COMUNE DI TORINO

Pd-Sel, venti di guerra in Sala Rossa

A pochi mesi dalle elezioni i vendoliani iniziano a prendere le distanze dall'amministrazione Fassino. Mancano i loro voti su ben tre delibere dell’assessore Lo Russo. Paolino (Pd): “Non è ancora suonata la ricreazione. Ci dicano cosa intendono fare”

Torna il Consiglio comunale di Torino e con esso tutti i conflitti di una maggioranza che con l’avvicinarsi delle elezioni si avvia verso un progressivo sfilacciamento. La Sala Rossa riapre i battenti e sulle prime tre delibere portate in aula dall’assessore all’Urbanistica Stefano Lo Russo non mancano le defezioni, con i voti in dissenso dei due esponenti vendoliani Michele Curto e Maurizio Trombotto, dell’indipendente Giuseppe Sbriglio e dell’ex moderata Piera Levi Montalcini. I provvedimenti passano lo stesso e con ampio margine – anche a causa delle tante assenze tra i banchi del centrodestra – ma il caso politico monta.

 

Nello specifico si tratta di tre interventi che sfruttano la legge 106/2011, per l’attuazione di “interventi in deroga” ai piani regolatori attraverso un iter semplificato. Il primo provvedimento consente un cambio di destinazione d’uso per realizzare, in via Pianezza 210, quattro appartamenti e (con la trasformazione di un preesistente magazzino) tre box auto. Il secondo permette l’intervento di demolizione dell’edificio nella Circoscrizione 4, tra le vie Carrera, Crevacuore ed Exilles e alla successiva ricostruzione di un Medio centro commerciale (diviso in due lotti: uno alimentare (900mq di superficie) l’altro con la vendita di articoli non alimentari (640 mq). Prevista anche l’edificazione di uno stabile (cinque piani fuori terra più un piano di autorimesse interrato) e di una bocciofila. L’ultimo (approvato con 21 voti favorevoli, 2 astenuti e 12 contrari) riguarda la demolizione degli edifici siti nell’area compresa fra le vie Sant’Ambrogio, Sant’Antonino e Filippa (quartiere Pozzo Strada) e la costruzione, sulla stessa area, di un fabbricato destinato a struttura commerciale di vendita (supermercato). La delibera dispone inoltre che la porzione di area privata destinata a verde pubblico, all’incrocio fra via Sant’Ambrogio e via Sant’Antonino, sarà realizzata e manutenuta dalla società proprietaria dell’attività commerciale, in raccordo con la Circoscrizione 3. Se nelle prime due delibere il dissenso si era manifestato attraverso mancate partecipazioni al voto o astensioni, nell’ultima addirittura c’è stato il voto contrario dei quattro.

 

Disposizioni che, a dirla tutta, non hanno mancato di provocare qualche mal di pancia anche all’interno dello stesso Pd con consiglieri che si adeguano per disciplina: “io la devo votare” si lascia scappare uno di loro. Ma intanto tra democratici e vendoliani, da due mesi in regime di guerra fredda, basta poco per far scoppiare il caso. «Quella di Sel è una posizione che non condivido» dice il capogruppo dem Michele Paolino che poi chiosa: «La maggioranza non è una caserma, è vero, ma faccio presente che non è ancora suonata la campanella della ricreazione. Ci dicano cosa intendono fare». Il consigliere Luca Cassiani è ancor più tranchant: «Se questi sono i presupposti non vedo come si possa intraprendere con Sel un percorso per i prossimi cinque anni». Le prime schermaglie di un fine mandato che per Piero Fassino si annuncia pieno di insidie.   

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    10:02 Martedì 08 Settembre 2015 brizo Noi birilli

    Nel centrosinistra ovunque vi sono venti di guerra!Ma gli elettori della SX non riflettono su quanto tempo in realtà hanno gli amministratori del PD per dedicarsi al....bene comune??Troppo lotte di potere e poltrone li contraddistingono propio quando sono al governo qui come altrove.A noi chiedono di votare e loro si divertono a giocare, peccato però che i birilli siamo noi!!!

Inserisci un commento