DECADENCE

Unire il centrodestra, gioco da ragazzi

Tante parole, qualche promessa e poche idee all'incontro promosso dalle organizzazioni giovanili di Forza Italia, Lega Nord, Ncd e Fratelli d'Italia. Per i "grandi" è stata poco più di una passerella. I "bonsignoriani" disertano e bocciano l'iniziativa

La sintesi più efficace l’ha fatta con il suo piglio gigione Alberto Cirio che, nel complimentarsi con i promotori dell’incontro, ha riconosciuto il piccolo “miracolo” compiuto ieri sera: “Soltanto voi giovani potevate riuscire nell’impresa di radunare persone che non si parlavano più da tempo”. E, infatti, i “grandi” del centrodestra piemontese hanno risposto (quasi) al gran completo all’appello dei rappresentanti delle rispettive organizzazioni giovanili e sono tornati, dopo mesi di solipsismo, se non a delineare le basi di una futura convergenza, com’era negli auspici degli organizzatori, almeno a mettere in comune le proprie identità. Dal segretario piemontese della Lega Nord Roberto Cota a quello di Forza Italia Gilberto Pichetto, dal numero uno di Ncd Enrico Costa al fratello d’Italia Maurizio Marrone sono arrivate parole d’incoraggiamento che, al netto della bolsa retorica (il refrain più gettonato è stato, ovviamente, il “dobbiamo ripartire dai giovani”), ha segnato una ripresa di un confronto interrotto con la fine ingloriosa del governo regionale e le successive elezioni.

 

Così il governatore “decaduto”, dopo una staffilata (non apprezzata da una parte dei presenti) ad Alfano, ha preferito soffermarsi sui temi delle battaglie odierne del Carroccio – l’immigrazione, il disagio delle periferie, la sicurezza – invitando le forze politiche del centrodestra a lavorare per costruire l’alternativa alla sinistra nel segno della “diversità”, limitando a un solo fugace passaggio, peraltro non tra i più apprezzati dal pubblico, la questione del “golpe” di cui sarebbe stato vittima. Da par suo Pichetto si è detto impegnato a ricostruire le ragioni dell’unità, soprattutto in vista delle prossime scadenze amministrative, cominciando da Torino, “una città che ha bisogno di aria nuova e di giovani che possano portare le loro idee al servizio dei cittadini”. Il viceministro alfaniano Costa ha invitato a gettare uno sguardo al passato, “a quello che eravamo”, non solo per fare tesoro degli errori ma anche per riprendere ciò che di positivo è stato fatto, e così si è trovato a riesumare la candidatura del padre Raffaele a sindaco del capoluogo piemontese nel lontano 1997. Ognuno aveva il suo copione da recitare o le sue convinzioni da sostenere, al microfono o in platea, con l’accortezza di scoprirsi il meno possibile. Perché in ballo ci sono ambizioni, più o meno recondite. Il capogruppo forzista in Sala Rossa Andrea Tronzano e l’ex consigliere regionale Giampiero Leo (Ncd) nutrono entrambi la speranza di guidare la disfida comunale subalpina, mentre Claudia Porchietto guarda con sospetto i movimenti di Cirio e del senatore Lucio Malan (intervenuto per un saluto) attorno alla poltrona di Pichetto e allora ostenta nuove alleanze “sul territorio”, l’ultima con l’attuale commissario provinciale Carlo Giacometto. Tutti a marcare una posizione, a far vedere che esistono e che non intendono affatto farsi da parte: dalla parlamentare Maria Rizzotti al capogruppo leghista Fabrizio Ricca e al vicino di banco Roberto Carbonero, dalla neo consigliera regionale Daniela Ruffino alla sorella d'Italia Paola Ambrogio, alle solite vecchie cariatidi, il settantenne Osvaldo Napoli (molto criticato per il suo supporto alla candidatura quirinalizia di Fassino) e il sempre fresco di tinta Mino Giachino (che se n’è andato quasi subito, offeso, per non essere stato citato pubblicamente).

