COMUNE DI TORINO

Braccialarghe pronto alle dimissioni

La nomina di La Rotella, ex dirigente di Palazzo Civico, al vertice della Fondazione per la Cultura provoca l'ennesima spaccatura tra maggioranza e giunta. L'assessore minaccia lo strappo: "Ce ne andiamo tutti a casa". Fassino prova a mediare

L’assessore Maurizio Braccialarghe è arrivato a minacciare le dimissioni, “ce ne andiamo tutti a casa” ha sbottato di fronte a una delegazione di consiglieri democratici che cercavano di trovare una soluzione dopo il pasticciaccio in Sala Rossa su quello che ormai è stato ribattezzato il “caso La Rotella”. L’ex dipendente del Comune di Torino, decaduta dall’incarico dopo la pronuncia dei giudici sul concorso farlocco che la promosse a dirigente, è stata designata nei mesi scorsi al vertice della neonata Fondazione per la Cultura, attraverso una nomina diretta della giunta, senza passare da una chiamata interna all’amministrazione, come prevedeva una mozione votata dal Consiglio comunale. Tutto legittimo, lo prevede lo Statuto di Palazzo Civico, ma gli indirizzi dell’aula erano diversi. Di qui un provvedimento della Sala Rossa promosso da Pd e Sel in cui si rinnova l’impegno di individuare i vertici dell’ente attraverso una selezione interna e che definisce quella applicata dalla giunta una “procedura nei fatti in contraddizione con la volontà del Consiglio comunale”.

 

Già in una seduta del mese scorso il presidente della Commissione Cultura Luca Cassiani provò a eliminare quel passaggio, per evitare uno scontro con l’esecutivo ma il suo emendamento venne bocciato con il capogruppo Michele Paolino che nell’occasione salì sulle barricate per rivendicare il ruolo dell’assemblea cittadina. Lo stesso Paolino che ora è stato chiamato all’ordine dal sindaco Piero Fassino e che si trova tra due fuochi, dal momento che gli alleati di Sel, con il capogruppo Michele Curto in testa, non hanno nessuna intenzione di modificare l’impianto del provvedimento. I nervi sono a fior di pelle e c’è chi addirittura paventa la necessità di rivedere quella nomina. Curto ribadisce: «Non è il caso di riaprire una ferita che va cicatrizzata. Sul tema il Consiglio si è già espresso, sindaco e assessore evitino forzature». Lunedì una discussione in aula che si preannuncia infuocata.

 

print_icon

5 Commenti

  1. avatar-4
    11:12 Mercoledì 20 Novembre 2013 massimo discontinuità

    Larotella a casa. Con le sue solide competenze e capacità non ho dubbi sul fatto che trovi in tempi rapidi un'analoga posizione nel settore privato...

  2. avatar-4
    11:01 Mercoledì 20 Novembre 2013 wd Ma siamo proprio sicuri

    che il Consiglio Comunale abbia proprio ragione sempre? Che l'assemblea "elettiva" in quanto tale non sia esente da ripicche, incuria, malevolenze, invidie e compagnia cantante?Quando a decidere sono in troppi, si finisce col non decidere nulla, grazie al gioco dei veti incrociati. Che bel paese.

  3. avatar-4
    23:43 Martedì 19 Novembre 2013 gastone UNA GRAVE NOTIZIA!

    L'ASSESSORE BRACCIALARGHE E' ARRIVATO A MINACCIARE LE DIMISSIONI PER LA ROTELLA????OH MAMMA MIA, CHE PAURA! COME FAREMO??

  4. avatar-4
    15:20 Martedì 19 Novembre 2013 mammaitaliana Siamo ancora a questo punto?????

    Siamo ancora a questo punto???? Non si è ancora capito che tutti sono stufi di queste forzature???? Continuiamo promuovere i decaduti???? Nel mio piccolo comune si davano consulenze ai soliti ipergarantiti, con un compenso superiore allo stipendio degli assessori e senza richiedere ai maxi-esperti alcun risultato o relazione!!!! I soliti che governano la città e le città. Non scandalizziamoci dei voti a Grillo, del'astensione!!!!!

  5. avatar-4
    15:17 Martedì 19 Novembre 2013 folgore46 Soviet

    Al Comune di Torino si è per caso ricostituito un Soviet di comunista memoria? Una persona viene allontanata e subito promossa dalla giunta di sinistra. Voglio, posso, comando? Dove stanno pulizia, casa di vetro, onestà?

Inserisci un commento