ALTA TENSIONE

Passeggiata No Tav con lancio di razzi

Al termine della camminata di protesta per le 47 condanne comminate dal Tribunale di Torino un manipolo di attivisti ha sparato fuochi d'artificio nella zona est del cantiere di Chiomonte. "La lotta va avanti" ma i manifestanti erano appena duecento

A fine della passeggiata il solito lancio di razzi verso il cantiere e poi tutti a casa. È terminata così l’ennesima giornata di “lotta” del movimento No Tav, promossa per protestare contro le 47 condanne, per un totale di quasi 150 anni di carcere, comminate nel maxi processo per gli scontri dell’estate 2011. Dopo le manifestazioni “spontanee” dei giorni scorsi, nel pomeriggio di oggi alcune centinaia di attivisti – 300 per gli organizzatori, circa 180 secondo la Questura - si sono incamminati dall’abitato di Giaglione in direzione del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa. Una “passeggiata” per dimostrare – hanno proclamato - che “la nostra lotta non si ferma”. Protesta terminata con fuochi d’artificio, a cui le forze dell’ordine hanno risposto con alcuni lacrimogeni.

 

Poco oltre la metà del percorso uno dei due spezzoni del corteo è stato fermato da un dispositivo di “betafence” e recinzioni collocate sul sentiero. La Prefettura, per l’occasione, aveva infatti emanato un’ordinanza per vietare il passaggio su qualsiasi strada che da Giaglione e da Chiomonte conducono all’area dei lavori della Torino-Lione. Un blocco “incostituzionale” per lo storico leader del movimento, Alberto Perino. “Si impedisce anche ai proprietari dei terreni in prossimità dell’area di potervi accedere, in modo prolungato e immotivato. È facile vincere quando il croupier bara, il gioco è truccato e chi dovrebbe controllare il gioco è amico del banco” ha aggiunto il bancario in pensione diventato barricadero, mentre la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Francesca Frediani, presente al corteo, ha parlato di un’azione “vergognosa e antidemocratica”.

 

Dopo le proteste, la decisione di riunirsi in presidio, un centinaio di metri prima delle recinzioni. Nel frattempo un gruppo di militanti ha imboccato i sentieri che, costeggiando la montagna, conducono alla Valle Clarea. In un primo momento fonti delle forze dell’ordine hanno riferito che non ci sono stati avvicinamenti al cantiere e che l’ordinanza prefettizia era stata sostanzialmente rispettata. Nel tardo pomeriggio, però, sono arrivati i fuochi d'artificio, lanciati da una trentina di manifestanti che hanno violato l’area. Tre lanci di artifici prirotecnici, a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, verso la zona est del cantiere. Per far cessare l’azione e allontanare i dimostranti, la polizia ha risposto con i lacrimogeni. Non risultano al momento fermi, a differenza di quanto avvenuto nei giorni scorsi, quando tre persone sono state identificate per il blocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia e una sassaiola contro le forze dell’ordine.