IL VOTO

Europee, polvere di (5) stelle

Il Pd in Piemonte doppia i grillini, ma solo due candidati si salvano dall'invasione lombardo-ligure. Forza Italia crolla al 15%, tiene la Lega, male FdI e Ncd. Conquistano lo scranno i dem Bresso e Viotti, Buonanno (Ln), Cirio (FI) e la pentastellata Beghin

A dare retta ai risultati di questa tornata europea l’acronimo Pd significa Piemonte democratico. È infatti un indiscutibile successo del partito di Matteo Renzi il primo dato saliente, un’affermazione per certi versi inattesa, almeno in simili proporzioni, dopo che negli ultimi giorni la gran cassa della stampa con il supporto degli istituti di rilevazione non propriamente affidabili aveva prospettato un duello all’ultimo voto con il Movimento Cinque Stelle. La formazione grillina, doppiata in Piemonte come nel resto del Paese, esce fortemente ridimensionata dalle urne di domenica, non tanto (e non solo) sul piano numerico (che resta pur sempre ragguardevole) quanto su quello dell’immaginario di forza la cui onda d’urto pareva inarrestabile. La nemesi della celebre sentenza nenniana: piazze piene, urne (semi) vuote.

 

Nel dettaglio, in Piemonte, il Pd si attesta al 40,74%, segue a distanza M5s con il 21,63. Crolla al 15,76% Forza Italia, così come deludenti sono i dati delle altre due formazioni nate dalla scomposizione della galassia berlusconiana: Fratelli d’Italia (4,24%) e Ncd (3,10). Nonostante la zavorra del governatore uscente la Lega Nord “tiene” e strappa un buon 7,64%, comunque inferiore rispetto alle altre regioni del Nord a trazione padana, in particolare Lombardia (14,6%) e Veneto (15,2%). Discreta la prova di “L’Altra Europa con Tsipras” che ottiene il 4,14%. Insignificanti i Verdi Europei-Green Italia (1,03%), scompaiono dalla scena sia Italia dei valori (0,74%) sia la post montiana Scelta Europea (0,72%).

 

Sono complessivamente 19 i seggi attribuiti alla circoscrizione. Torna a Bruxelles Mercedes Bresso, terza nella circoscrizione con oltre 100mila voti alle spalle di Alessia Mosca e Sergio Cofferati, ma prima in regione. Restano fuori gli altri due piemontesi di punta del Pd, l’assessore provinciale Alberto Avetta, decimo nonostante le 19.622 preferenze raccolte in Piemonte, e il sindaco uscente di Nichelino Giuseppe Catizone (quasi 14mila voti in regione, poco o nulla fuori). Ottima performance del civatiano Daniele Viotti (14.348 in Piemonte, 28mila complessivi) che gli consente di conquistare l'ultimo seggio disponibile. Certo, a questo punto, in via Masserano sarà necessaria una discussione interna per capire perché il partito abbia puntato su due candidati poi risultati perdenti (Catizone e Avetta), riuscendo a ottenere solo due eletti, rispetto ai tre della Liguria e ai quattro della Lombardia.

 

Tra i pentastellati ottima performance di Tiziana Beghin, nata a Genova, ma residente a Castelnuovo Bormida, in provincia di Alessandria, prima eletta con 22.336 preferenze. Semaforo verde per il parlamentare leghista Gianluca Buonanno che si piazza al secondo posto nella circoscrizione alle spalle solo di Matteo Salvini con le sue 26.600 preferenze (di cui quasi 17mila nel solo Piemonte). Dovrebbe riuscire a ottenere l’ambito scranno di Bruxelles pure Alberto Cirio, l’assessore allo Sport di piazza Castello, che con oltre 34mila preferenze (di cui oltre 16mila nel suo feudo cuneese, dove ha vinto il derby con il coordinatore di Ncd Enrico Costa, ma soprattutto con il candidato di FdI Guido Crosetto fermo sotto i 7mila voti), si posiziona al terzo posto della lista di Forza Italia. Irrimediabilmente fuori gioco sia Fabrizio Bertot sia Oreste Rossi. Nulla da fare anche per Silvio Magliano: Ncd raggiunge il quorum a livello nazionale e riesce a eleggere il ministro Maurizio Lupi (che, a quanto si dice lascerebbe il posto al presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini). In Tsipras, dove l’artista Moni Ovadia supera il capolista Curzio Maltese, va sottolineato il discreto risultato della pasionaria No Tav Nicoletta Dosio. Poco più di 5mila preferenze, infine, per il leghista in trasferta Mario Borghezio, candidato nella circoscrizione dell’Italia centrale, dove, il Carroccio potrebbe per effetto delle riparizione dei resti (e della opzione di Salvini per il Nord Ovest) consentirgli la permanenza a Bruxelles. Tra i trombati eccenti va annoverato infine Davide Vannoni, padre del metodo Stamina: la lista "Io Cambio-Maie", da lui capitanata, ha infatti collezionato lo 0,18 per cento dei voti, candidato in tutte le circoscrizioni ha incassato appena 2.168 voti.

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    13:27 Lunedì 26 Maggio 2014 anspin FINALMENTE!!!!

    FINALMENTE forse è la volta buona che ci libereremo di quel peso..... di Borghezio .....vada a lavorare una volta tanto e lo faccia nel paese suo perchè nel nostro (il Sud) non accettiamo immigrati clandestini..

  2. avatar-4
    13:25 Lunedì 26 Maggio 2014 siamodicentrodestra Alfano the end

    Perfetto il nuovo centro destra dimostra di essere finito. Scommetto che andranno in giro a raccontare che hanno vinto tutti!ahahahahahahh

  3. avatar-4
    13:01 Lunedì 26 Maggio 2014 Vilmo Vito Crimi

    Ragazzi, che fine ha fatto il grande Vito Crimi? L'errore di Peppegrillu e Gianroberto "pattysmith" Casaleggio è stato quello di mettere troppo presto da parte un gigante del pensiero politico come Vito Crimi. Con lui le cose sarebbero di sicuro andate diversamente. Con lui sì che potevate fare la marcia su Roma in una comoda vettura di prima classe del primo frecciarossa disponibile.

  4. avatar-4
    12:31 Lunedì 26 Maggio 2014 iansolo Catizone...

    Ottimo risultato... Bravo! D'altra parte chi semina vento...

Inserisci un commento