 

Il clima era quello dell’embrassons nous, se non altro perché è preferibile non litigare davanti ai bambini che, infatti, come spiega in una nota Tommaso Varaldo, coordinatore torinese del movimento giovanile degli azzurri, “da questo dibattito, che vuole partire proprio dai giovani, auspichiamo una collaborazione tra tutte le anime moderate perché alle prossime elezioni comunali, il Centrodestra, unito da punti chiari e condivisi, possa scalare Torino per dare un futuro alla nostra città”. Lui, un clone in sedicesimo di Michele Coppola e, come il fratello maggiore, sempre in favor di telecamere, con i colleghi di Lega Nord (Alessandro Sciretti), Ncd (l’ex Scelta Civica Ludovico Seppilli), Gioventù nazionale (Edoardo Cigolini) sono pronti, se non al grande progetto, di certo alla candidatura.

 

L’unica nota stonata è arrivata dai “bonsignoriani” di Ncd che un paio d’ore dall’inizio dell’incontro hanno annunciato la loro defezione attraverso un comunicato dai toni durissimi del capogruppo al Comune di Torino Enzo Liardo. “Non partecipiamo ad iniziative pseudo-politiche. Rilanciare il centro-destra (scritto sempre con trattino) a Torino è una questione troppo seria per affidarla ad iniziative confuse e di scarso peso politico. Né possiamo discuterne con soggetti che conducono battaglie politiche sulle quali non siamo in accordo (cioè la Lega Nord). Il rilancio del centro-destra lo faremo noi insieme a tutti coloro che condivideranno un serio progetto di sviluppo libero da ogni forma di convenienza di parte e di nocivo trasversalismo”. Una bordata rivolta a (ex?) alleati e al compagno di partito Silvio Magliano, espulso dal gruppo per “insubordinazione” verso Liardo che si appresta a formalizzare la costituzione di una nuova formazione in Sala Rossa – Ncd, Area Popolare – in pieno accordo con Costa e il partito nazionale. Nemmeno troppo sullo sfondo, però, ci sono questioni di equilibri di potere interno agli organismi dirigenti e di posizionamento politico alle elezioni di Venaria e Moncalieri, banco di prova per la madre di tutte le alleanze (con il Pd) al Comune di Torino. Un affronto che Magliano ha scelto, in modo affettato, di ignorare, richiamando nel suo intervento i valori dell’amicizia sui quali sono improntati, nel suo dire democristiano, i rapporti “tra tutti noi”, citandoli per nome: Paolo, Raffaella, Maurizio, ecc. E pure Enzo.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:46 Domenica 18 Gennaio 2015 Raziel sarò impietoso...

    ma è la realtà: l'unico partito nel centrodx che fa crescere i giovani è la lega, non xè ci creda veramente, ma xè "i grandi" sn generalmente da circolino. Gli altri fanno del giovanilismo fine a sé stesso. Al max troviamo sensibilità di singoli dirigenti, ma non una seria formazione e selezione della futura classe dirigente, che deve essere seguita ed accompagnata nel percorso. Certo, questo lo può fare un leader, non personaggi improbabili come alcuni dei citati nel pezzo, che senza B. non sarebbero stati nemmeno eletti rappresentanti di scala nel condominio dove abitano e che, x onestà va detto, non si sn mai visti ad un'assemblea di partito

  2. avatar-4
    21:09 Sabato 17 Gennaio 2015 lasciaoraddoppia ma....

    Siete tutti ridicoli!!!! il centro destra non dovrà neanche presentarsi alle prox elezioni in Piemonte, sarà la definitiva disfatta! Giovani e non giovani : il problema non sono i candidati ma la gente che non ci crede più e perciò non va a votare, avete fatto passare la voglia "di politica" anche a chi non voleva arrendersi malgrado tutto.

  3. avatar-4
    19:25 Sabato 17 Gennaio 2015 usque tandem Cari Giovani...

    Riuscendo a far veramente fuori tutti i "vecchi" si riesce a fare qualcosa di nuovo, altrimenti: solite pippe e ognuno si fa i casi suoi....

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