FALSI STORICI

La solita “Resistenza”. Contro Israele

In una mostra allestita a Torino, nel museo di corso Valdocco, si celebra la memoria dei rifugiati palestinesi, "vittime" dello stato ebraico. Si biasima la costruzione del muro in Cisgiordania e non manca un falso storico sulla strage di Sabra e Shatila

Può il Museo della Resistenza promuovere una mostra contro Israele? Può essere lo strumento attraverso cui viene celebrata la memoria, non degli italiani che hanno combattuto i nazi-fascisti (quelli che perseguitavano gli ebrei), ma dei palestinesi contro lo stato d’Israele? “Il lungo viaggio della popolazione palestinese rifugiata” è il titolo dell’esposizione allestita nella sede di corso Valdocco, attraverso una serie di documenti e immagini messe a disposizione dall’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, la stessa che, secondo alcune fonti giornalistiche, avrebbe offerto ospitalità – nelle proprie scuole di Gaza – ad alcuni centri di stoccaggio dei missili di Hamas. Una visione faziosa della realtà storica del conflitto israelo-palestinese esposto nei pannelli della mostra, fino allo svarione sul terribile massacro di Shabra e Shatila del 1982 contro i rifugiati palestinesi che viene definito un massacro compiuto dalle forze armate israeliane, mentre come tutti sanno fu opera dei delle falangi cristiano maronite. Il solito riflesso condizionato di certa cultura che fatica a scrollarsi di dosso certi pregiudizi.

A sollevare la polemica contro il museo presieduto dall'ex parlamentare Pd Pietro Marcenaro e finanziato da Comune di Torino e Regione Piemonte, è Il Foglio di Giuliano Ferrara, che sottolinea come siano raffigurate, in un video a flusso continuo, le principali capitali mondiali con sullo sfondo il “muro” d’Israele in Cisgiordania. Nessun riferimento ai motivi che hanno spinto lo stato ebraico a costruire quel muro, agli attentati del kamikaze palestinesi; piuttosto si spiega che “il muro danneggia gli ecosistemi, interrompe la continuità territoriale e la coesione sociale, distrugge l’economia, separa tra loro le famiglie e la comunità”.

Non è tutto, come spiega Giulio Meotti sul Foglio, la mostra conterrebbe anche un errore storico non da poco. 

Nella mostra si parla molto di Sabra e Shatila, l’orrenda strage del 20 settembre 1982, in Libano, in cui furono uccisi centinaia di palestinesi per mano dei falangisti maroniti. Nella didascalia della mostra di Torino si legge che “diverse centinaia di rifugiati palestinesi furono massacrati nei distretti di Sabra e Shatila dalle forze armate israeliane tra il 16 e il 18 settembre”. Dalle forze armate israeliane? Così quell’episodio che si staglia nella coscienza di Israele come l’ombra di Banquo (peccato di omissione sotto i riflettori di Tsahal) viene adesso ascritto dal Museo della Resistenza di Torino alla mano assassina dell’esercito con la Stella di Davide. Il sindaco, Piero Fassino, è al corrente di aver finanziato una simile e fatale menzogna? E perché la comunità ebraica di Torino, quella di Primo Levi, che figura fra gli enti finanziatori del Museo della Resistenza, tace e acconsente a questo scempio ideologico? La mostra si dipana come una sequela di fotografie di bambini palestinesi fra le macerie: “Bambini sulla strada verso la scuola di Gaza”, una delle tante immagini di rovine e infanzie perdute. Ci sono i “bambini che fanno il bagno all’aria aperta a Gaza”. Non mancano le fotografie di bulldozer israeliani che radono al suolo le case palestinesi. Case di terroristi e sempre su autorizzazione della Corte Suprema israeliana. Ma la mostra è più laconica e glissa su chi le abitava: “Demolizione di abitazioni”. Cancellato ogni nesso causa-effetto del conflitto israelo-palestinese. E per descrivere i profughi palestinesi del 1948, la parola usata al Museo della Resistenza è quella araba, tratta dalla mitologia nera antisraeliana: “Nakba”. La catastrofe.

A stretto giro arriva anche la reazione della Comunità ebraica torinese che attraverso il suo vicepresidente Emanuel Segre Amar  definisce la mostra una “vergogna”, un “falso storico che nega la verità e alimenta l’antisemitismo”. E poi una stoccata alle istituzioni pubbliche: “E’ gravissimo che il Comune di Torino e la Regione abbiano sostenuto questa esposizione”. Sulle locandine anche i loghi della Presidenza della Repubblica e della Compagnia di San Paolo: “Mi chiedo se prima di sostenere certe iniziative qualcuno si interessi di che cosa si tratta” chiosa Segre Amar.

print_icon

5 Commenti

  1. avatar-4
    00:34 Giovedì 20 Novembre 2014 moschettiere David ha sempre ragione?

    La mostra non la conosco e io non giudico ciò che non conosco. A prescindere, a me pare che il ritornello palestinesi sempre brutti, sporchi e assassini, e israeliani sempre belli, giusti, santi e vittime, non stia troppo in piedi. Qualche ragione, non dico tutte, l'avranno anche i palestinesi, o no!

  2. avatar-4
    15:10 Mercoledì 19 Novembre 2014 rosarossaperte i comunisti e la storia

    Ma che altro aspettarsi da un comunista come Mercenaro? si sa che il PCI riscrive la storia a suo uso e consumo. Il bello è che ora è anche esperto d'Africa con la Presidenza del Centro Studi Africani. Attendiamoci la santificazione del comunista Isaias Afewerki!

  3. avatar-4
    21:51 Martedì 18 Novembre 2014 luigigi Il popolo palestinese è un'invenzione

    Popolo palestinese ,la bufala del secolo ! Mai prima del 1967 qualcuno si era definito popolo palestinese , nessuna traccia storica sul fantomatico popolo palestinese ,mai una nazione palestinese ,mai una capitale palestinese ,mai una moneta palestinese ,mai una lingua palestinese ,.......mai un piatto tipico palestinese !!!!!!! La bufala creata a tavolino in chiave anti americana dal KGB ! I pseudo palestinesi riconoscano israele prima di parlare di pace , nei statuti palestinesi di al fatà ed hamas c'è la distruzione di israele e l'uccisione del popolo ebraico ,.....ma quale pace !

  4. avatar-4
    13:16 Martedì 18 Novembre 2014 mammaitaliana Siamo ancora lì.....

    Sì, siamo ancora a questo punto???? Certo non ci si può aspettare molto da chi , evidentemente, non ha molte idee, e continua con questa solfa contro Israele. Spero che presidente e dirigenti vari abbiano fatto un bel viaggio, a spese loro, naturalemente per comprendere un po' di più la realtà di quei luoghi e di quei popoli!!!!

  5. avatar-4
    13:02 Martedì 18 Novembre 2014 bombaci SONO SEMPRE GLI STESSI

    Sono gli stessi dei centri sociali, delle onlus assistenzialiste che campano con gli immigrati, delle cooperative che non pagano tasse, delle bocciofile finanziate con soldi pubblici dove si tengono poi riunioni di partito, dei sindacati che con la scusa di difendere i lavoratori non lavoravo mai, dei convegni "feste e tartine" meglio se pagate con i soldi dei contribuenti ecc...ecc...

Inserisci un commento