PDL ALLO SBANDO

Forza Italia-An, prove di divorzio

A pranzo i 12 consiglieri regionali ex forzisti predispongono i piani in attesa delle mosse di Berlusconi. Pronti a spaccare il gruppo. E intanto, in un colloquio informale ad Arcore, Armosino assicura fedeltà incondizionata al Cav.

Ora di pranzo, Golden Palace: i 12 consiglieri regionali ex di Forza Italia si sono incontrati per cercare di riannodare i fili di una matassa che da quando il “predellino” li ha costretti a una difficile convivenza con i post missini si è ulteriormente aggrovigliata. In attesa di conoscere se e quando Berlusconi deciderà di tagliare i ponti con la sua (disconosciuta) creatura, dalla riunione è emersa però la comune volontà di non abbandonare il Cavaliere al suo crepuscolo, ma anzi predisporre le masserizie per l’ultima sfida, addirittura preparando le carte in vista di un possibile divorzio dai colleghi ex aennini. A parte le perplessità di un paio, Franco Maria Botta e Lorenzo Leardi, che in quanto coordinatori provinciali rivestono incarichi di partito, tutti hanno espresso la disponibilità a far nascere “un secondo dopo l’annuncio del Presidente” il gruppo a Palazzo Lascaris.

 

Intanto nel Piemonte tramortito da lotte intestine e da un’azione di governo che non decolla, quel che resta della classe dirigente pidiellina si muove scompostamente nel disperato tentativo di salvare la ghirba. E sa da una parte l’antica prima linea berlusconiana guidata dagli Osvaldo Napoli e dagli Enzo Ghigo pare stia sostenendo le velleità di Angelino Alfano (che comunque difficilmente opererà un parricidio, come lasciano intendere anche le sue più recenti dichiarazioni), dall’altra Maria Teresa Armosino, parlamentare, ex presidente della provincia di Asti, una delle donne forti del partito ha avuto lunedì ad Arcore un lungo confronto con il Cavaliere.

 

Da quel poco che trapela, pare che la Armosino abbia offerto il proprio sostegno al nuovo soggetto di Berlusconi - Forza Italia 2.0 o come si chiamerà - da inserire in uno scenario che preveda lo spacchettamento dell’attuale centrodestra in due o più formazioni inserite tutte nella stessa coalizione, naturalmente sotto il controllo diretto dell’ex premier. Nello scenario disegnato da Berlusconi ci sarebbe il ritiro delle candidature alle primarie e la sostituzione delle consultazioni con una grande convention. Il tutto sotto la regia del fido Denis Verdini. Armosino nel colloquio avrebbe confermato che considera da un anno e mezzo chiusa ormai l’esperienza del Pdl, motivo per cui è nata Progett’Azione, che domenica 2 dicembre celebra il proprio atto costitutivo. Nascerà come formazione politica autonoma a carattere regionale: i singoli esponenti sono vincolati a un percorso di qui al 2015, in cui eserciteranno sui contenuti il ruolo di pungolo al governo di Roberto Cota, pur mantenendo mani libere nello scacchiere nazionale.

 

A Roma, intanto, lo strappo tra il Cavaliere e l’attuale numero uno del partito potrebbe assumere presto connotati drammatici, come traspare dai movimenti delle tante zucche che la fatina Silvio ha trasformato in parlamentari. “Con chi stai?” È stata la domanda che a bruciapelo alcune di essere avrebbero sottoposto alla Armosino, testimonianza che anche a Montecitorio si starebbe predisponendo la nascita di due gruppi parlamentari.

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