SALO' AZZURRA

L’addio della Repetti in Cavaller(i)a

Tocca all'evergreen Ugo, il camerlengo berlusconiano, prendere le redini di Forza Italia alessandrina. Settant'anni suonati tra qualche mese, l'ex assessore è stato incaricato da Pichetto che spara sulla senatrice. Lei replica: "Con me ha usato altre parole"

Morto un papa se ne fa un altro, ma anche – come la recente storia insegna – pure se si dimette. E chi se non il don Camillo mandrogno dall’inconfondibile sorriso alla Fernandel, ma in realtà cardinale azzurro attento a non schierarsi mai troppo nelle beghe della curia berlusconiana,  avrebbe potuto prendere le redini dei berluscones alessandrini, orfani della loro coordinatrice Manuela Repetti? “È  lui, Ugo Cavallera il vicario e a lui tocca” conferma Gilberto Pichetto parlando del camerlengo dal passo felpato cui spetta di reggere la sede vacante sulla sponda del Tanaro in attesa del congresso. “È già nel pieno delle sue funzioni” precisa il coordinatore regionale, lasciando intendere che non s’è perso un solo minuto per evitare di lasciare senza guida una delle province dove, in verità, Forza Italia non se la passa troppo bene e può contare sulla guida di una manciata di Comuni circondati da inespugnabili feudi della sinistra. “E poi ha il tempo per dedicarsi a questo compito che saprà svolgere nel migliore dei modi” aggiunge, toccando involontariamente un nervo scoperto del caro amico Ugo, rimasto dopo anni senza una poltrona, ma ancora con un notevole seguito di amici e amicizie curati e coltivate come imparato nella vecchia scuola democristiana, frequentata in ogni ordine e grado da quando aveva i calzoni corti.

 

A settant’anni quasi suonati, li compirà a luglio, Cavallera è tutt’altro che pronto per i giardinetti, e si sa alle panchine ha sempre preferito le poltrone. Non poi così comoda quella ereditata in seguito all’uscita dal partito della senatrice e del di lei compagno Sandro Bondi. Proprio nei giorni in cui la Repetti aveva annunciato l’intenzione di uscire da Forza Italia, proposito poi congelato dopo l’incontro ad Arcore, sulla rive del Tanaro era stata maretta. Un esponente azzurro di Casale Monferrato, Franco Cellerino era arrivato ai ferri corti con la Bondi girl: “Si è arrabbiata – aveva raccontato - perché le ho detto che non ha voglia di far niente. Abbiamo in provincia Bondi e Repetti che prendono dei bei soldi per un’attività politica che in provincia non si vede assolutamente. Ci ritroviamo due assenti".  Parole durissime che non avevano risparmiato neppure l’attuale coordinatore reggente Cavallera: “ Fa sempre il pesce in barile – aveva detto di lui ancora Cellerino -. Quando smetterà di coccolarla (la Repetti)  ne avremo un beneficio tutti.  Penso che il coordinatore debba interessarsi di più del suo territorio. Penso debba alzare il culo dalla sedia e stare sui problemi. Non ho nulla di personale con la signora di Novi Ligure che se non la avessi incrociata in Forza Italia non sapevo neanche chi fosse”.

 

È passato meno di un mese da quelle parole infuocate e nelle ultime ore altre parole non certo intinte nella melassa sono volate.  “Avrei preferito che i senatori Bondi e Repetti avessero cercato un maggiore confronto interno piuttosto che esternare dopo l’abbandono del partito politico e degli elettori che li hanno mandati a rappresentarli in Parlamento” è il commento  di Pichetto all’uscita della coppia dal gruppo di FI a Palazzo Madama. Piccata la replica della stessa Repetti che allo Spiffero ammette di essere rimasta “allibita dalle parole di Pichetto. Tanto più che in mattinata avevo ricevuto da lui un messaggio in cui manifestava il suo dispiacere, ma non certo con i toni che ho poi letto nelle sue dichiarazioni”. Nessun passaggio ad altri gruppi parlamentari - “sono nel misto e li resto” - la volontà di fare ancora politica - “come senatore, poi si vedrà…” - Repetti precisa, ma rintuzza anche: “vedremo cosa farà Pichetto per Forza Italia, alla quale comunque auguro sinceramente ogni successo”.

 

Intanto sull’ex coordinatrice alessandrina continuano a piovere critiche fratricide: “Se lasci il partito che ti ha permesso di assumere un determinato ruolo per più legislature ti dimetti. È una questione di rispetto nei confronti degli elettori e della bandiera sotto la quale ti sei candidato”, ad affermarlo è  il consigliere regionale di Forza Italia Massimo Berutti, eletto nell'Alessandrino. “Condivido l’analisi dell’onorevole Giovanni Toti - spiega Berutti  -. Lasciare un partito porta con se delle conseguenze di opportunità ed etica politica. Argomenti che Sandro Bondi dovrebbe conoscere bene essendo un fine teorico. Confido quindi che non tarderà a prendere la decisione di dimettersi per lasciare il posto a chi crede ancora a quella bandiera moderata che è Forza Italia”. E arriva pure il commento del successore della Repetti alla guida degli azzurri alessandrini: “In questa fase delicata risulta difficile giustificare la decisione dei due senatori qualunque ne possa essere la motivazione ultima. Devo rilevare come venga spezzato il rapporto fiduciario tra elettore ed eletto quando vi sono passaggi ad altri gruppi di questo tipo. Ciò non è certamente condiviso dalla nostra base elettorale che viene privata di una propria rappresentanza diretta”. Entrando a piedi, felpati, ma giunti nella questione mandrogna, Cavallera asperge il popolo azzurro di incenso tranquillizzante: “Per quanto riguarda la dirigenza e la militanza di Forza Italia della Provincia di Alessandria posso assicurare come sia diffusa la volontà di rappresentare al meglio i valori liberaldemocratici nelle istituzioni e nella società ad iniziare dalle imminenti elezioni amministrative. Peraltro abbiamo rinnovato le adesioni a Forza Italia e ci stiamo preparando ai congressi comunali e provinciali non solo per eleggere i nuovi coordinamenti ma per confrontarsi con i cittadini sui temi del lavoro, della sviluppo e delle libertà che sono le nostre priorità”. Amen.