RIMBORSOPOLI

Chiamparino: “Mi fido e aspetto”

Il governatore respinge le dimissioni del suo vice Reschigna e dell’assessore Cerutti, dopo la richiesta di rinvio a giudizio. Ma in campagna elettorale diceva: “Non voglio con me indagati per quei reati lì”. Alle 18 si riunisce la segreteria regionale del Pd

Un’ordinanza “indigesta” per la giunta Chiamparino. La decisione del gup Roberto Ruscello di disporre l’imputazione coatta per il vicepresidente Aldo Reschigna (Pd) e l’assessora alla Gioventù e Pari Opportunità Monica Cerutti (Sel) rappresenta una macchia sulla compagine di governo del Piemonte, impegnata in queste settimane in una difficile impresa per rimettere in carreggiata i conti della Regione. Subito dopo l’ordinanza del giudice, il governatore ha riunito il capogruppo democratico e segretario regionale del Pd Davide Gariglio, assieme ai due assessori colpiti dal provvedimento e in quella sede ha respinto le loro dimissioni. «Al momento - afferma Sergio Chiamparino - non ci sono rinviati a giudizio». Entrambi gli esponenti della giunta hanno messo a disposizione le proprie deleghe ma Chiamparino ha «respinto nel modo più netto questa disponibilità». «Al momento della formazione delle liste - ha aggiunto Chiamparino rispondendo anche ad alcune dichiarazioni di esponenti delle opposizioni - non c'erano rinviati a giudizio ed era stata formulata richiesta di archiviazione anche per le persone oggi coinvolte». «Nel frattempo - ha proseguito - il gup ha ritenuto di cambiare valutazione predisponendo l'imputazione coatta. Di fronte a valutazioni diverse della magistratura - ha detto ancora il presidente del Piemonte - sarebbe bizzarro dire che ha ragione il pm piuttosto che il gup. Vedremo e attendiamo cosa decideranno i giudici». Chiamparino ha comunque precisato che le spese contestate «non sono per fini privatistica ma finalizzate all'attività del gruppo». «Avendo lavorato in questi mesi con i miei assessori - ha concluso Chiamparino - non ho dubbi sulla moralità e sul senso dello Stato che hanno Reschigna e Cerutti». Intanto il segretario Gariglio annuncia una riunione urgente della segreteria del Pd piemontese per le 18.

 

E sembra difficile a credersi che si tratti dello stesso Chiamparino che in campagna elettorale ha ripetuto più volte di non volere con sé “indagati per quei reati lì”. Ed ora che per “quei reati lì” finisce a processo il suo braccio destro, il governatore prende tempo e conferma la sua fiducia alla squadra.

 

Non cela la sua delusione Reschigna, archiviato per quanto riguarda le spese effettuate a titolo personale, ma sul quale pende la richiesta di rinvio a giudizio per quelle relative al gruppo Pd da lui presieduto nel periodo preso in esame: “Leggendo le carte del gup, mi sono scoperto essere dottor Jekyll e mister Hyde, anche se non mi sento tale”. “Per le risorse spese come consigliere regionale mi è stata riconosciuta la massima correttezza - spiega - non invece come capogruppo. So bene di non aver usato un solo euro a scopi personali. Mi conforta molto la rinnovata fiducia del presidente Chiamparino”.

 

Aspetto non del tutto marginale, la decisione odierna che arriva alla vigilia dell'inizio del processo, getta un’ombra sulle responsabilità delle Regioni nel loro complesso che, come dice Matteo Renzi, hanno qualcosa da farsi perdonare. E questo è forse l’aspetto che maggiormente preoccupa il numero uno di piazza Castello e presidente della Conferenza delle Regioni. Il pronunciamento, infatti, arriva proprio all’indomani dei colpi bassi sferrati dal premier nei confronti delle Regioni, cui Chiamparino aveva cercato di replicare, lamentando un atteggiamento offensivo da parte del primo inquilino di Palazzo Chigi.

 

A poche ore dall’ordinanza arrivano anche le prime reazioni da parte dell’opposizione a Palazzo Lascaris. Secondo il capogruppo di Forza Italia Gilberto Pichetto «Il rinvio a giudizio di alcuni autorevoli esponenti del centrosinistra merita un approfondimento in aula. Ora misureremo la coerenza di Chiamparino e del Pd che hanno utilizzato il tema di rimborsopoli in campagna elettorale». Il presidente degli azzurri ricorda le parole pronunciate dal candidato presidente del centrosinistra durante un incontro pubblico. Chiamparino in quella occasione affermò: “Penso ad un governo regionale con politici fuori da Rimborsopoli, senza indagati, con persone che hanno contribuito a ridurre i costi della politica e che hanno creato le condizioni perché la prossima legislatura sia a rimborsi zero”. «Gli indagati fuori dal governo regionale era un impegno elettorale di Chiamparino – conclude Pichetto -. Pertanto attendo le azione conseguenti di Chiamparino dopo le decisioni giudiziarie che abbiamo appena appreso e che hanno colpito anche il centrosinistra. Allora come oggi, continuo personalmente ad avere una posizione garantista; mi aspetto però che chi ha utilizzato come una clava l’argomento nel periodo elettorale, oggi dimostri coerenza. Me lo aspetto per quella dignità ed onorabilità che tanto spesso è stata invocata a sproposito durante le ultime elezioni».

 

Sulla stessa linea le dichiarazioni del Movimento 5 stelle. «Chiamparino aveva detto in campagna elettorale che nessun rinviato a giudizio sarebbe stato presente nella sua lista – afferma il capogruppo Giorgio Bertola -. Ora chiediamo coerenza».

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