GRANA COMUNE

Fassino: “Su Csea responsabilità politiche”

Com’era nell’aria il sindaco, messo alle strette, punta il dito su Chiamparino e Dealessandri. E parla di “un’azione di vigilanza quantomeno insufficiente del collegio sindacale e anche dell’autorità politica”. Il riferimento è inequivocabile

IERI E OGGI eredità spinosa

Non fa nulla per celare il proprio disappunto nei confronti di chi l’ha preceduto. In chiusura del dibattito in aula (leggi la diretta) sulla relazione finale della commissione d’indagine su Csea, il sindaco Piero Fassino punta il dito direttamente su chi l’ha preceduto: non fa i nomi di Sergio Chiamparino e Tom Dealessandri – abbondantemente citati durante la discussione, all'ultimo secretata – ma il riferimento è inequivocabile. Fassino parla pochi minuti nei quali prima chiede che venga fatta “piena luce su tutta la vicenda”. Rivendica l’avvicendamento tempestivo dei membri del cda del consorzio sotto la sua amministrazione e l’accelerazione sulla messa in liquidazione dello Csea. Poi le considerazioni dal punto di vista politico più significative: “Dalla relazione – dice Fassino - emerge superficialità, spregiudicatezza, assenza di trasparenza, irregolarità amministrative, contabili e un’azione di vigilanza quantomeno insufficiente del collegio sindacale e anche dell’autorità politica”. Appunto, “anche dell’autorità politica”: per la prima volta Fassino punta apertamente il dito contro il suo predecessore, Chiamparino, e il vice Dealessandri, da poco nominato in Iren proprio dallo stesso Fassino.

 

Il primo cittadino conclude annunciando l’intento di dare incarico “al direttore generale e all'assessore alle partecipate di verificare quanto la vicenda Csea abbia agito sugli interessi della città e quali azioni di tutela questi interessi sollecitano e poi di operare un monitoraggio e una verifica sul sistema delle partecipate cittadine per essere messi nella condizione che nessuna altra partecipata sia in condizioni simili. Sulla base di questi atti, ritengo utile la trasmissione della relazione agli organi della giustizia amministrativa - Corte Conti - e alla Procura della Repubblica”. Il Consiglio si chiude con la mozione della minoranza, presentata da Pdl, Lega Nord e Movimento 5 stelle che non passa per un voto (16 a 15), con più di un franco tiratore tra le fila della maggioranza e del Pd stesso. Tracollo sfiorato a testimonianza di quanto la vicenda Csea rappresenti una ferita aperta all'interno della Sala Rossa. 

print_icon