POLITICA & GIUSTIZIA

Omissione atti d’ufficio, Virano indagato

Il numero uno dell'impresa che realizza la Torino-Lione è sotto indagine. Quand'era commissario governativo e presidente dell'Osservatorio non avrebbe fornito la documentazione richiesta da un militante No Tav. Il nodo del conflitto d'interessi

Il direttore generale di Telt Mario Virano è indagato a Torino per omissione d'atti d'ufficio. Il numero uno della società che realizza la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione già da un anno è sottoposto alle indagini da parte della Procura di Roma, scaturite dalle richieste di un simpatizzante No Tav, Alberto Veggio, che aveva chiesto all'Osservatorio sull'alta velocità, all'epoca presieduto da Virano, di conoscere i carteggi tra i sindaci della Val di Susa e l'organismo stesso. Veggio aveva lamentato il lunghissimo tempo aspettato per ricevere i documenti, e aveva già vinto una causa al Tar sulla questione. Ora i suoi avvocati chiederanno alla Procura generale di avocare il fascicolo, da circa un anno e mezzo all'attenzione del pm Giancarlo Avenati Bassi. Su Virano, peralto, l’Antitrust ha aperto una procedura per sospetto conflitto d’interessi tra la carica attuale e quella precedente di espressione governativa: iter che potrebbe concludersi con la sua decadenza.

 

Sempre sul fronte Tav, l'avvocato generale dello Stato Giorgio Vitari ha avocato a sé un'inchiesta della procura di Torino nella quale un altro leader No Tav, Alberto Perino, risultava come parte lesa per alcune frasi appare sui social network. La Procura aveva chiesto l'archiviazione, ritenendo che fosse impossibile risalire agli autori, ma Vitari si è detto di parere diverso. Ora ad indagare sarà la procura generale.

 

“Una minestra riscaldata, il movimento No Tav per ottenere visibilità e per generare confusione nell’opinione pubblica riesuma, come attuale, una questione di due anni fa, in cui Telt non c’entra per nulla”. Lo afferma all’Ansa Virano. “L’oggetto del contendere era un presunto ritardo nella consegna di documenti che il consigliere Veggio, del comune di Condove, aveva richiesto al presidente dell’Osservatorio pur avendo pieno accesso agli stessi, in quanto il suo comune faceva parte dell’Osservatorio – è la ricostruzione di Virano -. La questione sollevata presso il Tribunale di Roma, che aveva dichiarato la propria incompetenza sull’argomento, era stata poi trasferita alla Procura di Torino per le necessarie istruttorie, di cui attendo serenamente le conclusioni”. “Faccio notare che tutto ciò che riguardava la Valle di Susa – prosegue Mario Virano – è stato regolarmente consegnato ai promotori dell’iniziativa e gli unici documenti consegnati in ‘ritardo’ sono sei documenti pubblici, relativi all’area metropolitana di Torino e non alla Valle di Susa, documenti che avevano avuto ampia diffusione presso le amministrazioni comunali. Il carattere strumentale dell’attuale iniziativa è del tutto palese e pare essere più ancora che un ennesimo attacco alla mia persona, un’azione di pressione preventiva nei riguardi della magistratura torinese, in un periodo in cui molti processi che riguardano i No Tav, e i loro sostenitori, arrivano alle fasi cruciali”.

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