CENTRODESTRA

Ncd respinge le avances del Cavaliere

Le manovre di Verdini volte a "prosciugare" il partito di Alfano si arenano in riva al Po. In Piemonte dopo la diserzione della Porchietto nessuno è disposto a rientrare in Forza Italia. Anzi, dice Costa, qualche movimento potrebbe registrarsi in senso inverso

 

L’ordine di servizio è perentorio: prosciugare il gruppo parlamentare, soprattutto al Senato, di Ncd e favorire, dov’è possibile, il ritorno a casa dei transfughi. L’obiettivo di Silvio Berlusconi è far diventare Forza Italia “essenziale” per la sopravvivenza del governo di Matteo Renzi. Al Cavaliere piace il giovane premier, lo sente intimo e ne apprezza le qualità, ma per quanto accarezzi quel destino cinico e baro che li accomuna in quella sorta di piece tardo vittoriana (il rapporto tra i due è la trasposizione politica del Dorian Gray wildiano), vuole tornare sulla scena, da protagonista. Recuperare i fuoriusciti, direttamente o attraverso manovre di Palazzo (versione riveduta e aggiornata dei “Responsabili”, come sembra tentare Denis Verdini), significa contrastare l’operazione di Angelino Alfano che si appresta a dar vita a un maxi gruppo con gli Udc e gli uomini di Mario Mauro, una mossa per cercare di rendere ininfluente l’abbraccio tra il Caimano e il Rottamatore.

 

In chiave locale le mire annessionistiche, che pure con la complicità del sonnacchioso clima feriale si stanno dispiegando, paiono destinate all’insuccesso. La stessa Forza Italia nostrana, concentrata nella preparazione della due giorni settembrina, non pare smaniosa di reimbarcare gli ammutinati più di quanto i disertori anelino a risalire a bordo della vecchia fregata. Nessun tramestio si registra nelle prime file dei rispettivi equipaggi, anche se non è escluso che qualche transumanza possa avvenire nelle retrovie, tra le salmerie dei rispettivi fronti. Nessuna diserzione pare dietro l’angolo, dopo la clamorosa retromarcia dell’ex assessora Claudia Porchietto che alla vigilia delle elezioni regionali ha mollato in quattro e quattr’otto Alfano per candidarsi sotto le insegne berlusconiane. «Non vedo spostamenti all’orizzonte» dichiara allo Spiffero Enrico Costa, refrattario a qualsiasi nostalgia tanto da porsi a muso duro contro la collega Nunzia De Girolamo. Anzi, lascia intendere il viceministro e numero uno del partito in Piemonte, se qualcosa dovesse muoversi potrebbe avvenire in senso inverso: «Riscontriamo grande interesse da parte di amministratori sparsi sul territorio che si sentono un po’ trascurati da Forza Italia». Ma non è prevista alcuna campagna acquisti, almeno per il momento. «Mi pare che le ultime mosse degli uomini di Berlusconi avvalorino la fondatezza della nostra scelta – aggiunge Costa -. Ora anche loro parlano di coesione nazionale, della necessità di fare fronte per il bene del Paese». Il problema è che Renzi con Berlusconi non vuole governare, «mentre con Alfano governa». Ma le strade della politica sono insidiose e mai rettilinee.

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