DIVORZIO IN VISTA

Torna An, anzi il Pdl

I post missini disposti a tutto pur di mantenere in piedi la ditta. Nell’imminente separazione (consensuale), saranno gli ex forzitalioti semmai ad andarsene. Trame e speranze

Chi scende dal predellino? Quale dei due fratelli lascerà la casa del “padre”, orfani proprio della sua presenza dopo che questi ha annunciato l’intenzione di prendere la porta e abbandonare la traballante casamatta del centrodestra italiano? Mentre a Roma si discutono le modalità dello spacchettamento (consensuale?) del Pdl, atto che dovrebbe portare – come ha ribadito l’altro giorno Berlusconi in un summit a Palazzo Grazioli – alla separazione degli ex An, in Piemonte la situazione potrebbe ribaltarsi. Sarebbero i post missini a tenersi l’insegna costringendo gli ex di Forza Italia a trovarsi una nuova dimora.

 

Agostino Ghiglia, che venerdì sera ha riunito i colonnelli della componente, non ha alcuna intenzione di subire lo sfratto e, forte di una egemonia esercitata in questi ultimi anni soprattutto sul piano organizzativo, vuole tenersi stretto il partito. «Sai che sforzo – commenta un consigliere regionale ex FI, disposto a parlare previa garanzia dell’anonimato -. La gestione Ghigo ha praticamente consegnato il partito nelle mani di Ghiglia e ai suoi uomini, consentendogli persino di fare proseliti tra le nostre file. E così ora da “ospiti” ci troviamo a un passo dall’uscio». Lo stato maggiore forzitaliota è in disarmo. Di Enzo Ghigo è arcinota l’indolenza per l’organizzazione: ora, archiviato il sogno di chiudere la carriera indossando i panni del banchiere di complemento (in Crt), attende l’evolversi degli eventi, sperando di riuscire, ancora una volta, a far leva sul suo profilo di “moderato”. Il suo predecessore, Guido Crosetto, è politicamente un single, privo di un reale seguito nel partito (e molti ricordano senza rimpianti il periodo in cui era alla guida del partito): in questa fase il gigante di Marene, come testimonia il profluvio di esternazioni, tende a distinguere ancor più nettamente i suoi destini da quelli del Pdl piemontese.

 

E gli altri maggiorenti? Confusi e disorientati. Il deputato di Giaveno Osvaldo Napoli vede sgretolarsi un sistema di potere che l’ha visto assurgere ai massimi livelli, tra Anci e vicepresidenza del gruppo a Montecitorio, e non ha ancora capito cosa succederà e dove gli convenga andare. Vito Bonsignore, affiancato dal braccio armato Roberto Rosso, conta sul consolidato rapporto con Denis Verdini, ma sa che il triumviro non è più nelle grazie del Cavaliere come un tempo. L’europarlamentare, dopo essersi dissanguato in una (inutile) battaglia congressuale, è rimasto con un pugno di mosche: un pacchetto di tessere e un plotoncino di seconde file. Tra i cugini di dissenso, l’area riunita attorno a cinque consiglieri regionali di “Progett’Azione”, ci sono valutazioni diverse sul che fare. Angelo Burzi, capogruppo a Palazzo Lascaris, preme nella direzione di una cesura netta e propone la rapida trasformazione della corrente in un soggetto politico autonomo. Gian Luca Vignale è in quotidiano contatto con il suo referente nazionale, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, mentre Roberto Tentoni pare particolarmente allettato da sirene neocentriste. Maria Teresa Armosino, che difficilmente riuscirà a strappare (almeno alle attuali condizioni) una ricandidatura per un quinto mandato, ha ripreso ad alzare i toni verso il gruppo dirigente nazionale lasciando prefigurare una svolta in senso “autonomista”.

 

Inquietudini anche tra Palazzo Lascaris e la giunta regionale. Luca Pedrale ora che si è messo il cuore in pace di fronte all’impossibile promozione assessorile, tenta di accreditarsi come fulcro di una “resistenza azzurra” stringendo legami ancor più stretti con l’area ciellina, guardando però con sospetto l’ipercinetismo di Claudia Porchietto. L’assessora al Lavoro ha moltiplicato la sua attività politica, tra viaggi nella Capitale, comparsate televisive, riunioni sul territorio. Che tocchi a lei raccogliere quello che rimane dei berluscones nostrani? Chissà.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    23:46 Domenica 14 Ottobre 2012 alberto VIA TUTTI

    Sono stato tra i primi a seguire Berlusconi e non me ne pento, anche se alla luce dei fatti ne vedo tutti i limiti. Ma basta con i vari ghigo, Crosetto, Ghiglia e quel ridicolo personaggiucolo di Napoli. Hanno mandato in vacca progetti per fini personali. Basta non voto più

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