LA CASTA

Brignolo lascia la banca. Vince il M5s

Il sindaco di Asti rassegna le dimissioni dal cda della Cassa di Risparmio. A sollevare il caso della potenziale incompatibilità sono stati i grillini che ora esultano. "Una grande vittoria della legalità". A imbarazzare una fideiussione per un impianto sportivo

Fabrizio Brignolo non è più il sindaco banchiere. Il primo cittadino di Asti si è dimesso dal Consiglio di amministrazione della cittadina Cassa di Risparmio. Una vittoria per il Movimento 5 stelle astigiano, che, sostenuto legalmente dall’avvocato Alberto Pasta, ex assessore della giunta Brignolo, ha promosso una serie di ricorsi che hanno portato il primo cittadino a un clamoroso passo indietro. Battaglie legali che rischiavano di ripercuotersi su una consigliatura già tutt’altro che facile e per questo Brignolo definisce “doverosa” la propria “rinuncia” nella lettera ai consiglieri comunali con cui ha comunicato la propria decisione. Una scelta intrapresa dopo l'ultimatum che i grillini gli avevano lanciato, sabato scorso, per il presunto caso di incompatibilità tra il suo ruolo di primo cittadino e quello di consigliere dell’istituto di credito.

 

LEGGI LA LETTERA DI DIMISSIONI

 

Tutto nasce da una fidejussione che il Comune stipulò anni fa con la CrAsti a garanzia di un mutuo acceso dall’Asd Asti Sport per pagare alcuni interventi strutturali nel campo da calcio di corso Alba. La vicenda ha poi avuto un epilogo negativo:la società non è più riuscita a pagare il mutuo e la banca si sarebbe dovuta rivolgere al Comune per escutere la fidejussione. Secondo il M5s significava che Brignolo, membro del CdA della Cassa, avrebbe dovuto chiedere a se stesso, in qualità di sindaco, di pagare quanto previsto dalla fidejussione. Da qui il presunto caso di incompatibilità che ha convinto il primo cittadino ad abbandonare la CrAsti. Oggi pomeriggio, in una lunga lettera inviata agli organi di informazione e ai consiglieri comunali, Brignolo ha infatti confermato l'intenzione di lasciare la banca, ma ha rimandato al mittente le accuse mosse, sollevando parecchie perplessità sul fatto di essere stato incompatibile nei due ruoli.

 

«La disciplina giuridica del procedimento giudiziale per decidere sull'incompatibilità delle cariche elettive - scrive Brignolo spiegando le motivazioni del suo abbandono - prevede che la eventuale sentenza di accoglimento del ricorso abbia un effetto retroattivo: in sostanza non si può attendere l'esito della causa e poi, nel caso in cui il Tribunale accolga il ricorso, rinunciare all'incarico ritenuto incompatibile. La scelta deve essere fatta prima. Pur essendo convinto della sostanziale infondatezza delle eccezioni che mi vengono mosse, è evidente che il sindaco che ha ricevuto dai propri concittadini la fiducia e il mandato di amministrare la città non può sottoporre il proprio mandato all’incertezza che contraddistingue anche le cause in apparenza più “tranquille” ed anche un minimo fumus lo deve far riflettere sull'importanza delle scelte che è chiamato ad effettuare».

 

«È una grande vittoria della legalità - commenta l’avvocato Alberto Pasta, legale del Movimento 5 Stelle ed ex assessore dello stesso Brignolo, che avrebbe presentato ricorso contro il sindaco lunedì mattina - Esattamente come nel caso della Provincia eravamo sicuri che ci fosse l'incompatibilità e, secondo noi, anche Brignolo lo sapeva, ecco perché si è dimesso. Certo è una bella vittoria, perché è stata ancora una volta una sfida tra Davide e Golia. Dispiace però constatare, ancora una volta, che il Partito Democratico di Asti non ha voluto prendere posizione sul caso, come l'assessore alla legalità del Comune, del tutto silente».

 

Davide Giargia, capogruppo M5s in Consiglio comunale, ovviamente esulta: «Dopo averlo fatto decadere dalla Provincia siamo 2 a 0, palla al centro - spiega raggiunto dalla Nuova Provincia al telefono pochi minuti fa - Sono contento che si sia dimesso dalla banca perché, secondo me, l'incompatibilità c'era tutta. Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario ai doppi incarichi, per non parlare della presenza della politica nelle banche. Voglio solo che questa vicenda sia da monito per le prossime elezioni amministrative: nessuno pensi di seguire Brignolo nel tenere doppie poltrone. Ognuno faccia il suo ruolo, scegliendo da che parte stare». 

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