EUROPEE 2014

Un Ge.Mi.To. europeo per la Kyenge

Dopo il no del Veneto, l’ex ministra Pd all’Integrazione verrebbe dirottata nella circoscrizione Nord-Ovest, scompaginando non poco i piani di Bresso e Cofferati. E il partito piemontese si divide sulle candidature di Catizone e Morgando

Tra i due litiganti… Potrebbe essere l’ex ministro Cécile Kyenge a risolvere il braccio di ferro in casa Pd  tra Mercedes Bresso e Sergio Cofferati per il posto da capolista alle Europee del 25 maggio. A dar retta ai rumors delle ultime ore raccolti al Nazareno, toccherebbe all’icona della battaglia per lo ius soli, finita nel mirino della Lega Nord e della destra durante i nove mesi al dicastero per l’Integrazione, guidare la lista democratica nella circoscrizione elettorale del Nord-Ovest. Quella che prima sembrava solo una voce, ora sta prendendo piede con buona pace della Zarina, convinta, dopo il successo giudiziario contro Roberto Cota, di essere a un passo dall’incoronazione ufficiale del partito. E neppure la carta rosa - la necessità di capolistature femminili - si è rivelata decisiva. A far precipitare gli eventi è arrivata prima la sollevazione dei vertici democratici veneti, i primi chiamati a ospitare la Kyenge nelle proprie liste, offerta respinta in nome del marketing elettorale: la sua candidatura, visto il target, è stata valutata controproducente. Poi la determinazione del segretario regionale della Liguria Giovanni Lunardon, che avrebbe battuto i pugni ai tavoli del partito per ottenere la “capolistatura” per Cofferati, da far correre in ticket con un esponente locale in forte ascesa, quel Brando Benifei, classe 1986 da La Spezia, già consigliere provinciale e numero due di Ecosy-Yes, l’organizzazione giovanile del Pse, con una brillante carriera nei Giovani Democratici: un modo per tentare di bissare l’exploit di cinque anni fa quando la Liguria riuscì a far eleggere ben due eurodeputati democratici, proprio a scapito di un Piemonte diviso. La questione sarà discussa venerdì alla riunione convocata dalla segreteria nazionale con tutti i segretari regionali del partito.

 

Così c’è il rischio che saltino i piani dei piemontesi, ancora una volta divisi sui nomi da sostenere in modo compatto. Due le candidature che paiono ormai certe. Quella di Daniele Viotti - attivista dei diritti civili, già in pista nelle primarie per il segretario regionale del partito per la mozione Civati – e dell’assessore provinciale di Torino Alberto Avetta, uomo di stretta osservanza garigliana e forte nel Canavese. A fronte della rinuncia di Mauro Laus sono spuntate, poi, altre due ipotesi, che delineano altrettanti scenari alternativi. La prima è quella del sindaco di Nichelino Pino Catizone, messa in campo dall’ala fassiniana del partito e che andrebbe a collegarsi con l’inserimento nel listino alle Regionali di Nadia Conticelli, presidente della VI Circoscrizione. L'ultimo tassello del mosaico risponde al nome di Fabrizio Morri, segretario torinese, che verrebbe invece candidato nella lista del Pd, ottenendo il sostegno di tutto il caravanserraglio che fa riferimento a Piero Fassino. Certo all’occhio più acuto potrebbe apparire quantomeno inopportuno che l’attuale collaboratrice dell’unico consigliere regionale del Pd a un passo dal rinvio a giudizio per le spese pazze a Palazzo Lascaris - Andrea Stara - possa entrare in via Alfieri addirittura attraverso un canale preferenziale, ma tant’è. La strategia delineata dall’eminenza grigiastra Giancarlo Quagliotti, assieme al caporione socialista Salvatore Gallo e appunto al consigliere del tosaerba, prevedrebbe proprio questa architettura.

 

Un altro scenario vedrebbe, invece, in pista l’ex segretario regionale Gianfranco Morgando, il quale ha fatto sapere che accetterebbe di buon grado la sfida: al suo fianco avrebbe il sindaco di Ciriè Francesco Brizio che ha recentemente manifestato l’ambizione di candidarsi in Regione e a quel punto si spalancherebbero le porte del listino per un’altra rappresentante del gentil sesso di estrazione laganghiana come Rosanna Abbà, attualmente coordinatrice piemontese di Area Democratica. Un disegno, quest’ultimo che metterebbe parecchio in difficoltà il segretario Gariglio, il quale si ritroverebbe di nuovo sulla piazza l’antico rivale, pronto a intercettare voti nel Canavese al “suo” Avetta. Chi lo conosce bene è pronto a giurare che, quello di Morgando, è solo uno stratagemma per trattare da una posizione di forza l'eventuale suo ingresso nel listino delle Regionali, l'unica partita alla quale sarebbe davvero interessato. Congetture e ipotesi come tante ne girano in queste ore.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    16:22 Martedì 25 Marzo 2014 mammaitaliana E' ovvio che non tutto è chiaro....

    Tutto non è chiaro, ovvio...ma una cosa potrebbe esserlo. Perchè Morgando non va in pensione????...

  2. avatar-4
    09:44 Martedì 25 Marzo 2014 annalisa piccoli Conticelli?

    Ricordo che la signora in questione, oltre ad essere Presidente di circoscrizione, quindi con 3.000 euro al mese garantiti, veniva lautamente retribuita da Stara (altri 3.000 di soldi pubblici)per mansioni che non si è mai capito quali fossero, dato che non la si vedeva mai......magari il tosaerba serviva a lei che ha casa con giardino

  3. avatar-4
    09:11 Martedì 25 Marzo 2014 iansolo catizone in europa...?

    occhio che a bruxelles non ci sono colline con ville da ristrutturare ...tante mansarde (con impianti elettrici rigorosamente a norma). poche palestre. pensandoci bene si può fare..

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