VERSO IL VOTO

Elettori dem, zitti e Mosca

Diktat da Roma: anche il Piemonte deve sostenere pesantemente la capolista alle Europee voluta da Renzi. Accantonata l’ipotesi della terna secca Bresso-Avetta-Catizone. E i vertici temono una Caporetto, addirittura peggiore di cinque anni fa

Il diktat da Roma è arrivato proprio mentre a Torino il Pd discuteva su se e come sostenere ufficialmente quei candidati rispetto a quegli altri alle prossime europee. Fate quel che volete – è stata la premessa di chi sta coordinando la campagna al Nazareno – ma sappiate che Alessia Mosca deve essere eletta e deve fare bella figura. Su quel nome, come sulle altre capolista donne nella competizione per Bruxelles, Matteo Renzi ci ha messo la faccia e non intende farle travolgere da logiche locali di partito.

 

Prima di tutto c’è dunque la parlamentare monzese, peraltro di stretta osservanza lettiana, poi spazio alle valutazioni territoriali. E qui la questione si ingarbuglia ulteriormente. Non è un caso, infatti, che per evitare la dispersione dei voti, soprattutto a Torino, i vertici di via Masserano avrebbero voluto puntare su una terna secca, quella che avrebbe più possibilità di uscire. Innanzitutto Mercedes Bresso, l’ex governatrice inserita in testa di lista e considerata tutt’oggi la candidata ufficiale del Pd piemontese, nonostante sul suo nome si registri la resistenza di qualche capobastone sul territorio. Poi Alberto Avetta, sostenuto dall’ala popolare renziana e in particolare dal segretario regionale Davide Gariglio. Una candidatura che si sta irrobustendo con il passare dei giorni, soprattutto dopo il tour romano in cui pare che l’assessore uscente di Palazzo Cisterna abbia ottenuto una serie di endorsement tra i parlamentari più influenti del nuovo corso democratico. E infine Pino Catizone, sindaco di Nichelino, appoggiato da Piero Fassino e dai cosiddetti renziani della seconda ora. Un tridente dal quale rimarrebbe escluso il civatiano Daniele Viotti - fiero attivista dei diritti civili, già candidato alle primarie per la leadership del Pd piemontese – ma soprattutto la Mosca di Renzi . E allora, liberi tutti. In fin dei conti le resistenze all’operazione “terna secca” – ideata da Gariglio – si è scontrata con una serie di resistenze anche in casa propria. Quando l’opzione (senza ancora fare nomi) è stata avanzata in segreteria regionale, c’è stato chi, come il civatiano Fabio Malagnino, ha subito intuito il rischio e ha bloccato ogni tentativo di preselezione. La scena si è ripetuta venerdì in segreteria provinciale a Torino, dove Viotti, questa volta, ha potuto contare su un avvocato difensore di osservanza renziana, come la segretaria del piccolo circolo di Rivarolo Canavese Simona Randaccio. Alla fine non è stata presa nessuna decisione:  “Il partito sosterrà tutti i suoi candidati” ha provato a far sintesi il segretario Fabrizio Morri, anche se le modalità restano ancora da comprendere.

 

Il timore, neanche troppo recondito dei vertici, è di una Caporetto ancor più dolorosa rispetto a cinque anni fa per i candidati subalpini. Lombardia e Liguria schierano dei pezzi da Novanta, molti dei quali uscenti. Nomi come Antonio Panzeri – sostenuto da gran parte della sinistra del partito piemontese – o Patrizia Toia. La Liguria, oltre a Sergio Cofferati (che gode ancora di un discreto credito in ambienti sindacali) punta sul giovane Brando Benifei, che a Torino e provincia può contare sul sostegno di un pezzo significativo dei giovani democratici, al suo fianco già nella battaglia congressuale di qualche anno fa contro Fausto Raciti. Insomma, i nostri non convincono, quelli da fuori sfondano. Roma impone la Mosca e le concomitanti elezioni regionali sulle quali sembra concentrato gran parte dell’apparato democratico piemontese rischiano di essere gli ingredienti principali di una purga che rischia di terremotare il partito.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    07:23 Martedì 06 Maggio 2014 marioasmara renzi verdini berlusconni

    tutti allineati e coperti !!!!!o nel pdl-l niente incarichi e candidature capito? piemontardi ALLINEATI E COPERTI !!!!!

  2. avatar-4
    19:18 Lunedì 05 Maggio 2014 Bandito Libero e ci mancherebbe pure che non sia così!

    Ma mi spiegate perché mai Renzi dovrebbe puntare sulla Bresso anziché sulla Mosca?!?! Non c'è un solo motivo valido!

  3. avatar-4
    16:02 Lunedì 05 Maggio 2014 marioasmara forza italia versione verdini renzi

    neri "partiti" di stampo berlusconiano NON C'E' spazio per la Democrazia.....

  4. avatar-4
    08:52 Lunedì 05 Maggio 2014 ordalia2013 ARIA FRITTA

    Ma credete veramente che il PD sia ancora in grado di governare, come una volta il PCI, le preferenze dei suoi mutevoli elettori?

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