VERSO IL VOTO

L’ultima del Pd: primarie di quartiere

Correnti fameliche nella spartizione delle presidenze di Circoscrizione. I Moderati mettono le mani su San Salvario. Fassiniani e renziani nativi ai ferri corti. Il segretario Gariglio agita lo spettro della conta interna. Tutti i nomi in ballo

Scongiurate quelle per il sindaco, grazie alla ricandidatura di Piero Fassino, ecco che nel Pd di Torino si torna a parlare di primarie. Questa volta potrebbero servire per districare il groviglio di richieste, ambizioni e pretese per la scelta dei candidati alla presidenza delle Circoscrizioni. Dovevano ridurle a sei e meno male che alla fine, dopo la riforma del Decentramento, ne sono rimaste otto, altrimenti sì che trovare una quadra sarebbe stata impresa ardua. I fassiniani ne rivendicano almeno tre, i renziani della prima ora non meno di due, per i Giovani Turchi e Sinistra almeno una a testa. E poi ci sono i Moderati che ne chiedono tre per ottenerne almeno due (una, quella nata dalla fusione tra VIII e IX, è già stata prenotata con Carlotta Salerno, dimessasi provvidenzialmente da assessore a Moncalieri) e gli esuli di Sel, riuniti sotto l’ombrello di Gianguido Passoni, che avrebbero già ottenuto rassicurazioni sulla conferma di Marco Novello nel nuovo distretto nato dall’accorpamento della X con la II. Diciamo che per soddisfare gli appetiti di tutti ce ne vorrebbero almeno una decina di circoscrizioni, mentre le ambizioni personali dei singoli attori si sovrappongono con la smania delle varie componenti e sottocomponenti impegnate nel risiko.

 

Lo stesso Fassino ha già fatto presenti le sue perplessità su un’eventuale conta interna, tradizionalmente foriera di polemiche e sconquassi nel partito che rischierebbe di dare una pessima immagine di sé proprio mentre il voto si avvicina. Ma è evidente che, in assenza di un accordo complessivo, le consultazioni sarebbero l’extrema ratio chepiù di un dirigente inizia a prendere in considerazione. Nella segreteria regionale di ieri, il numero uno del partito, Davide Gariglio ha formalmente dato mandato a Lorenzo Gentile, responsabile degli Enti Locali, di fornire un parere tecnico sulla possibilità di primarie per le circoscrizioni (il nodo giuridico è se un ente in cui il presidente viene eletto dal Consiglio e non direttamente dagli elettori può considerarsi monocratico). Sarà poi la direzione regionale, convocata tra due settimane, a ratificare il responso. Così Gariglio schiera le truppe e dimostra di non temere un eventuale scontro ai gazebo in sella ai cammelli, sperando di costringere l’agguerrito correntone fassiniano a più miti consigli.

 

Al centro della discussione c’è la Circoscrizione V. Il presidente uscente Rocco Florio potrebbe essere rinviato a giudizio in ben due procedimenti giudiziari, quello sulle firme false e quello sulle cosiddette giunte in piedi. In quest’ultima inchiesta sono invischiati anche la deputata Paola Bragantini – che prima di Florio ha guidato il quartiere – e Antonio Ciavarra, coordinatore della V Commissione. Così quello che era un feudo di Roberto Placido, poi passato nelle mani dei seguaci del Lungo rischia di diventare una patata bollente e un boomerang dal punto di vista elettorale, con i rinvii a giudizio pronti a fioccare con l’avvicinarsi delle urne. Tra i possibili candidati presidente circola il nome di Luca Cassiani, consigliere comunale uscente, organico alla componente di Rifare l’Italia, quella che però già punta sulla riconferma di Claudio Cerrato alla IV. Da lì tutto il resto viene a cascata. Sulla III a insidiare Francesco Daniele - giovane proveniente dalla “gavetta democratica” e attivista di Libera, subentrato a Daniele Valle dopo la sua elezione a Palazzo Lascaris - c’è Lucia Centillo, consigliera comunale uscente dopo tre mandati consecutivi, sostenuta dall’ala sinistra del partito che fa capo al deputato Andrea Giorgis. Lì anche gli uomini di Salvatore Gallo (area Fassino) sono presenti in forze e possono contare sulla segretaria del circolo Francesca Troise, qualora non si candidasse per uno scranno in Sala Rossa. Alla VII l’uscente Emanuele Durante proverà a farsi ricandidare, sperando nei buoni uffici di Giusi La Ganga, ma non è detto che l’operazione vada a buon fine vista la concorrenza di un altro “sinistro” piuttosto apprezzato sul territorio come Luca Deri. Alla VI il pallino dovrebbe essere in mano ai fassiniani, con Nadia Conticelli, presidente uscente e consigliera regionale, che potrebbe puntare per la sua successione su Isabella Martelli. Resta da capire che ne sarà del Centro: Massimo Guerrini, infatti, non sarà ricandidato dai Moderati (si misurerà con le preferenze nella corsa in Comune).

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