OPERE & OMISSIONI

Sul Terzo Valico l’ombra di Incalza

Signorini, il braccio destro dell’ex potente mandarino del ministero, assoldato dal governatore ligure Toti. Avrà competenze su grandi opere e infrastrutture, a partire proprio dal collegamento dei Giovi. E il Piemonte continua a traccheggiare

Mentre in Piemonte si aspetta, da mesi, un cenno del Governo alle ripetute richieste di nominare il commissario per il Terzo Valico, in Liguria Giovanni Toti chiama a Piazza De Ferrari come segretario generale della Regione Liguria Paolo Emilio Signorini, ex direttore generale del Cipe, da sempre considerato il braccio destro del potentissimo Ettore Incalza, dominus incontrastato del ministero alle Infrastrutture, finito indagato d’eccellenza nell’inchiesta della Procura di Firenze sulle grandi opere, che ha fatto saltare anche l’ex ministro Maurizio Lupi. Proprio Signorini, che nel nuovo incarico prende il posto di Gabriella Laiolo, era poi finito al posto di Incalza, dopo il suo arresto, andando a ricoprire la posizione di vertice nella nodale struttura di missione per le Grandi Opere. 

 

La vicenda giudiziaria, pur non avendolo visto coinvolto direttamente, ha segnato il destino di Signorini. I suoi rapporti con lo staff del ministro Graziano Delrio, subentrato a Lupi, si dice siano stati da subito piuttosto burrascosi, così come non idilliaco il dialogo con lo stesso titolare del dicastero. Inevitabile l’abbandono del ministero, ma pronto per lui un posto sotto la Lanterna.

 

Toti chiama, Signorini risponde. Ma il governatore ligure con la sua scelta non si è limitato ad offrire un posto a un dirigente caduto un po’ in disgrazia a Porta Pia, fa di più: mette a governare uno dei settori strategici per la Liguria, come quello delle infrastrutture, un uomo che la materia la conosce come le sue tasche e ha una rete di contatti creati negli anni romani che può tornare certamente utile a Toti e alla sua giunta di centrodestra.

 

Signorini si occuperà, in Liguria, di porti, strade e soprattutto di quel Terzo Valico ferroviario, orfano ormai da molti mesi del commissario governativo, ovvero dell’ufficiale di collegamento tra le amministrazioni locali, il general contractor Cociv e il governo. Più volte annunciata, anche dallo stesso Delrio, come imminente la nomina è ancora di là da arrivare. Promesse di tempi brevi si sono trasformate in una realtà dai tempi sempre più lunghi. Girandole di nomi e veti incrociati si sono susseguiti senza arrivare al dunque. Nel frattempo, qualche mese fa, Fabrizio Palenzona lancia un sasso nello stagno: “Se non si decide che il porto di Genova deve competere con quello di Rotterdam”  e non si lavora concretamente in questa direzione “il Terzo Valico ferroviario non serve a niente” dice l’uomo delle banche, ma anche delle autostrade, degli aeroporti e della logistica. Non passa un giorno e la replica alla provocazione da dove arriva? Proprio dalla Liguria, dove Toti, appena eletto governatore, tramite il suo assessore ai Porti Edoardo Rixi rilancia la palla al governo: “Se il Terzo Valico senza un porto competitivo non serve, come dice Palenzona  è altrettanto vero che accrescere la competitività senza il Terzo Valico è impossibile”. E, sempre Toti, qualche settimana prima aveva anticipato il collega piemontese Sergio Chiamparino nel salire sulle barricate contro il mancato finanziamento dell’opera ferroviaria da parte dell’Unione Europea.

 

Adesso la nomina dell’ex numero uno del Cipe alla segreteria generale della Regione e l’incarico di seguire le grandi opere sembrano l’ulteriore segnale di come la giunta ligure intenda lavorare e pesare (anche) sul fronte del Terzo Valico. Pur se i rapporti non saranno, come si dice, proprio amichevoli, Delrio e il suo staff  con Signorini dovranno confrontarsi, parlarsi, decidere. Un atout quello giocato da Toti che arriva mentre in Piemonte dove la partita è nelle mani dell'assessore Francesco Balocco, ancora si aspetta la risposta alle mille sollecitazioni rivolte al governo affinché nomini finalmente il commissario.