DAI PALAZZI

Super manager per la Grande Torino

Grandi manovre per scegliere il direttore generale che affiancherà Fassino nella costruzione della nascente Città Metropolitana. In pole Virano, attuale numero uno dell’Urbanistica di Palazzo Civico. Nel Pd monta la polemica sulle firme alla lista 5 Stelle

A una settimana dalle elezioni di secondo livello della Città metropolitana di Torino inizia a prendere forma anche la struttura burocratica che affiancherà il sindaco Piero Fassino nel suo nuovo incarico al vertice dell'ente che prenderà il posto della vecchia Provincia. Ai nastri di partenza, in pole position tra gli aspiranti alla direzione generale pare esserci Paola Virano, attuale numero uno del settore Urbanistica a Palazzo Civico e a lungo in corsa per l’incarico di vice direttore generale durante la riorganizzazione varata dal city manager Gianmarco Montanari. Non è l'unica ad ambire a un ruolo destinato ad essere centrale non solo nel ridisegno delle competenze del nuovo ente, ma anche per la funzione di "regia" che inevitabilmente avrà nella complessa partita delle infrastrutture. Se, al momento, i bookmakers accreditano maggiori chance alla Virano, altri potenziali concorrenti restano in gioco, da Paolo Foietta (mega direttore provinciale a Trasporti, Viabilità e Territorio, che molti ritengono prossimo a trasferirsi in Regione) all'attuale numero uno dei dirigenti di Palazzo Cisterna, Giuseppe Formichella, a sua volta già a capo della burocrazia municipale di Trofarello, Grugliasco, Sanremo e Alessandria.

 

Competenza, capacità di tessere relazioni anche nel mondo della politica, e qualche illustre parente sono le armi vincenti di una professionista che viene descritta come una “vera renziana della prima ora”, capace di creare un rapporto quasi simbiotico con il suo assessore Stefano Lo Russo e di entrare nelle grazie dello stesso primo cittadino. Il suo settore funziona e la parentela con Mario Virano, commissario governativo Tav, diciamo, non guasta. Secondo i boatos che rimbalzano dai corridoi di Palazzo di Città il suo posto potrebbe essere preso da Aurelio Catalano, ex direttore generale della Provincia, "morgandiano" di ferro, poi ingaggiato in staff da Lo Russo, dopo la rottura con l'allora inquilino di via Maria Vittoria Antonio Saitta.

 

Intanto, mentre ferve la campagna elettorale tra consiglieri e sindaci dei 315 comuni della provincia di Torino, cresce il timore tra i democratici di veder silurati alcuni loro candidati. Ecco perché da qualche giorno serpeggia il malanimo verso quegli esponenti del centrosinistra che hanno scelto di sottoscrivere la lista a Cinque stelle. Se, infatti, i due esponenti della Sala Rossa Silvio Viale, Radicale eletto nel Pd, e Piera Levi Montalcini, ex Moderati ora apolide, avevano annunciato la loro firma “tecnica” - apposta per consentire una competizione maggiormente democratica - come un atto a dir poco ambiguo e inopportuno sono state giudicate le firme in calce alla lista pentastellata di amministratori dem come il consigliere comunale di Chieri Valter Sandri – che pure ha il suo sindaco Claudio Martano nel listone costituzionale – l’ex primo cittadino di Pinerolo Paolo Covato (anche il suo successore Eugenio Buttiero è in lista). E se era dato per scontato il pieno di firme ai pentastellati tra gli amministratori della Valsusa, ha destato non poca sorpresa vedere il nome del candidato sindaco delle larghe intese (Pd e Forza Italia) alle ultime elezioni ad Avigliana Aristide Sada.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    17:41 Domenica 05 Ottobre 2014 aureliocatalano in pensione

    Questa poi, vi leggo un giorno dopo perché ero in montagna essendo beatamente in pensione, né ho alcuna intenzione di tornare a timbrare cartellini. Collaboro con Lo Russo a titolo completamente gratuito poiché lo stimo e, ben prima che il tema fosse di moda, ho ritenuto di poter restituire un po di esperienza alla pubblica amministrazione. Certo, desidererei che la mamma dei perdi tempo (chiamiamoli così) andasse in menopausa. Aurelio Catalano.

  2. avatar-4
    22:54 Sabato 04 Ottobre 2014 lancillotto analisi costi e benefici

    suggerisco una diversa prospettiva alle grandi manovre per la scelta del super manager, chiediamoci con lo stipendio di un direttore generale quanti posti di qualifica c si possono offrire a giovani disoccupati? " MANNAGGIA ALLA MANNAGGIARIALITA'" ....direbbero a Napoli, ma forse anche a Torino

  3. avatar-4
    17:36 Sabato 04 Ottobre 2014 l'osservatore un suggerimento gratuito

    non dimenticatevi del Dott. Princiotta che è stato segretario generale del Presidente Penati P.D. in prov. di Milano e poi del presidente Sozzani PDL/FI in prov. di Novara, vista la comunanza tra le due compagini .......

  4. avatar-4
    10:35 Sabato 04 Ottobre 2014 Raziel non capisco...

    queste cosiddette firme "tecniche" sono di persone che, secondo la retorica grillina, provengono dalla vecchia politica, da partiti che hanno rovinato l'italia ecc ecc ecc...in questo caso non fanno schifo? in questo caso, l'accordo va bene? posso capire la posizione di viale e degli altri sottoscrittori, quella dei grillini no, ed è pure sintomatica

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