PROMOSSI & BOCCIATI

Pdl, veterani sotto esame

Al vaglio di Verdini la situazione dei parlamentari uscenti. Sulle "deroghe" prevale un'interpretazione restrittiva. Veto di Bondi su Napoli. Cresce la lista dei consiglieri regionali che aspirano allo scranno romano: è la volta di Cantore e Comba

La riunione si è protratta per ore in una nuvola di fumo. Nel lungo conclave di oggi a via dell’Umiltà, il ristretto gruppo di maggiorenti del Pdl, sotto la regia del plenipotenziario Denis Verdini - sempre più autentico interprete delle volontà del Cavaliere - ha affrontato la questione delle deroghe ai veterani. Lasciapassare indispensabile per l’ingresso in lista, da concedere o meno ai parlamentari uscenti che, o per numero di legislature alle spalle o per raggiunti limiti di età (65 anni), secondo regolamento dovrebbero cedere il passo.

 

Per il Piemonte, in simili condizioni vi sono sopra tutti il vicecapogruppo alla Camera Osvaldo Napoli, il parlamentare vercellese Roberto Rosso e l’ex presidente della provincia di Asti Maria Teresa Armosino. Lucio Malan è salvo per un pelo, avendo sì sul groppone tre mandati, ma non pieni: nei suoi confronti Verdini avrebbe garantito il proprio assenso. L’orientamento prevalente, tuttavia, sembra essere restrittivo: ovvero non concedere alcuna eccezione, proprio per evitare di dover affrontare rancori di tipo personale. Inoltre, su Napoli è giunto il veto di Sandro Bondi, che da giorni non si fa mancare nelle proprie tasche la fotocopia della famosa intervista a Libero in cui il deputato di Giaveno aveva preso imprudentemente le distanze da Berlusconi. Anche Laura Ravetto pare che stamani, fuori dalla Camera, abbia dichiarato ad alcuni addetti stampa che lei non candiderebbe mai uno come Napoli. Lui sembra che si sia rivolto ad Angelino Alfano, sperando nella sua intercessione. Su Rosso pesa come un macigno la fuitina sulle sponde finiane, mentre la Armosino, pur contando sul sostegno di un pezzo da novanta dell’inner circle berlusconiano come Bruno Ermolli, farebbe leva sulla necessità di incrementare la rappresentanza femminile per avere qualche chances.

 

Ancora in alto mare è invece il destino di consiglieri e assessori regionali. Anche in questo caso Verdini sarebbe dell’idea di concedere placet col contagocce. Un problema non da poco, giacché gli esponenti della Regione aspiranti al Parlamento invece di diminuire aumentano di ora in ora. Alla terna che da settimane si autopromuove sui giornali (Alberto Cirio, Claudia Porchietto e Michele Coppola) si sono aggiunti nelle ultime ore il vice presidente di Palazzo Lascaris Fabrizio Comba (sponsorizzato da Vito Bonsignore) e Daniele Cantore che ha trovato sostegno nel coordinatore in scadenza (o, forse, già scaduto) Enzo Ghigo. Il triumvirato di dirigenti locali che si è assunto l’onere della trattativa (Ghigo, Enrico Costa e Gilberto Pichetto Fratin, questi ultimi due unici certi dello scranno parlamentare) attende la convocazione di una riunione con il vertice nazionale del partito.

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