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Icarus, cambio al vertice tra polemiche

A neppure un anno dalla nomina della Regione, Fabio Massimo Grimaldi lascia la presidenza dell'azienda pubblica per sedersi al vertice di Altec. Un passaggio che, per gli intrecci societari e i rapporti d'affari, suscita molte perplessità

Icarus cambia il vertice. Fabio Massimo Grimaldi, a neppure un anno dal suo insediamento, lascia la presidenza della società consortile a maggioranza pubblica che gestisce le aree di corso Marche. È lui stesso ad annunciarlo con una lettera inviata ai soci, primo tra tutti Finpiemonte Partecipazioni che nel cda del prossimo 11 maggio provvederà ad avviare le procedure per la sostituzione. Un cambio della guardia tutt’altro che “ordinario”, non solo per gli strascichi polemici che accompagnarono lo scorso luglio la nomina da parte della Regione targata centrosinistra di Grimaldi, da sempre considerato simpatizzante del centrodestra, ma soprattutto per gli intrecci con alcune società che avrebbero segnato la sua presidenza, fino a indurlo a lasciare anzitempo la poltrona per accomodarsi su quella di Altec, in stretti rapporti societari e di affari proprio con Icarus.

La vicenda si dipana tra Grimaldi e Icarus, società pubblica partecipata al 49% da Finmeccanica, al 20,4% da Finpiemonte Partecipazioni per conto della Regione, al 15,3% dal Comune di Torino al 7,65% dalla Provincia di Torino e al 7,65% dalla Camera di Commercio. Icarus gestisce i 23.800 metri quadrati del Centro multifunzionale spaziale di corso Marche e recentemente è stata al centro di due importanti trattative con Altec, azienda partecipata da Thales Alenia Space e dall’Asi (Agenzia spaziale italiana) con sede proprio nelle aree gestite da Icarus.

Fino a poche settimane fa anche Icarus faceva parte della compagine societaria di Altec, una società con oltre 60 dipendenti e un utile di bilancio di 57.730 euro nell’ultimo esercizio. Ne è appena uscito, cedendo le sue quote (20%) per circa 950mila euro. Non solo: chiusa questa partita, Altec ha chiesto di rivedere i canoni di locazione per la sede di corso Marche. Anche qui ci pensa Grimaldi a condurre la trattativa, interfacciandosi direttamente con Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale italiana, uno dei due soci rimasti in Altec dopo l’uscita di Icarus, e colui che ha gestito il bando per l’individuazione del nuovo presidente di Altec (bando che è scaduto il 15 aprile scorso). Questo vuol dire che mentre Grimaldi trattava con Battiston la revisione dei canoni d’affitto, aveva presentato domanda per andare a dirigere la società con cui stava trattando e alla quale stava per fare un piccolo sconticino. Anche in questo caso la trattativa si conclude con soddisfazione per entrambi e una settimana fa Grimaldi è stato nominato presidente di Altec. Ora, nessuno vuole pensar male, ma quali garanzie può dare un amministratore che agisce in questo modo, peraltro (pare) senza informare i soci dei suoi movimenti? E infatti alcuni hanno già ventilato la possibile violazione dell’art. 2391 del codice civile titolato “Interessi degli amministratori” che prevede a carico dell’amministratore il dovere di dichiarare il proprio interesse esplicitandone “la natura, i termini, l'origine e la portata” e tale comunicazione va effettuata senza indugio e comunque prima che l’operazione venga compiuta. E a fronte di ciò si starebbe valutando la possibilità di un'azione legale.

Tra i soci pubblici la questione è già un caso, che potrebbe scoppiare la prossima settimana in occasione del consiglio di amministrazione di Finpiemonte Partecipazioni. Nei giorni scorsi sono state informate le assessore alle Partecipate di Regione e Comune di Torino, Giuseppina De Santis e Giuliana Tedesco.  

E dire che il nome di Grimaldi, già consigliere delegato nella fase del declino di Rosso Costruzioni, non è la prima volta che finisce al centro di poco edificanti vicende nelle vesti di manager pubblico. Da amministratore delegato della Environment Park si era assegnato un rimborso forfettario di 10.750 euro (oltre all’indennità già prevista) e l’utilizzo dell’auto personale, cifra restituita il giorno dopo essere stato convocato la prima volta per un’audizione a Palazzo Civico. Entrato in carica nel luglio 2011, su designazione della Regione e grazie alla spinta di Enzo Ghigo (anche se a differenza dell’interlocutore diceva di essere stato nominato su indicazione di Francesco Profumo o di Tom Dealessandri), ha chiuso due bilanci su tre in passivo dopo aver dichiarato che avrebbe ricevuto il mandato da Finpiemonte di chiudere la società, fino a quel momento in perfetta salute. In azienda, per le operazioni bancarie si faceva assistere dal cugino di Michele Vietti, Piervittorio e fece un certo effetto la revoca del fido ottenuto dalla società, il giorno dopo la nomina di Davide Canavesio quale suo successore.

 

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