RETROSCENA

Ghigo e Vietti, la mano destra di Fassino

L'ex governatore berlusconiano resuscita la "concordia istituzionale" in chiave elettorale. Con il notabile democristiano e l'ex senatore Scarabosio, manovra sottobanco per sostenere la rielezione di Filura. Rimpolpando la lista civica

I re magi di Fassino. Anzi, forse più mogi che magi, vista la loro uscita dalla politica attiva e la lontananza dai posti di potere che negli anni sono andati occupando. La cometa di Piero, non poi così brillante e a rischio d’essere offuscata da altre cinque stelle, guida comunque il cammino già intrapreso da Enzo Ghigo, Aldo Scarabosio e Michele Vietti. L’ex governatore (titolo american style inaugurato con la benedizione di Berlusconi, proprio con il suo mandato), l’ex senatore con appendici nel sottogoverno e l’ex tante cose l’ultima delle quali la prestigiosa quanto rimpianta vicepresidenza del Csm, non vivono l’approssimarsi delle comunali di Torino e ancor prima della campagna elettorale come spettatori qualunque. Primo perché non lo sono, secondo perché non hanno alcuna intenzione di diventarlo.  Anzi, tutti e tre vengono dati in gran spolvero – sia pure in maniera molto discreta e riservata –, impegnati in una delicata quanto solida tessitura di una rete di supporto e protezione cui avvolgere, sul lato destro, la perigliosa (ri)scalata del Lungo a Palazzo di Città.

La gamba da ciclista di Ghigo è ancora buona specie lungo le curve del potere cittadino e pure per le vie poco note, ma abbrevianti, della finanza e dell’imprenditoria, versante su cui corre pure l’aspirante contendente per il centrodestra Alberto Morano. Il cui collega notaio Scarabosio - già parlamentare berlusconiano, nonché consorte di Patrizia Poliotto della Compagnia di San Paolo– è anch’egli impegnato in una serie di contatti e avvicinamenti – favoriti dal rito degli auguri natalizi – finalizzati a supportare quella lista della Mole, baluardo e testa di ponte al contempo, cui Fassino si affida per raccattare voti in un’area irraggiungibile dal Pd, pure con la faccia di Matteo Renzi. Una coppia affiatata e dai risultati che potrebbero sorprendere, che si fa terzetto con l’ex numero due di Palazzo dei Marescialli. Superata o quasi la sindrome dell’abbandono (nonostante i tentativi di accreditarsi alla corte del Giglio magico), Vietti - i cui sogni si sono spinti fino al Colle e, non esauriti, spaziano ancora verso altri luoghi del Potere (sia pure, probabilmente più della finanza che non della politica) – è pronto anch’egli a muoversi in quel milieu a lui più congeniale, avendo dalla sua rispetto a Ghigo e Scarabosio l’atout cattolico da giocare alla bisogna.

Tra i fattori che accomunano i tre nella spintarella alla lista della Mole e magari nel tentativo di farvi entrare qualche loro attaché, gente da Franza o Spagna purché se magna (si vocifera di una telefonata al ciellino Silvio Magliano), c’è innanzitutto la constatazione che, comunque vada, a destra si perde. Vincente è invece la carta che hanno in mano, ovvero l’aver rappresentato e plasticamente incarnato i tratti del centrodestra dialogante (molto) con il centrosinistra. Custodi e interpreti di quella concordia istituzionale che piace a Fassino e che – come negli anni della presidenza di Ghigo in Regione – non ha mai creato, semmai risolto, problemi con gli avversari. Molti ricordano il sostegno offerto a Sergio Chiamparino alle elezioni del 2001 pur di contrastare l’elezione di Roberto Rosso o come, qualche anno dopo, lo stesso governatore impedì che il centrodestra cavalcasse lo “scandalo cimiteri” che avrebbe potuto travolgere l’amministrazione di centrosinistra. Episodi di una lunga stagione di correità politica che anestetizzò il confronto, paralizzando forse per sempre l’azione del centrodestra. Ghigo ne ebbe in cambio la patente sociale – “il volto presentabile del berlusconismo” –, un salvacondotto per gli intoppi giudiziari (il caso Odasso)  e l’accesso ai salotti buoni della città. Il massimo per un parvenu arruolato da Marcello Dell’Utri agli albori di Forza Italia, pescato dalla truppa dei venditori di Publitalia (“non prendemmo i migliori, i più bravi dovevano continuare a portare fatturato in azienda, prendemmo gente come Ghigo”, raccontò l’ex braccio destro di Berlusconi).

