VERSO IL VOTO

Centrodestra, “primarie anche a Torino”

A Roma Meloni e Salvini chiedono consultazioni di coalizione e il consigliere regionale azzurro Vignale coglie la palla al balzo: "Anche sotto la Mole". Il notaio Morano attacca Fassino sulle nomine: "Altro che non politiche"

“Primarie ovunque” dice Giorgia Meloni, “primarie dove non c’è già un (nostro ndr) candidato” dice Matteo Salvini e Gian Luca Vignale, consigliere regionale azzurro in Piemonte, gongola. È stato lui il primo a mettere in discussione la candidatura, fino a qualche giorno fa certa, di Osvaldo Napoli a Torino, lanciando le consultazioni interne del centrodestra e ora che il quadro delle candidature va in frantumi nel gioco dei veti incrociati sente che anche sotto la Mole la partita potrebbe riaprirsi. Lui, da una settimana, raccoglie le firme degli elettori nei mercati cittadini, un’iniziativa che ha coinvolto anche Roberto Rosso, a oggi candidato a capo di un rassemblement di sigle centriste, e il leader piemontese di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone. “Ora che Meloni e Salvini hanno (ri)scoperto le primarie a Roma, cosa aspettano a organizzarle a Torino?” si chiede Vignale. Secondo l’esponente di Azione Nazionale, l’area guidata da Gianni Alemanno, “il centrodestra deve coinvolgere le persone e tornare tra le piazze. Non a caso la raccolta firme che stiamo promuovendo sta riscontrando grande successo e adesione. Dai palazzi romani cosa attendono ad ascoltarci?”.

 

Il clima pre-elettorale è già rovente e tutti i candidati in pectore si gettano nell’agone cavalcando le polemiche degli ultimi giorni. Tra questi, il notaio Alberto Morano, il principale antagonista di Napoli, in attesa dell’incontro in agenda con Silvio Berlusconi, interviene sulle nomine pubbliche al varo dell’amministrazione di centrosinistra. Il primo cittadino le definisce “secondo legge” e ispirate puramente a criteri di curriculum, affermazione, quest’ultima, su cui Morano dissente: “Abbiamo censito, nell’ultima legislatura, circa 400 persone nominate dal sindaco. Si tratta sempre degli stessi, molti con un passato anche recente come esponenti politici, sindacali e di partito; tutti sostenitori delle campagne elettorali di Fassino e Chiamparino. Nessuno nega le loro qualità professionali, ma qualche dubbio sussiste quando vediamo persone transitare senza soluzione di continuità dal cda di una Fondazione museale o culturale, a un’azienda di servizi o a una banca. Competenze poliedriche che caratterizzano molti dei professionisti dell’incarico che i sindaci del PD chiamano poi a far parte dei loro comitati elettorali”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    09:47 Venerdì 12 Febbraio 2016 daniele galli primarie benissimo !!!!

    ma con regole certe. distinguetevi comune agire piddino

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