REGIONE NELLA BUFERA

Tra Cota e Fassino il patto del sushi

Cresce il pressing sul governatore che, neppure in Giappone, trova pace. E si confida con il sindaco di Torino, pure lui interessato a prendere tempo. Intanto, mentre si attendono le decisioni del Pd, l'Udc pare orientato a staccare la spina

Li hanno visti lasciare anzitempo l’incontro con i tour operator nipponici e salire a bordo della Maserati dell’ambasciatore italiano in direzione di un luogo lontano da occhi e, soprattutto, orecchi indiscreti che, finanche a Tokyo, non mancano. Da quando ha raggiunto la delegazione piemontese in missione in Giappone, Roberto Cota fa comunella con Piero Fassino: i due parlottano fittamente, si cercano con gli sguardi, si scambiano cenni d’intesa.

 

Tra il governatore, travolto dalla bufera di Rimborsopoli, e il sindaco di Torino, con la testa alle faccende domestiche del Pd (in costante collegamento con il tavolo nazionale e i suoi luogotenenti subalpini) c’è, se non feeling,  un’empatica comprensione delle rispettive avversità, una sorta di entente cordiale fondata su interessi diversi ma, almeno in questa fase, collimanti. Cota, visibilmente abbacchiato e comprensibilmente distratto da quanto sta capitando attorno ai palazzi regionali, è disperatamente alla ricerca di una via d’uscita onorevole dal pantano in cui si ritrova, assieme alla sua maggioranza, dopo la diffusione dei verbali dei suoi interrogatori. Il governatore sente il fiato sul collo e vorrebbe scongiurare l’alzo zero dell’opposizione che potrebbe aprire faglie insidiose nel centrodestra. Per il momento la sua strategia sembra essere quella di perdere tempo per prendere tempo e, in tal senso, una “manina” potrebbe giungere inaspettata dall’inquilino di Palazzo Civico, per nulla interessato a una troppo rapida precipitazione della crisi in Regione.

 

È noto che a Fassino la prospettiva di avere come dirimpettaio Sergio Chiamparino è particolarmente indigesta. Per quella poltrona avrebbe già incassato la disponibilità di Francesco Profumo, ma gli occorre ancora un po’ di tempo per poterla lanciare senza che nel Pd si alzino barricate con l’ex rettore “candidato a tutto”, temporaneamente parcheggiato in Iren. Il suo predecessore gode tuttora di popolarità e conta sul sostegno di frange considerevoli nel partito. Quindi meglio allungare la brodaglia e, in piena sintonia con Gianfranco Morgando, avrebbe consigliato ai maggiorenti del Pd di allargare il confronto politico ai “corpi intermedi della società”, una maniera per andare più in là possibile, magari non alle calende greche ma di sicuro doppiare la fine d’anno.

 

Mentre fuori del Palazzo iniziano a manifestarsi proteste più o meno spontanee – oltre a quella odierna del Comitato Nuovo Piemonte, sabato 7 dicembre parte la raccolta firme dei grillini “#Cotamente: tutti a casa!” – qualche breccia nei due schieramenti pare aprirsi. Ieri a Roma l’alfaniana Claudia Porchietto ha incontrato i “lealisti” di ri-Forza Italia Gilberto Pichetto e Ugo Cavallera: al centro del colloquio la strategia utile a sorreggere Cota in questo difficile passaggio. Si è deciso di attendere domenica sera il suo arrivo ma anche di non tergiversare troppo, e per la prima volta l’eventualità di andare a elezioni anticipate non è stata scartata. Dalla riunione del gruppo consiliare del Pd con la segreteria regionale del partito e, a ruota, dal giro di consultazioni con le forze alleate, potrebbero arrivare delle sorprese. L’Udc pare orientata a staccare la spina e solo il capogruppo a Palazzo Lascaris Giovanni Negro, l’uomo delle cene al tartufo, resta titubante. Alberto Goffi e il numero uno regionale Marco Balagna si sono espressi per il “tutti a casa”: «Per quanto mi riguarda – conferma Goffi – la legislatura è finita martedì scorso».

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    13:25 Giovedì 28 Novembre 2013 louis-sixtytwo Eccoli!!

    Chissà come mai Cotino voleva andare a tutti i costi da Fassino? Vuoi vedere che sono solo giochetti di poltrone (la politica è un'altra cosa) e di galera? Ma c'è uno, dico uno, che pensa ai piemontesi, cornuti e mazziati?

Inserisci un commento