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Renzi, indovina chi viene a cena

La carica dei piemontesi al banchetto di fundraising. Imprenditori, banchieri, pubblicitari, costruttori hanno versato mille euro a cranio per attovagliarsi con il premier. Oltre ai soliti noti (Gavio, Farinetti, Boglione) una pattuglia di aspiranti omini de panza

Abito d’ordinanza e per i più azzimati persino il papillon, ma soprattutto ci vogliono mille euro per sedersi a tavola con Matteo Renzi e una pattuglia di suoi ministri, tra cui Maria Elena Boschi. C’è tanto Piemonte nella prima cena di autofinanziamento del nuovo Pd, a caccia di risorse dopo l’abolizione del finanziamento pubblico. Imprenditori in cerca di visibilità, manager pubblici e privati, ovviamente politici, così, mentre la penuria di fondi fa chiudere le sedi e licenziare i dipendenti alle altre formazioni nell’emiciclo parlamentare (leggi Lega Nord), il segretario-premier sperimenta il fundraising per rimpinguare le casse del Nazareno, sdoganando il concetto di lobby, sulla scorta di quanto avviene negli Stati Uniti, dove, peraltro, è accuratamente regolamentato.

 

Oltre 600 i coperti previsti domani al The Mall, locale di tendenza sotto il Bosco Verticale, premiato grattacielo simbolo di Porta Nuova, la Milano del futuro costruita dalle giunte di centrodestra. Si tratta per di più di esponenti delle piccole e medie imprese, ma il presidente vuole anche un po’ di bollicine a tavola e così al Nazareno si sono attaccati al telefono per cercare qualche personaggio dello spettacolo e, se possibile, un calciatore di grido. E se si parla di cibo e di Renzi chi certamente non può mancare è Oscar Farinetti, patron di Eataly, già protagonista dell'ultima Leopolda. Tra i politici, uno dei più attivi nel reclutamento è stato certamente il senatore Stefano Esposito, peraltro non certo un renziano doc, seppur tra coloro in grado di tenere aperto un canale diretto con il premier. Lui parteciperà e con lui hanno già dato la propria adesione Beniamino Marcello Gavio, eredi dell’omonimo patriarca delle autostrade del Nord, Marcellino, a lungo tra i supporter della politicasubalpina e ora in predicato di realizzare importanti infrastrutture a Torino, a partire dal sogno di Piero Fassino di un tunnel sotto il Po. Ha assicurato la sua presenza anche Valerio Saffirio, pubblicitario, curatore dell’ultima campagna di Sergio Chiamparino per le Regionali e prima ancora di Mercedes Bresso, sempre nella corsa per piazza Castello e Antonio Saitta per la Provincia di Torino. Non mancheranno anche i vertici di Live Nation, con il presidente Roberto De Luca, e Set-up live, rappresentata dal patron Giulio Muttoni e dalla dirigente Patrizia Giordano: le due società, insieme, gestiscono alcune delle principali strutture post-olimpiche, dal Palavela al PalaAlpitour. C’è poi tutto lo stato maggiore di Kinexia, società che opera nel campo delle energie rinnovabili, capitanato dal presidente Pietro Colucci e dal direttore generale Flavio Raimondo. Il mondo delle costruzioni è rappresentato da Giampiero Mattioda (e famiglia) e da Luigi Gozzo della Gozzo Impianti, quello della Sanità da Antonio Marino, quello delle banche da Pietro Ruggero Braicovich, di Banca Leonardo e quello alimentare da Roberto Pasquetta, ad di Top Food. Ci sono poi gli imprenditori, dal fondatore e numero uno di Basic Net (Kappa, Superga, K-way) Marco Boglione, ad Alessandro Chiesa che opera nel settore ambientale, Alessandro Perron Cabus della Sestieres Spa. I vertici dell’agenzia Torino 2006, Mimmo Arcidiacono e Guido Dosio, il dirigente di Eni Federico Riggio, ex politici di grido come Elda Tessore, già assessore allo Sport con Chiamparino a Palazzo Civico, accompagnata dal marito, l’avvocato Alberto Mittone, Ivan Grotto, ex assessore socialista in Provincia di Torino, considerato tra i mentori politici di Claudia Porchietto, c’è anche il commercialista Luigi Tealdi, ex consigliere comunale di Torino con Forza Italia e marito dell’assessore a Palazzo Civico Giuliana Tedesco, eletta nei Moderati e, last but not least il Commissario di Governo per la Torino-Lione Mario Virano

 

Tra i big del renzismo subalpino si è dato parecchio da fare anche il segretario regionale del Pd Davide Gariglio, che porta a cena il presidente piemontese della Cna, Franco Cudia, il titolare del Caseificio Pugliese Carlo Radicci e poi Ambrogio Tarditi dell’impresa di costruzioni Lauro, Mauro Damilano, amministratore delegato della Pontevecchio Spa e Antonio Fenoglio, ad della Cavourese Trasporti. Tra i professionisti reclutati dal leader di via Masserano figurano, invece, l’avvocato d’impresa Lorenza Morello, il professor Stefano Ambrosini e il commercialista pinerolese Alberto De Gregorio. Mentre, a quanto pare, non ci sarà nessun esponente della giunta regionale. Da piazza Castello, si dice abbiano fatto orecchie da mercante alle tante sollecitazioni giunte dal partito piemontese. 

 

Ma non solo da Torino arriveranno i commensali del premier. A Novara il sindaco Andrea Ballarè, tra i primi sostenitori dell’ex collega fiorentino, raggiungerà Milano con una decina di imprenditori legati al territorio. Tra questi Fabio Leonardi di Igor Gorgonzola, l’azienda casearia che sponsorizza anche una realtà sportiva novarese, Giovanni Mogna, presidente di Probiotical (industria alimentare e farmaceutica), Fabio Ravanelli di Mirato, il gruppo che produce i marchi Malizia, Intesa, Breeze e Carlo Roccio di Fleming Research (Sanità). 

 

Ma le adesioni hanno continuato a fioccare anche nelle ultime ore prima della cena. Tra coloro che hanno aderito in zona Cesarini anche Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom di Torino, associazione dei commercianti, considerata da sempre su posizioni di centrodestra. 

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