VERSO LE AMMINISTRATIVE

Sogno di una notte di mezzo inverno   “Il centrodestra conquista Torino”

Primo raduno di berlusconiani, leghisti, fratelli d’Italia e alfaniani per preparare la sfida al centrosinistra. Gli stati maggiori dei partiti rispondono all’appello di Olivetti: “Si può vincere, si deve vincere, contro chi ha solo saputo alzare le tasse”. Buon risveglio!

Il centrodestra ha “un sogno per Torino” e visto che all’ombra della Mole l’intendenza berlusconiana (e non solo) dorme da più di un decennio la metafora pare quanto mai azzeccata. L’orizzonte sono le amministrative del 2016, destandosi dal lungo letargo c’è chi ha iniziato a mettersi in cammino. Il convegno organizzato per questa sera, ore 19, alla Gam è la prima tappa pubblica di un percorso che si annuncia particolarmente impervio, non foss'anche per le condizioni comatose di buona parte della coalizione, divisa e litigiosa in Piemonte non meno che a Roma. A capo dell’armata Brancaleone che sogna di diventare esercito, l’avvocato Luca Olivetti, un passato nel Fuan, prima di entrare nell’orbita di Agostino Ghiglia e ottenere qualche incarico nel sottobosco della politica torinese. Alla sua chiamata hanno risposto funzionari e amministratori, comitati e associazioni: tutti interessati a discutere di nomi e proposte, iniziative e progetti per la Torino del 2020 e oltre.

 

Un’operazione che molti considerano prematura, probabilmente velleitaria (l’ala bonsignoriana di Ncd, capeggiata da Enzo Liardo, continua a disertare), ma la possibilità che diventi davvero questo l’avamposto da cui lanciare la sfida a Piero Fassino (o chi per lui) fa sì che la risposta alla chiamata sia stata accolta da buona parte dei big. E comunque, al momento, non c'è nulla: né di meglio né di peggio. Alla Gam saranno presenti l’eurodeputato cuneese Alberto Cirio, i parlamentari Lucio Malan e Maria Rizzotti, il numero uno azzurro in Piemonte Gilberto Pichetto Fratin, il consigliere regionale Gian Luca Vignale e le due amazzoni di Palazzo Lascaris, Claudia Porchietto e Daniela Ruffino, il capogruppo in Regione di FdI Maurizio Marrone (protagonista di una serrata trattativa che a Torino ha portato la Destra di Storace nel partito di Meloni), gli esponenti di Palazzo Civico Andrea Tronzano e Angelo D’Amico (FI), Paola Ambrogio (FdI) e Silvio Magliano (Ncd), il segretario torinese e consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Benvenuto e il capogruppo in Comune Fabrizio Ricca. Olivetti ne è certo: «Si può vincere», anzi «si deve vincere» come campeggia nell’invito spedito ai militanti. «Nel 2016 partiamo favoriti perché la maggior parte dei torinesi non ha più intenzione di votare questo centrosinistra», serve un programma, ma forse ciò che sfugge ai promotori è che prima di tutto ci vuole un leader forte e conosciuto da spendere. Quattro anni fa il Pd mise in campo un peso da novanta come Fassino e il centrodestra rispose con lo sconosciuto (ai più) Michele Coppola. Il risultato fu una Caporetto, cinque anni prima venne spedito sotto la Mole Rocco Buttiglione, candidato più per spirito di servizio che per convinzione, poche le apparizioni a Torino e anche in quel caso il Chiamparino olimpico vinse a mani basse. Questa volta chi si sporcherà le mani in un’impresa tanto ardita? Sarà in grado il centrodestra di presentarsi con un “big” conosciuto e capace di dialogare con settori nevralgici della città?

 

Per ora si punta sulla sceneggiatura, un format che prevede i politici in platea e i cittadini sul palco a «offrire un loro punto di vista sulla città», una sorta di cahier de dòleances. Ci saranno tassisti, commercianti, un imprenditore romeno. Degli attori leggeranno poesie e saranno trasmessi filmati. Finora qualche proposta è già emersa come l’abolizione della tassa per i dehor o il monitoraggio fisso dei campi rom da parte della polizia municipale. Intanto si lavora a un’ipotesi di bonus cultura da 80 euro (vi dice niente?) e il terzo figlio gratis all’asilo per sostenere le famiglie numerose. Dal punto di vista strategico il comitato promotore di questi incontri ha due obiettivi strategici: «ricompattare il centrodestra e trovare un nome da candidare a sindaco entro l’estate», poi nove mesi di campagna elettorale martellante. I torinesi hanno le palle piene e le tasche vuote e «non ne possono più di vivere nel regno di Sherwood, dove ogni giorno c’è una tassa nuova da pagare», afferma in conclusione Olivetti, nei panni di un improbabile Robin Hood.

 

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9 Commenti

  1. avatar-4
    22:25 Venerdì 06 Febbraio 2015 moschettiere Motivetto appropriato...

    "Ma andò vvai se la banana nun ce l'hai..." cantava l'albertone nazionale!

  2. avatar-4
    20:50 Venerdì 06 Febbraio 2015 lancillotto nessun dubbio

    destra o sinistra le tasche dei contribuenti son sempre le stesse

  3. avatar-4
    09:12 Venerdì 06 Febbraio 2015 Hiroshi Shiba Dubbi amletici

    Devo ancora comprendere se l'avvocato Olivetti sta tirando la volata a Ghigo o Ghiglia (preferirei questi'ultimo, almeno conosce la materia). Tutto il resto è noia

  4. avatar-4
    20:55 Giovedì 05 Febbraio 2015 Solone PAROLE, PAROLE PAROLE....

    Non c'è bisogno di nessun centrodestra... abbiamo già una DESTRA !

  5. avatar-4
    17:43 Giovedì 05 Febbraio 2015 Giulio reduci...

    esercito sgangherato e senza idee di vecchietti disoccupati buoni per le chiacchiere al bar

  6. avatar-4
    17:14 Giovedì 05 Febbraio 2015 leodonati36 Ma sono sempre loro!

    sono sempre loro! quelli che con Fassino fanno tutto tranne che l'opposizione. i torinesi son mica sutpidi, n

  7. avatar-4
    15:45 Giovedì 05 Febbraio 2015 usque tandem Se questo....

    se questo è ciò che rimane del centrodestra, che tristezza....

  8. avatar-4
    14:40 Giovedì 05 Febbraio 2015 l'osservatore adunata temeraria

    un po' come per certe liti portate in giudizio. Non sussistono ne i presupposti ne una linea politica condivisa, per cui se si vuole arrivare buoni terzi si sta imboccando la strada giusta,

  9. avatar-4
    13:42 Giovedì 05 Febbraio 2015 ripa Ascolta: si fa sera

    Canta che ti passa la malinconia: viva l'allegria, viva il buon umor!

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