POLITICA & GIUSTIZIA

Patema Pd: “Serrare i ranghi”

Al termine della giornata più lunga per i democratici, la segreteria regionale rinnova la fiducia a Gariglio e Chiamparino. "Dobbiamo resistere. Separare l'azione politica dai processi". Ma c'è chi rischia il crollo: la prostrazione di Reschigna, Cerutti in lacrime

Volge al termine la giornata più lunga per il Partito democratico. Iniziata con l’imputazione coatta del vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna e del capogruppo e segretario Davide Gariglio, nell'ambito dell'inchiesta Rimborsopoli, e conclusasi con la segreteria riunita al gran completo in una sorta di gabinetto di crisi. La richiesta di rinvio a giudizio da parte del gup Roberto Ruscello era nell’aria, ma il colpo è di quelli che lasciano quantomeno tramortiti. Sergio Chiamparino ha rinnovato la fiducia alla propria squadra (oltre a Reschigna subisce il provvedimento giudiziario anche la vendoliana Monica Cerutti), ma il centrodestra non si è fatto sfuggire l’occasione per ribadire la tesi che “mangiavamo tutti allo stesso modo”. Tutti colpevoli, dunque, ergo nessun colpevole. E tornano a echeggiare gli slogan da campagna contro quelle mutande verdi simbolo del peccato, brandite da un centrosinistra che oggi si riscopre nella stessa bagna degli avversari. Tutti uguali dunque? E allora hanno di che festeggiare i grillini che il teorema lo sostengono da tempo.

 

Il Pd vacilla. E per questo Davide Gariglio provvidenzialmente ha chiamato a rapporto i maggiorenti. Serrare le fila e ribadire la diversità “fra noi e loro” è stato il concetto ribadito in segreteria e portato avanti tra gli altri da Giancarlo Quagliotti, considerato l'interprete del pensiero fassiniano. Nel suo intervento ha sostenuto la necessità di una difesa a oltranza, sottolineando la diversità tra le contestazioni mosse al centrosinistra e quelle avanzate contro molti del centrodestra, rivendicando l'autonomia della politica rispetto all'iter giudiziario, difendendosi fino al terzo grado di giudizio. Più facile a dirsi che a farsi.

 

La verità è che per un paio di settimane – massimo un mese – si potrà allungare il brodo raccontando che tecnicamente non c’è ancora stato il rinvio a giudizio (Chiamparino già si è aggrappato a questa tesi). Poi però arriverà anche quel provvedimento e a quel punto che farà il presidente? Oggi ha difeso senza esitazione i suoi, in particolare il suo braccio destro Reschigna, e domani? E soprattutto avrà lo stesso atteggiamento nei confronti di Reschigna e dei consiglieri? Dopotutto il primo è finito alla sbarra per aver sottoscritto le spese fatte da Gariglio e Stefano Lepri (oltre che ai rimborsi legati al gruppo di cui l’attuale numero due della giunta aveva invece piena responsabilità). Questi i ragionamenti emersi durante una segreteria in cui sostanzialmente – anche se con qualche distinguo – il segretario ha ottenuto quella serrata di ranghi che si attendeva e che otterrà anche domani nella riunione del gruppo. C’è stato chi, come il segretario torinese Fabrizio Morri, tuttavia, pur concordando con l’impianto garantista della seduta, in due passaggi sibillini prima ha tirato in ballo i due iscritti cacciati dal Pd per il coinvolgimento nell’operazione San Michele senza che fossero neanche indagati e poi ha sottolineato come se da un lato le cene contestate non erano considerate illecite allora, certo oggi nessuno si sognerebbe di farle. Come dire, al di là delle interpretazioni di legge tutti dovrebbero sapere cosa è opportuno e cosa no.

 

Dovrà passare la nottata, ne dovranno passare un po’ per capire in che modo quest’azione della magistratura interverrà sulle dinamiche politiche regionali. Chi ha avuto modo di parlare con Reschigna lo ha trovato in uno stato di “profonda prostrazione” e c’è chi teme sia lui a poter mollare in caso di rinvio a giudizio, nonostante Chiamparino pare sia disposto a tutto per tenerlo al suo fianco. Si teme un crollo, anche psicologico di alcuni diretti interessati. Oggi, in conferenza stampa, l’altro assessore a processo Monica Cerutti è scoppiata a piangere. Tra le spese a lei contestate alcune davvero difficili da giustificare, come gli alberghi pagati, anche fuori da territorio regionale, alla parlamentare del suo partito Titti Di Salvo o a tal Marco Furfaro, un esimio sconosciuto, almeno in Piemonte, candidato alle Europee nella lista Tsipras, nel collegio centro e primo escluso.

print_icon

8 Commenti

  1. avatar-4
    15:03 Martedì 21 Ottobre 2014 silvio LA DIVERSITA

    Si Giancarlo rappresenta la diversità il vecchio e il nuovo degli amici del compagno ......?.

  2. avatar-4
    13:44 Martedì 21 Ottobre 2014 mammaitaliana sono tutti propio colpevoli. ..

    Colpevoli e presuntuosi. .adesso piangono. .prima erano dei presuntuosi cbe sul territorio non si vedevano proprio mai.......e nessuno ti rispondeva mai.....e portavano pure la moglie a roma ...

  3. avatar-4
    12:26 Martedì 21 Ottobre 2014 moschettiere Ottimo

    Leggo con soddisfazione che spesso suscito un certo fastidio... ottimo! Intanto la disinformazione (leggi ignoranza) dilaga, su di me (ma questo poco importa) ma soprattutto (e purtroppo) su chi di dovere. Continuate così che la giostra non si è ancora fermata...

  4. avatar-4
    09:09 Martedì 21 Ottobre 2014 unliberista Ruscello superstar

  5. avatar-4
    06:51 Martedì 21 Ottobre 2014 scontrini piccanti centro sud furfaro

    e' un bell uomo si direbbe da google immagini. e così mezzo dubbio ti viene...eheheh

  6. avatar-4
    23:59 Lunedì 20 Ottobre 2014 cuneit mpg moschettiere

    a te hanno buttato fuori lo stesso :D

  7. avatar-4
    22:57 Lunedì 20 Ottobre 2014 moschettiere Tutti a casa (...dopo la galera!)

    Speriamo che la magistratura non si lasci impietosire e vada a fondo. Destra o sinistra che siano, tutto il popolo di rimborsopoli deve essere buttato fuori! La politica deve estromettete tutti questi personaggi.

  8. avatar-4
    22:54 Lunedì 20 Ottobre 2014 22 settembre???!!!! bravi

    chapeau....ora vedrete che una manina magica salverà tutti. resta la figura di pauta e aver riabilitato robertino cota ad eroe.

Inserisci un commento