Svanito il chiampariniano Monviso nel simbolo della lista cui sta lavorando da tempo Mario Giaccone (che ieri ha visto nuovamente e infruttuosamente il sindaco), subentrata la più torinese Mole e risolto il problema immagine, resta quello della sostanza: accalappiare un pezzo della destra “perbene”, quella che in fondo già alle scorse elezioni Regionali sostenne, guarda caso, proprio Giaccone attraverso la collega farmacista Clara Cairola Truffelli, vedova Mellano, esponente del Pli di Altissimo. Guidati dalla cometa di Fassino i tre re magi lavorano a una rinnovata epifania del Lungo, speranzosi che possa portare qualche cosa pure a loro. E farli essere meno mogi.

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8 Commenti

  1. avatar-4
    17:14 Domenica 27 Dicembre 2015 torino accomodatevi

    le iniziative e le campane (a morto) viste e sentite in questi giorni, settimane, mesi, stanno occupando i pensieri e le parole dello spiffero. BEH!!!!! non solo via libera ,ma anche lastricata di voti sarà quella del m5s. Arrivederci a giugno con una donna sindaco a torino un ? a roma e (??????) a milano. AMEN

  2. avatar-4
    22:03 Sabato 26 Dicembre 2015 usque tandem In effetti

    Dx e sx sono veramente invotabili. O 5S o astensione, non c'è scampo.....

  3. avatar-4
    14:42 Sabato 26 Dicembre 2015 Bandito Libero MassimoDAzeglio M-I-T-O !!! è quello che dico da MESI !

    Sono d'accordissmo con tutti gli interventi, ma soprattutto con Massimo D'Azeglio. Sono stra-felice che finalmente la mia strategia elettorale stia acquisendo sostenitori. :-) E' l'unica strada! Azzerare tutto (PD come obiettivo, cdx come riflesso) e poi ripartire con una nuova classe dirigente non collusa col PD - per Baskettaro: ma ti riferisci per caso a quel fenomeno di Vietti? No, perché questa vocina l'ho sentita pure io...eccome..

  4. avatar-4
    20:14 Giovedì 24 Dicembre 2015 MassimoDAzeglio Única strada

    Per resuscitare il centro-destra serve una mazzata a giugno senza precedenti. Si voteranno i 5 stelle, così poi finalmente si potrà ripartire con una nuova classe dirigente.

  5. avatar-4
    11:04 Giovedì 24 Dicembre 2015 silvio POLITICA ZERO !!!!

    Ma per la gente, per Torino, tutte queste azioni servono a nulla, questi statisti della POLTRONA devono lasciare il posto a giovani preparati possibilmente LAUREATI vedi GHIGO!!!

  6. avatar-4
    09:20 Giovedì 24 Dicembre 2015 voltaire DRIIIN, DRIIIN, DRIIIN.....

    ... la sveglia, o la scoperta dell'acqua calda, o l'essenza della politica "poltrona" (come aggettivo o come sostantivo). Che Ghigo, Vietti

  7. avatar-4
    09:10 Giovedì 24 Dicembre 2015 orsogrigio votate appendino!!!

    VOTATE APPENDINO!!!!!!

  8. avatar-4
    08:26 Giovedì 24 Dicembre 2015 Baskettaro fenomeni

    Come fenomeno fu colui che pensando che la regione andasse anticipatamente al voto, avrebbe ricevuto un incarico. Non è stato così... Eh già!!!

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