PARTITO DEMOCRATICO

Un torinese al Nazareno

Sono tre gli esponenti del capoluogo piemontese in lizza per un posto nella nuova segreteria di Matteo Renzi. Si tratta di Giorgis, Catizone e Ricca. Tre profili profondamente diversi con storie e padrini differenti. 24 ore per sapere chi la spunta

Potrebbe esserci anche un pezzo di Torino nella nuova segreteria unitaria del Pd che il segretario-premier Matteo Renzi sta per varare. Sono tre i nomi che circolano con una certa insistenza in queste ore, provenienti da aree differenti, con storie agli antipodi tra di loro, e probabilmente non complementari. Insomma, se entra uno non c’è spazio per l’altro nel delicato gioco a incastri che deve tener conto di componenti di appartenenza, rappresentanza territoriale e ovviamente devono essere graditi al Giglio Magico che vede e provvede in nome del capo. La situazione è ancora fluida come testimonia lo slittamento della direzione che avrebbe dovuto votare la nuova squadra del segretario a martedì.

 

Il terzetto sul quale si sta ragionando vede i nomi di Andrea Giorgis, Pino Catizone e Davide Ricca. Andiamo con ordine. Per quanto riguarda il primo, giurista, già capogruppo a Palazzo Civico nel secondo mandato di Sergio Chiamparino, le spinte arrivano dall’ala sinistra del partito, quella che si appresta a rientrare nei ranghi dopo aver sostenuto Gianni Cuperlo alle primarie e aver preferito di restare fuori dalla cabine di regia che si era formata all’indomani delle consultazioni interne. In particolare il suo nome sarebbe fortemente sponsorizzato da due bersaniani doc come Nico Stumpo e Alfredo D’Attorre, entrambi in parlamento proprio per volere dell’ex segretario. Già esponente di spicco di Area Democratica, superate con le proprie forze le parlamentarie del dicembre 2012, Giorgis ha poi lasciato la casa madre, dopo la virata di Piero Fassino verso sponde renziane, dando vita a una storica scissione assieme all’ex ministro Cesare Damiano, con il quale ha sostenuto Cuperlo, senza mai aderire ai Giovani Turchi.

 

Per quanto riguarda Catizone, invece, a perorarne la causa sarebbe proprio il primo cittadino di Torino, in nome del quale ha partecipato senza successo alle Europee della primavera scorsa. Un atto di riconoscenza per l’impegno profuso nei confronti dell’ex sindaco di Nichelino, ben conosciuto dalle parti di Palazzo Vecchio, è stimato nell’entourage renziano e ha il profilo di amministratore molto apprezzato dal premier, il quale, già aveva deciso motu proprio di inserirlo in direzione nazionale, proprio nella quota spettante al cosiddetto partito dei sindaci.

 

Infine Ricca, agit prop renziano, rottamatore della prima ora, tanto apprezzato a Firenze quanto sopportato a Torino. Su di lui nessuno sta facendo pressioni dal capoluogo piemontese e non è detto che questo sia un limite. L’animatore dell’associazione Ateniesi ha saputo, sin dai tempi delle prime Leopolde, coltivare solide relazioni con gli uomini più vicini all’allora sindaco di Firenze, e, secondo qualcuno, il fatto che stia iniziando a comparire sull piccolo schermo nei talk show serali potrebbe essere il segnale che da Firenze e Roma qualcuno spinge. 

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