PAROLE, OPERE & OMISSIONI

Una Cantonata: la Tav sarà “crime free”

Lo garantisce il commissario di governo Virano dopo le affermazioni del presidente dell’autorità anticorruzione Cantone: “È concordato che sul lato italiano si applica integralmente la normativa antimafia italiana, estesa anche su quello francese”

La Torino-Lione «sarà “crime free” indipendentemente dalla collocazione territoriale dei cantieri». Lo precisa il commissario di governo Mario Virano, a proposito delle affermazioni del presidente dell’Anac (l'autorità di contrasto alla corruzione) Raffaele Cantone. «È concordato che sul lato italiano si applica integralmente la normativa antimafia italiana, estendendola anche al lato francese – ha precisato Virano con una dichiarazione all’Ansa -. Ciò avviene attraverso il nuovo regolamento dei contratti che fa proprie tutte le cautele italiane, beneficiando anche dell’aggiornamento della legislazione francese, che utilizza l’occasione del recepimento delle direttive comunitarie 23-24-25 in materia». 

 

L’allarme era stato lanciato stamane nel corso dell’audizione davanti alla commissione antimafia del Pirellone da Cantone, convinto che la Torino-Lione sia “un caso ancora più clamoroso” dell’Expo 2015, dove i controlli antimafia sono obbligatori per le imprese italiane ma solo facoltativi per le aziende straniere. “Nei lavori della Tav – ha detto – non ricorreranno interdittive antimafia perché sono in base al diritto francese dove non c’è interdittiva antimafia”.

 

«Ricordo – aggiunge Virano – che non appena Cantone si è insediato al vertice dell’Autorithy anti-corruzione gli avevo rappresentato la specificità delle problematiche tra Italia e Francia in materia di antimafia, trovando la sua viva attenzione sull’argomento. Attenzione che gli ha sicuramente suggerito – prosegue il commissario straordinario per la Torino-Lione – queste ulteriori sottolineature». Forse c’è stato un fraintendimento oppure una scarsa comunicazione. «Ci siamo immediatamente parlati – ribatte Virano – e ho potuto rappresentare al presidente Cantone l’avanzamento nel frattempo intervenuto tra Italia e Francia, con l’aiuto del prefetto di Torino Paola Basilone e del prefetto indicato dal ministero dell’Interno Alessandra Guidi che in tutti questi mesi ha collaborato, nell’ambito della commissione intergovernativa, per definire le condizioni di garanzia antimafia per la Torino-Lione, come è stato concordato dai ministri Maurizio Lupi e Alain Vidalies».

 

E che la Tav sia opera “garantita” dal punto di vista dei controlli messi in campo contro eventuali infiltrazioni lo assicura anche Ltf, società responsabile della sezione transfrontaliera del futuro collegamento ferroviario, che in serata ha diffuso una nota: «Al 30 novembre 2014 sono state effettuate dalla Prefettura di Torino 435 informative antimafia a società e imprese collegate (anche in sub-appalto) che hanno fatto richiesta di lavorare per Ltf. Di tutte le richieste, quattro hanno ricevuto una “interdittiva”, pari allo 0,92% del totale». Ltf ha tenuto a sottolineare che «vengono regolarmente applicate le più restrittive normative antimafia per tutti i lavori sul territorio italiano», e che «sono al vaglio diverse ipotesi per estendere le norme anche in Francia e fare della Torino Lione un’opera “crime free”».

 

Ltf ricorda inoltre che «in aggiunta alle normative italiane antimafia, il 12 settembre 2012, Ltf ha sottoscritto un Protocollo d’intesa tra Prefettura di Torino e le Organizzazioni Sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata per i lavori del cunicolo esplorativo della La Maddalena di Chiomonte. Il Protocollo – continua la società – consente di attuare un controllo penetrante sulle attività (affidamento lavori, organizzazione dei cantieri e modalità operative, controlli sulla manodopera, sui flussi finanziari, sui materiali)». Oltre alle verifiche antimafia, estese rispetto alla vigente normativa, sono previsti una serie di adempimenti ed obblighi a cura dell’appaltatore e di tutti gli altri operatori, per consentire la tracciabilità dei mezzi e delle persone legittimate ad accedere al cantiere, nonché controlli sulla qualità del calcestruzzo e specifiche disposizioni per la definizione della filiera dei pagamenti. «Ltf – conclude la nota– non è mai stata coinvolta in indagini della Procura italiana per mafia. Tutte le attività sono sottoposte ai controlli della Prefettura e del Gitav (Gruppo Interforze Tratta Alta Velocità), la struttura investigativa specializzata a composizione interforze, istituita per prevenire e contrastare la criminalità organizzata nella Torino-Lione».

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