentina» capace di un «ragionamento machiavellico e trasversale». Davvero pensa che dietro la scelta di Gilberto Pichetto vi sia un disegno volto a «far vincere Chiamparino per compiacere Renzi»? Lo pensa e lo dice.

 

Crosetto a chi gli chiede se non si è accordo che rischia di fare la foglia di fico “liberale” in un partito che è in fondo la rimpatriata di ex aennini e postmissini risponde di credere nella scommessa di un grande rassemblement di centrodestra in grado di coniugare valori e innovazione, in uno slogan: con solide radici ma sguardo rivolto al futuro. Una casa per gli apostati tardivi del berlusconismo? Non solo occorre ristabile il perimetro e la dignità della politica: «Una politica che parli di valore, di dignità di un Paese e di una progettualità che cerchi di ridare speranza a chi l’ha perduta. Bisogna ripartire da quello che si è perso ultimamente. Il Paese sta morendo perché chi dovrebbe produrre la ricchezza non riesce più a produrla, poiché oppresso dalle tasse, dalla burocrazia e da un sistema bancario che è il peggiore del mondo. Non c’è possibilità di investimento; lo Stato fa della tassazione l’unico modo di rapportarsi con le imprese e le famiglie. Bisogna assolutamente abbassare il costo del lavoro, se parliamo di imprese. Servono regole ben precise». Per questo le primarie per la selezione di candidati e delle classi dirigenti non è un orpello ma l’essenza del «nostro modo di intendere e praticare la politica».

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3 Commenti

  1. avatar-4
    08:46 Lunedì 07 Aprile 2014 l'osservatore Gigante si , ma.......

    "Il periodo di coordinamento crosettiano nel Pdl ci ha fatto rimpiangere tantissimo la governance di Roberto Rosso. L'attuale profondo livore del cuneese verso F.I. può suscitare il legittimo sospetto che si voglia far vincere facile Chiamparino, ma anche che F.d'It. voglia esiliare l'ingombrante gigante in Piemonte, lontano dagli occhi, lontano dal cuore." L'osservatore

  2. avatar-4
    17:10 Domenica 06 Aprile 2014 Katerpillar Per fortuna

    Beh, di certo non corre per riscattare la laurea!!!

  3. avatar-4
    12:18 Domenica 06 Aprile 2014 ale87 Due galli che si spartiscono il pollaio regionale di un partitino

    Alla fine si è capito che FdI correrà da sola (e il fatto che FI abbia resuscitato in coalizione Storace e altre destre conferma che neanche li vogliono) con Crosetto candidato presidente (cosi senza troppa campagna elettorale e soldi uscirà primo a preferenze) e l'altro si piazzerà alla prima poltrona libera in Piemonte.(COMMENTO POSTATO AD UN ARTICOLO DEL 17 MARZO. Era già da tempo tutto deciso, ma serviva un po' di teatrino politico).

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