ALTA TENSIONE

Si parla di sanità contestano la Tav

L'assessore Saitta, invitato a illustrare i piani della Regione sul futuro dell'ospedale di Susa, viene contestato da qualche decina di attivisti contrari alla Torino-Lione. A dare sponda alla protesta un paio di consiglieri grillini, tra cui l'ostetrica del nosocomio

Si parla di sanità, ma contestano la Tav. È successo oggi a Sant’Antonino, comune della Valsusa dov’era stata convocato, dal consigliere regionale Pd ed ex sindaco Antonio Ferrentino, un confronto con l’assessore Antonio Saitta sul futuro dell’ospedale di Susa. “Nessuno ha mai pensato di chiuderlo sarebbe una follia. Il nostro obiettivo è di mantenere l’ospedale a tutti gli effetti”, ha ribadito l’esponente della giunta Chiamparino, illustrando agli amministratori della zona la riforma della rete ospedaliera piemontese. “Susa è classificato come ospedale di area disagiata – ha spiegato Saitta – e quindi avrà un pronto soccorso h24, chirurgia, medicina, ortopedia-traumatologia, alcuni posti di osservazione breve intensiva. Non ci sarà il punto nascite, e su questo non ammetto mediazioni, perché si tratta di garantire la sicurezza dei pazienti: laddove si fanno poco più di cento parti, non c’è sicurezza”.

 

E non è un caso che tra i più forsennati contestatori, una cinquantina di attivisti del movimento No Tav, ci fosse, in un palese “conflitto d’interessi”, Stefania Batzella, consigliera regionale M5s e, soprattutto, ostetrica del nosocomio valsusino, a cui comunque è stato consentito di argomentare (alla sua maniera, un po’ naif) la posizione contraria. Saitta ha evidenziato quello che potrebbe rivelarsi un boomerang:  “Invito i sindaci che si sono rivolti al Tar – e sono parecchi in Valsusa – a riflettere che, quando si ricorre a un giudice, gli si chiede di applicare la legge. E secondo la legge, ovvero il Patto per la Salute, Susa non ha neppure i requisiti per essere ospedale di area disagiata. Non vorrei che per difendere un punto nascite, che comunque non ci sarà più, si compromette il futuro dello stesso ospedale”.

 

Ad accogliere Saitta di fronte alla palestra della cittadina valsusina una cinquantina di No Tav. “Più salute meno Tav” i cartelli esposti dai manifestanti, tra i quali il consigliere regionale Francesca Frediani e il senatore Marco Scibona, entrambi del Movimento 5 Stelle. “Qui parliamo di sanità – ha tagliato corto Saitta – e non di Tav. Sono momenti di discussione diversi a seconda dei problemi, altrimenti si alimentano soltanto le radicalizzazioni”.

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