COMUNE DI TORINO

Bostik Ferraris non lascia lo scranno

Il presidente della Sala Rossa, eletto in Regione e designato nella giunta di Chiamparino, non ha nessuna fretta di lasciare la poltrona a Palazzo Civico. La legge non prevede incompatibilità, solo il regolamento dell'assemblea. E nel Pd monta il fastidio

Archiviata con successo la trattativa per l’assessorato in Regione Piemonte, ora l’attenzione dei Moderati è tutta rivolta verso la Sala Rossa, dove ci sarà da sostituire il presidente Giovanni Maria Ferraris, eletto in via Alfieri e promosso nella giunta di Sergio Chiamparino. I due incarichi non sono incompatibili per legge, bensì dal “meno vincolante” regolamento del Consiglio comunale di Torino. Sarà per questo che, almeno per il momento, Ferraris avrebbe fatto intendere di non avere nessuna fretta a lasciare lo scranno più alto dell’assemblea cittadina: attenderà la proclamazione da consigliere regionale, la nomina in assessorato, a quel punto le ferie estive saranno dietro l’angolo e allora l’avvicendamento potrebbe slittare a settembre, forse addirittura in autunno.

 

Così, nonostante il leader dei Moderati Mimmo Portas assicuri che «si dimetterà», nella pattuglia democratica inizia a serpeggiare un po’ di agitazione, anche perché sono in tanti a non nascondere le ambizioni di soffiare quella carica all’alleato di coalizione. Trame improbabili, blitz fantozziani se si pensa che con sei consiglieri più uno federato (Dario Troiano) i Moderati potrebbero far ballare la maggioranza su ogni delibera che transita in Consiglio, ma Portas a quanto pare non vuole rischiare. Per questo, secondo i ben informati avrebbe consigliato a Ferraris di non affannarsi a preparar gli scatoloni, prima vuole qualche garanzia in più. Anche perché nel Pd si moltiplicano le autocandidature, da Marta Levi a Lucia Centillo fino ad Alessandro Altamura e Piero Fassino per il momento ha preferito non intervenire. Anche il capogruppo democratico Michele Paolino si diceva fosse tra i pretendenti, ma interpellato dallo Spiffero, smentisce questa ambizione, «non tratto per me». Poi aggiunge: «Pensavo che la  designazione ad assessore regionale accelerasse le dimissioni di Ferraris dal Consiglio. Se si mettesse a prender tempo sarebbe un atto grave: il garante del regolamento che prova ad aggirarlo sarebbe quantomeno paradossale».

 

Ma al di là delle autocandidature all’interno dello stesso Pd si sta consolidando la corrente del “quieto vivere”, quella che ritiene ragionevole lasciare ai Moderati l’ambito scranno, aprendo le porte all’ex dipietrista Giovanni Porcino, figlio dell’onorevole Gaetano, e per questo ormai assurto agli onori delle cronache come Champignon. “Una cosa è certa – dice un consigliere del quieto vivere – questo atteggiamento di Ferraris potrebbe indispettire anche chi è pronto a riconoscere la poltrona ai Moderati”. Il rischio di una spaccatura in seno alla maggioranza è forte e Fassino doveva averlo già avvertito se si è preso la briga di convincere Chiamparino a far entrare il partito di Portas in giunta, per evitare rappresaglie in Sala Rossa. Ora però bisogna che lo spieghi ai suoi consiglieri. Intanto bostik Ferraris resta comodamente seduto su due poltrone, dopotutto il precedente di Mauro Marino insegna: nel suo caso ci volle un anno per convincerlo a lasciare dopo l’elezione a Montecitorio.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:36 Venerdì 13 Giugno 2014 rosarossaperte a casa

    Ferraris?! ma stia a casa che è meglio.

  2. avatar-4
    19:02 Giovedì 12 Giugno 2014 Bandito Libero Cmq la vera notizia è un'altra: un GRANDE RITORNO in Sala Rossa, CHIAVARINO!

    Guardavo i risultati delle elezioni 2011 e mi sono accorto che la vera notizia è un'altra, cioè il ritorno in consiglio comunale a Torino, dopo quasi 10 anni di assenza, di Paolo Chiavarino, che era, ai suoi tempi, un veterano della Sala Rossa! Infatti con le dimissioni di Ferraris, Paolo Chiavarino diventa consigliere comunale, in quanto primo dei non eletti. Alla fine un po' di costanza paga. Poco, ma paga. E, magari involontariamente o proprio contro la volontà degli attori principali, la meritocrazia trova le sue compensazioni da sola.

  3. avatar-4
    18:53 Giovedì 12 Giugno 2014 Bandito Libero Porcino Presidente!!!

    Un'ottima notizia: così finalmente potremo udire la sua voce!!! Quanti interventi ha fatto in Consiglio comunale? Zero? O un 'limite tendente allo zero', senza ombra di dubbio. Cavoletti, almeno da presidente del consiglio comunale sarà costretto a parlare ogni che dovrà dare la parola a qualcuno!!! La meritocrazia regna sovrana a sinistra (come a destra, i verità..).

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