MANOVRE DEM

Viaggiano in Ferrari i renziani novaresi

L’assessore di Chiamparino consolida la sua posizione nel Pd cittadino. Nomine e scelte politiche in autonomia e gioco di sponda con il segretario piemontese Gariglio. Il nodo Atc (Agenzia per la casa). Prime frizioni con il sindaco Ballarè?

Un’incoronazione tormentata. A pochi giorni dalla designazione al vertice dell’Anci Piemonte, prevista per venerdì 10, il sindaco di Novara Andrea Ballarè è a casa sua che fatica a gestire un partito e una corrente, quella renziana, che per la prima volta non rispondono più esclusivamente a lui. Si sa, nessuno è profeta in patria, ma dopo aver espugnato lo storico feudo della Lega, mai il primo cittadino avrebbe pensato di trovarsi in una situazione di “accerchiamento”, come qualcuno dei suoi compagni di partito l'ha definito. L’ultima tegola caduta sulla sua testa risponde al nome di Augusto Ferrari, ex braccio destro in Comune, sostenuto senza riserve durante la campagna elettorale per la Regione, e ora un po’ troppo autonomo nella gestione delle questioni politiche e dei rapporti con Torino. Insomma, sta diventando lui il punto di riferimento su Novara e questo secca non poco Ballarè.

 

Sarebbe ingeneroso (e fuorviante), tuttavia, descrivere Ferrari come un uomo del sindaco che ora si mette in proprio, perché l’attuale assessore della giunta Chiamparino in proprio c’è sempre stato. Di estrazione popolare, forte spessore politico e intellettuale, solidi rapporti con la Curia, Ferrari è tra i pochi nella città di San Gaudenzio a poter vantare un consenso personale, derivante anche dalla lunga attività politica svolta in questi anni. Fu lui a sfidare il leghista Massimo Giordano nel 2006, uscendo travolto da una battaglia impari condotta contro un avversario e un partito troppo forti per chiunque. Per questo chi lo conosce bene sa che Ferrari, tutt’ora, cova un grande rimpianto, non risentimento, per quell’occasione persa. Si è sempre considerato l’uomo giusto al momento sbagliato, soprattutto dopo aver visto trionfare cinque anni dopo il suo gemello diverso. Quel Ballarè che a Palazzo Cabrino ci è arrivato da revisore dei conti dell’amministrazione Giordano e da commercialista dell’Opera Pia. Una figura a lungo considerata collaterale dal mondo politico cittadino, di retrovia, e che si è ritrovata “quasi per caso” secondo i maligni a guidare la città.

 

Il Ferrari, insomma, ancora oggi considera Ballarè un usurpatore: lui avrebbe voluto fare il sindaco e secondo molti avrebbe avuto tutte le carte in regola per farlo, come hanno testimoniato questi tre anni in giunta, in cui ha saputo ritagliarsi un ruolo sempre più centrale come testimoniano anche le trattative portate a casa con successo sugli orari delle maestre degli asili nido. Per questo, ora che è approdato in Regione, peraltro con un ruolo strategico nella squadra di Sergio Chiamparino, non accetta di muoversi da “uomo di…”. Il primo scontro, per ora latente, si sta consumando sulla nomina del futuro presidente dell’Atc Nord, l’ente per la casa che, dopo la riforma, servirà le province di Novara, Vercelli, Biella e Vco. Ferrari ha già fatto capire di voler piazzare Mauro Gavinelli ex popolare già segretario Pd di Novara, mentre Ballarè aveva già promesso quella poltrona al suo fedelissimo Sergio De Stasio. Contattato dallo Spiffero il sindaco smentisce ogni tensione: "Nel partito c'è un ottimo clima, con Ferrari massima sintonia". Non è proprio così e certo l'elezione a Palazzo Lascaris di un altro gallo nel pollaio novarese come il civatiano Domenico Rossi certo non aiuta, anche in vista delle prossime amministrative, per le quali infatti Ballarè è già partito con una discussa campagna elettorale anticipata: "Strada per strada" per spiegare ai cittadini quanto fatto dalla sua giunta.

 

Una vicenda che ricalca, in parte, quella di un’altra coppia scoppiata della politica novarese, quella formata da Roberto Cota e Massimo Giordano. Ex governatore per caso il primo, ex assessore regionale e sindaco l’altro, cui tutti hanno sempre riconosciuto competenza e capacità amministrativa. Amici per la pelle, finché quello che si considerava il più bravo non si è ritrovato a dover prendere ordini dall’altro, e poi finiti a farsi una guerra dalla quale sono usciti entrambi devastati.

 

Si aggiunga che a Ballarè i suoi ancora non hanno perdonato l’aver perso il congresso e consegnato il Pd al cuperliano Matteo Besozzi. Un paradosso se si pensa che il sindaco è stato tra i primi a sostenere Matteo Renzi, quando ancora era solo il primo cittadino di Firenze, salvo poi doversi arrendere proprio quando il suo referente nazionale espugna partito e conquista Palazzo Chigi. Così Ballarè è stato costretto a cedere anche la guida della Provincia proprio allo stesso Besozzi, tra i pochi casi in cui il sindaco del comune capoluogo non guida il nuovo ente in questa fase costituente. Così c’è un pezzo di “rottamatori” novaresi che si sta coagulando attorno a Ferrari, dalla sua ex compagna di giunta Paola Turchelli – appartenente a una famiglia molto nota e impegnata in città e nell’associazionismo cattolico – a Paolo Cattaneo, già consigliere regionale e nipote di Oscar Luigi Scalfaro. Un’area che sta prendendo forma, si dice, anche con l’avallo del segretario regionale Davide Gariglio e col beneplacito dei pretoriani renziani al Nazareno Luca Lotti e Lorenzo Guerini.

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