VERSO IL VOTO

Fumata nera al conclave del Centrodestra

Ennesimo nulla di fatto al tavolo romano delle alleanze. Mentre Matteoli sparge ottimismo, è costretto a rinviare i dossier alla prossima settimana. Secondo fonti della Lega la rottura è sempre più probabile. A Novara Forza Italia diserta il lancio di Canelli

“Con Salvini non parlo”. Il ruggito, roco e stanco, di Silvio Berlusconi arriva come messaggio affidato agli sherpa azzurri e si tramuta in un requiem sulle ormai logore trattative al tavolo nazionale delle sempre più traballanti alleanze presieduto da Altero Matteoli. A dispetto delle rassicuranti dichiarazioni del senatore azzurro – “Abbiamo chiuso quasi tutto, manca solo qualche piccolo aggiustamento” – l’esito dell’incontro odierno romano è l’ennesimo nulla di fatto. “Fumata nera”, riferiscono le diplomazie di Lega Nord e Fratelli d’Italia, con i dossier delle principali città ancora in alto mare, con l’aggravante dei tempi di presentazione delle liste che incombono. “Roma resta un caso a sé, perché l’ultima parola spetta ai leader”, dice Matteoli nel tentativo di separare la corsa al Campidoglio dal resto delle competizioni.

 

Per il Carroccio è l’anticamera del “liberi tutti”, di cui si aveva sentore ma che adesso sta per ricevere il sigillo definitivo: se non interverranno improbabili ma non certo escludibili rivolgimenti in quel mondo pazzotico che è il centrodestra, per quanto riguarda Torino, la candidatura del civico Alberto Morano resta un punto fermo. Nessuna ipotesi, al momento, ha la forza di indurre Lega (e FdI) a rimettere in discussione la designazione del notaio.

 

Un anticipo della baraonda in cui versa la coalizione lo si è avuto stamane nell’altra grande città piemontese chiamata al voto amministrativo, Novara, con la conferenza stampa convocata dal leader piemontese del Carroccio Riccardo Molinari per formalizzare l’appoggio del partito di Giorgia Meloni al candidato leghista Alessandro Canelli. Presenti al battesimo in nome e per conto del coordinatore provinciale Gianni Mancuso (impegnato all’estero) il deputato Gaetano Nastri e Angelino Tredanari. Assenti sia il capataz azzurro locale Diego Sozzani (che in Nastri aveva pensato di trovare il suo uomo da contrapporre a quello della Lega), così come il numero uno regionale Gilberto Pichetto la cui fiducia nel tavolo nazionale, aspersa con propositi miracolosi, è svanita come neve al sole. C’erano, invece, in sala, il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Cabrino, Gerardo Murante sostenitore dell’accordo con la Lega e della candidatura di Canelli fin dall’inizio, ma anche una cospicua rappresentanza del partito berlusconiano (soprattutto giovani), rappresentazione plastica della sua spaccatura all’ombra della cupola di San Gaudenzio. A dare man forte alla corsa di Canelli si sono presentati pure la consigliera comunale Silvana Moscatelli (Pdl) che capitanerà la lista civica “Con noi per voi” nella quale si candiderà pure Aurelio Prino, medico molto noto e apprezzato, con trascorsi di sinistra, e Ivan De Grandis di “Noi x Novara”.

 

L’irrigidimento di Berlusconi nei confronti di Salvini che ha portato all’ennesima fumata nera dal conclave romano, alimenta più di un sospetto: dietro i mille ostacoli posti dagli azzurri a livello locale, ci sarebbe una regia nazionale riconducibile al cerchio tragico del Cavaliere. E Novara, così come Bologna e Torino, per non dire dell’assai più complessa situazione della Capitale, sarebbero dunque terreno di una guerra le cui strategie di dubbio risultato scaturirebbero da Palazzo Grazioli. Arrière-pensée che rimandano a un altro fatto non irrilevante: il tentativo di siglare un accordo con la Lega, mettendo in gioco e legando tra di loro Novara e Savona, era partito proprio da quell’ala azzurra (il governatore ligure Giovanni Toti, l’europarlamentare piemontese Alberto Cirio e l’amico di entrambi e consigliere regionale ligure Angelo Vaccarezza) più convinta della necessità di dare una sterzata al partito dopo le amministrative cercando di evitare il baratro.

 

Quale sia l’intenzione di Sozzani e di Pichetto per Novara resta un mistero. Il rischio per i due è quello di attendere la disfatta nel bunker sognando un’arma segreta elettorale, tanto segreta da essere sconosciuta a loro stessi. A Torino Osvaldo Napoli, a tutt’oggi resta il candidato della Salò di Forza Italia, ma anche in questo caso con ampi settori ed esponenti illustri dei berluscones pronti a incrociare le braccia e non muovere un passo per aiutare l’ex onorevole Macario. Quanto alle voci e alla interpretazioni di alcune dichiarazioni di Salvini, da via Poggio a via Bellerio si fa notare come non solo “siano tirate per i capelli”, ma tradiscano la volontà di qualcuno (leggi una parte di Forza Italia) di acuire la tensione. Resta, infatti, a dir poco comprensibile la descrizione di un Salvini scettico e dubbioso, anzi indeciso, sulla candidatura di Morano, dopo che lo stesso leader leghista ha bocciato senza appello l’ipotesi di Napoli, aprendo in maniera chiara nei confronti del notaio. Negli ambienti del Carroccio si osserva che “se Matteo non fosse stato convinto su Morano, come ipotesi di candidatura, non avrebbe certo portato i contatti fino a questo punto”. E, si aggiunge, “se c’è qualcuno che abbiamo scaricato, anzi non abbiamo mai fatto salire come candidato per le comunali quello è Napoli”. 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    02:04 Giovedì 14 Aprile 2016 moschettiere Jacques de La Palice docet

    Cirio e i suoi hanno capito che trovare un punto convergente con la Lega non solo è ragionevole, ma soprattutto è la sola via percorribile data la situazione comatosa in cui versa FI. Berlusconi ormai è in perenne e forse irreversibile fase onirica ed è destinato col suo manipolo di pretoriani autolesionisti ad un suicidio (politico) di massa. Napoli vada a cercar funghi a Giaveno, mentre sarebbe auspicabile un discorso con Rosso. Con il centrodestra diviso, nessuna formazione ha chance di accedere al ballottaggio, questo spero sia chiaro a tutti. E non credo che Rosso punti alla striminzita poltroncina in Sala Rossa, nuda e cruda. Compatto e con una buona campagna elettorale, il centrodestra potrebbe quantomeno sperare. Rosso accantoni velleità personali (peraltro ben lontane dal potersi concretizzare) e capeggi una lista apparentata. E i forzisti di buon senso abbandonino al suo cupo destino l'ex Cav, onde scongiurare la catastrofe del day after.

  2. avatar-4
    18:49 Mercoledì 13 Aprile 2016 WIDS MORANO SALVACI TU...

    L'auspicio in questa valle di lacrime e di incapaci e che il Notaio possa avere la forza di resistere a questa sceneggiata e poter partire con la sua semplicità e cercare di salvare la faccia a questi soloni del centro destra...altrimenti sarà la fine !!

  3. avatar-4
    18:36 Mercoledì 13 Aprile 2016 LuigiPiccolo La fretta è cattiva consigliera

    Calma e sangue freddo c'è tempo. Ci stiamo preparando alle elezioni del 2021

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