GRANA PADANA

“Cota incapace”, se ne vada

Lega Nord nel caos. Fuoco amico contro il governatore decaduto. A chiedere la sua testa l’ex deputato canavesano del Carroccio Togni che contesta la gestione del partito e la formazione delle liste. Una petizione tra i militanti per invitarlo alle dimissioni

 

Una petizione per mandare a casa “quell’incapace” di Cota. Espulsi, o meglio “congelati” dai vertici locali della Lega Nord i dissidenti del Canavese ora guidano la resistenza all’interno di un Carroccio “allo sfascio” come lo definisce uno di loro. A guidare la rivolta è l’ex deputato Walter Togni che si rivolge direttamente ai militanti promuovendo una raccolta firme per spodestare Roberto Cota e il segretario del Canavese Cesare Pianasso, mandante e autore dell’epurazione. Il casus belli porta il nome di Alessandro Albano, giovane consigliere provinciale di Torino, escluso dalla lista delle Regionali per paura che potesse insidiare il cotiano Alessandro Benvenuto, candidato “ufficiale” del partito. Togni e mezzo Carroccio canavesano hanno annunciato di sostenerlo senza riserve anche nella lista civica di Gilberto Pichetto, dove ha trovato ospitalità dopo essere stato silurato: di qui la sospensione e l’apertura di una querelle che secondo alcuni non lascerà feriti sul campo.  

 

Insomma, decaduto da governatore, finito ai margini della politica nazionale, ora nel mirino di mezza Lega Nord anche in Piemonte. Si estende a macchia di leopardo la protesta contro il leader del Carroccio subalpino, che ormai non riesce più a tenere testa a un partito che nei fatti lo ha disconosciuto. Alcuni hanno sbattuto la porta e se ne sono andati - leggi l'assessore regionale Claudio Sacchetto trasmigrato nel Nuovo Centrodestra quando ha saputo che non ci sarebbe stato posto per lui nella lista di Cuneo, sacrificato per non fare ombra a Gianna Gancia - altri aspettano la fine della tornata elettorale per scatenare l'inferno, come l'eurodeputato Mario Borghezio costretto a correre nel Lazio per tentare di restare a Bruxelles, roba che neanche se si traveste da Alberdo Sordi.

 

Cota e il segretario del Canavese Pianasso si sono “dimostrati politicamente incapaci di gestire la situazione e il movimento” scrive nella sua missiva ai militanti Togni “sapendo – prosegue – che queste mie parole potranno essere la firma sulla mia definitiva espulsione”, ma “se devo cadere voglio farlo in piedi da uomo che esprime il proprio pensiero senza timore alcuno e vi saluto come si usava in un tempo di cui ci siamo troppo presto dimenticati: PADANIA LIBERA!”. Al suo fianco Monica Camoletto, membro del direttivo nazionale, Fulvio Laziosi, vice segretario canavesano, incarico da cui ha annunciato le dimissioni, il numero uno di Brandizzo Sergio Toch. Insomma un pezzo importante di partito che ora, se seguirà le indicazioni di Togni, dirotterà le proprie preferenze su Albano e dunque sulla lista civica del candidato presidente del centrodestra e su Oreste Rossi (anche lui ex Lega) per le Europee.

 

E il senso di accerchiamento nei confronti dell’ex presidente della Regione deve essere aumentato quando venerdì anche il sindaco di Verona Flavio Tosi è piombato a Torino per annunciare il proprio sostegno ad Albano, nonostante sia candidato in una lista diversa dalla Lega Nord. Il diretto interessato ha ribadito: “Sono in Lega da quando avevo 16 anni e ancora non capisco il motivo della mia esclusione. Del partito continuo a condividere l’impostazione, ma con queste persone…”.

 

print_icon