VERSO IL VOTO

Novara, Lega unita ma isolata

Non è servita la prova muscolare di Salvini a convincere gli alleati. Dopo l'altolà di Forza Italia e FdI anche le liste civiche bocciano l'imposizione di Canelli. Andretta e De Grandis: "L'unica strada per una candidatura unitaria sono le primarie"

Se da un lato l’iniziativa al Borsa di Matteo Salvini ha compattato tutta la Lega Nord attorno al nome di Alessandro Canelli, dall’altro, paradossalmente, la prova di forza (oltre 800 persone presenti) ha scavato un solco, sempre più profondo, con gli alleati del centrodestra. A Novara, come a Torino, dirigenti e amministratori locali si ribellano alle decisioni imposte dal tavolo nazionale. Una matassa che con il passare del tempo anziché sbrogliarsi risulta sempre più ingarbugliata e che ora rischia di far crollare l’asse tra i leader dei tre principali partiti: Forza Italia, Carroccio e Fratelli d’Italia. Soprattutto se la situazione piemontese la si inserisce in un contesto in cui si fatica a trovare l’accordo in città fondamentali nel mosaico nazionale come Roma e Napoli.

 

Dopo l’altolà dei coordinatori provinciali di Forza Italia e Fratelli d’Italia Diego Sozzani e Gianni Mancuso - che pochi giorni fa hanno ribadito l’inesistenza “né a livello nazionale né locale per una candidatura unitaria”- anche i movimenti civici stoppano la candidatura dell’esponente leghista: “Oggi un'alternativa a Ballarè credibile e vincente non la si trova cercando di mettere d’accordo i potenziali alleati del centrodestra con un esperimento nato in provetta. Serve ben altro” dice Daniele Andretta, in campo con la lista civica Io Novara. “Lo scenario di oggi – prosegue – è identico a quello di ieri. La Lega si è chiusa in una visione tutta sua, dove tutti sono a suo dire colpevoli di non condividere una candidatura imposta”. Dello stesso tenore le parole di Ivan De Grandis, leader di Noi per Novara, l’altra formazione civica cittadina, nata sull’onda lunga della protesta contro il piano Musa e promotori, il 16 e 17 gennaio delle primarie delle idee: “Ormai sono settimane che nel centrodestra si scannano sul nome del candidato, e non si parla di soluzioni ai problemi – dice De Grandis -. Per sconfiggere Ballarè bisogna smetterla con le divisioni e fare squadra. Non è più tempo però di imporre decisioni prese da pochi ma di costruire insieme le scelte. Siamo per le primarie come metodo per far scegliere ai cittadini il candidato sindaco”.

 

Le consultazioni interne, dunque, oggi paiono forse l’unica strada per evitare una frammentazione tale della coalizione da consegnare al centrosinistra altri cinque anni di governo cittadino. Le stesse primarie, paradossalmente, che Salvini ha auspicato in altre città in cui regna l’impasse, ma non a Novara dove, dice il numero uno di via Bellerio, Canelli “è e resta il candidato della Lega”. Bisogna solo convincere gli alleati. 

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