CENTRODESTRA IN FIAMME

Ncd-FI, a Novara è guerra totale

Gli alfaniani chiedono al presidente forzista della Provincia Sozzani di fare chiarezza sull’incarico professionale affidato al fratello sul nascente polo industriale di Agognate. “Tutto regolare”, replica minacciando querele “per questi attacchi personali”

Se c’è un posto in Piemonte dove i contrasti tra Forza Italia e il Nuovo Centrodestra hanno assunto, ormai, le sembianze di una guerra senza esclusone di colpi questo è, fuor di dubbio, Novara. Sono cronaca recente gli attacchi rivolti dagli alfaniani al coordinatore e candidato berlusconiano in pectore alle regionali, nonché presidente della Provincia, Diego Sozzani. Come le sue decise repliche, supportate dal ricorrente giudizio di debolezza politica che egli assegna agli uomini di Ncd. L’ultimo caso, in ordine di tempo ma non si sa se in senso definitivo, che dà fuoco alle polveri nella guerra all’ombra delle cupola di San Gaudenzio trova il campo di battaglia alla periferia della città. È li, nell’area di Agognate, che sta per sorgere un polo industriale da un milione di metri quadrati di cui si parla ormai da quasi una decina d’anni e che dovrebbe scongiurare il rischio, paventato e temuto, di vedere Novara isolata economicamente a dispetto della sua posizione geografica, indiscutibilmente strategica.

 

A indicare la necessità di sfatare “il falso mito di poter fare da soli imboccando scelte strategiche” citando anche il polo di Agognate era stato già tre anni fa lo stesso Sozzani che in un  incontro con gli industriali esordendo con il dire “Sono qui in triplice veste: da politico, da amministratore e, soprattutto, da imprenditore” ribadì il concetto: “Se non diamo insieme una svolta a questo territorio rischiamo di rimanere fuori dai giochi”. Ma non è per questo che il presidente, oggi, finisce sotto attacco di Ncd. O meglio è sì per il polo di Agognate, ma per un aspetto che a detta degli alfaniani novaresi ravviserebbe a carico dell’inquilino di Palazzo Natta un conflitto di interessi oltre che  di “opportunità politica”. Accuse ovviamente rispedite, con tanto di pezze d’appoggio, dal diretto interessato.

 

Ma veniamo al caso: “Nel corso di un incontro promosso da Sel sul Polo di Agognate, l’ex sindaco Antonio Malerba  - scrivono gli esponenti di Ncd  - ha posto quesiti su un incarico che sarebbe stato conferito dagli imprenditori piacentini al fratello del presidente della Provincia, Diego Sozzani, titolare di uno studio di ingegneria”. A questo punto Daniele Andretta (protagonista di uno acceso scontro con Sozzani nelle scorse settimane) insieme ai consiglieri comunali e provinciali Isabella Arnoldi, Leo Spataro, Camillo Esempio, Paolo Coggiola, Luca Porcu e Pietro Gagliardi, nella nota chiedono “perché a distanza di alcuni giorni da quelle dichiarazioni non siano giunte smentite o forniti elementi di chiarezza – aggiungendo che – se la vicenda dell’incarico non venisse smentita, o peggio venisse confermata ci sarebbe di che preoccuparsi e non solo per questioni di opportunità politica: non dimentichiamo che Sozzani era fino a qualche anno fa socio della srl insieme al fratello e che oggi le sue quote risultano detenute da un trust, ovvero uno strumento giuridico di gestione che non prevede la perdita della proprietà”.

 

Accuse tutt’altro che leggere quelle che gli esponenti di Ncd sembrano lasciar trasparire. Accuse che Diego Sozzani, contattato dallo Spiffero, smonta così: «Non appena sono stato eletto ho subito costituito un trust per evitare ogni possibile conflitto di interessi e vorrei sapere quanti amministratori hanno fatto come me. Ma – prosegue – va rilevato che il cambio di destinazione urbanistica dell’area è stato di pertinenza del Comune e non della Provincia, quindi già chi mi accusa sbaglia indirizzo». Sozzani non aggira il punto cruciale della questione, ossia se risponde a verità  l’incarico conferito al fratello: «Ho chiesto e mio fratello mi ha confermato di aver ricevuto dal professionista scelto dagli imprenditori la richiesta di svolgere alcuni atti relativi a questioni acustiche. Un incarico di modesta entità e soprattutto ricevuto da un collega e non dagli imprenditori. Non c’è nulla di illecito, nulla da nascondere. Ma, ribadisco, quando sono stato eletto ho conferito le quote della società a un trust. Più corretto di così…».

 

Se il presidente della Provincia si dice certo che nella vicenda non vi sia nulla di irregolare, si dice altrettanto convinto che dietro quel comunicato ci sia, invece, un palese attacco personale «messo in atto da chi è politicamente allo sbando e non avendo la possibilità di contestare la mia azione amministrativa si appiglia a questo genere di cose». Non poco stizzito e «stanco di questi attacchi strumentali e personali» l’inquilino di Palazzo Natta non esclude di «dare in mano la questione ai legali per tutelare la mia persona da accuse infondate e inaccettabili». Come in ogni bega di famiglia che si rispetti, anche in quella dei parenti serpenti dell’ex Pdl, mancavano solo più le classiche carte bollate. (s.r.)

print_icon