CAVOLETTI DI BRUXELLES

Insetticida Bresso: “Mosca voli altrove”

La Zarina si ribella ai diktat romani e chiede uno scatto d'orgoglio ai democratici piemontesi: “Alle Europee serve un patto territoriale. Siamo padroni a casa nostra”. Ma il partito è spaccato e i candidati lombardi “fanno shopping di voti a Torino”

 

“A casa nostra comandiamo noi!”. Che sia una delle poche ad avere conservato grinta, carattere e autonomia politica è assodato, ora Mercedes Bresso ritrova anche la sua proverbiale vis polemica per rivendicare l’orgoglio piemontese contro i diktat del Giglio Magico. Non le è proprio andato giù quell’ordine categorico giunto da Roma di sostenere incondizionatamente la sua principale competitor alle prossime Europee, quell’Alessia Mosca che già nelle settimane scorse le aveva soffiato il posto da capolista e ora corre spedita verso Bruxelles. Così, armata d'insetticida politica, l'ex governatrice inizia la caccia: «Il nostro partito deve caratterizzarsi per un tratto sempre più federalista e autonomo. Dobbiamo svegliarci e darci una mossa». Detto fatto: colloqui senza troppi fronzoli con il vertice del Nazareno (Debora Serrachiani e Lorenzo Guerini) e il caso pare rientrato.

 

Da una parte le concomitanti elezioni regionali, dall’altra l’atavica incapacità del Pd piemontese a presentarsi compatto di fronte a questo genere di appuntamenti rappresentano le due principali preoccupazioni della Zarina: «Già mi sembra un’anomalia che i primi posti vengano monopolizzati dai candidati lombardi, poi l’indicazione che in tv ci vanno solo le cinque capolista, se ora ci impediscono anche qualunque tipo di patto territoriale…».

 

Lo spettro di una débâcle per il partito piemontese si sta manifestando ogni giorno più intensamente anche davanti agli occhi del segretario Davide Gariglio: «Sono perfettamente consapevole del rischio di disperdere i nostri voti, quelli piemontesi, e per questo avevo chiesto che ogni federazione mi proponesse una sua terna da sostenere, fermo restando la presenza di Bresso che mi pare la più forte e la più condivisa». Poi l’opposizione di alcuni pezzi del partito – in primis i civatiani che temevano potesse essere penalizzato il loro candidato Daniele Viotti – ha fatto saltare l’operazione. A Torino già si stava lavorando sul tridente formato dall’ex presidente della Regione, il garigliano Alberto Avetta e il (neo) fassiniano Pino Catizone, da diffondere nel materiale elettorale, ma l’operazione è saltata. E allora ognuno per sé e Mosca per tutti, perché su di lei Matteo Renzi ci ha messo la faccia e non solo deve essere eletta, ma deve anche fare il pieno di preferenze. Insomma, vincere e convincere come si direbbe in gergo calcistico. La verità è che sul partito pesano ancora gli strascichi delle guerre congressuali: come spiegare altrimenti la decisione di un pezzo consistente della sinistra di sostenere l’ex Cgil Antonio Panzeri da Riviera D’Adda, assieme alla capolista Mosca. “Gli altri son stati messi lì dai renziani” è il ragionamento; come dire li facciano eleggere loro. E così nel giorno in cui Gariglio lancia l’allarme sui candidati lombardi e liguri pronti a far «shopping di voti in casa nostra», Panzeri si materializzava ieri nei mercati del Torinese accompagnato da un pezzo di dirigenza democratica subalpina.

 

Il clima tra le pareti casalinghe è tutt’altro che disteso. A testimoniarlo c’è una nota fatta circolare nei giorni scorsi dal civatiano Viotti che – escluso da tutti i patti territoriali – va controcorrente: «Leggo con enorme preoccupazione alcune ricostruzioni sul trattamento che il Partito Democratico piemontese sta riservando alla nostra capolista - scelta dal segretario nazionale - Mosca, che rischia di rimanere schiacciata dalle logiche di potere autoreferenziali di chi vuole spartire il partito tra fassiniani e garigliani. Continuerò a sostenere la nostra capolista, come tutti dovrebbero fare». 

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7 Commenti

  1. avatar-4
    14:36 Giovedì 08 Maggio 2014 pascheroa A piemontese.doc

    I leghisti in Piemonte hanno fatto una figura di merda. I federalisti, quelli veri e non solo a banfa, non sono stati di certo loro. La riforma federalista del Calderoli ha tolto soldi al Piemonte; il riparto dei fondi comunitari trattato dal Cota ha visto il Piemonte danneggiato a vantaggio dei lombardi. E sono questi, secondo te, i piemontesi doc?

  2. avatar-4
    14:27 Giovedì 08 Maggio 2014 ultramitica A bandito libero chiedo

    Per caso sei uno di quelli cui Bresso ha negato una nomina? per avercela così con lei non puoi che essere annoverato tra i trafficoni che lei non sopportava!!!!

  3. avatar-4
    12:43 Giovedì 08 Maggio 2014 rosarossaperte Bresso

    avesse poi fatto qualcosa di rilevante a Bruxelles in questi anni!!!! zero.

  4. avatar-4
    20:22 Mercoledì 07 Maggio 2014 Bandito Libero Enrico B. hai ragione!

    Ed è proprio quello che si chiede anche Matteo Renzi!

  5. avatar-4
    16:23 Mercoledì 07 Maggio 2014 EnricoB Bresso

    ma cosa avrà mai fatto per meritarsi una preferenza?

  6. avatar-4
    12:33 Mercoledì 07 Maggio 2014 Piemontese doc Padroni

    a casa nostra. Che abbia fatto un salto di qualità, diventando leghista?

  7. avatar-4
    10:37 Mercoledì 07 Maggio 2014 Bandito Libero Ecco, insetticida mi sembra la definizione giusta!

    Concordo in pieno con il titolo dell'articolo!!!

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