DESTRA & MANCA

La lotta Lega i Fratelli d’Italia

Il partito della Meloni sempre più attratto dalle sirene di Salvini. "Non mollare!", lo esorta il consigliere regionale Marrone che propone un nuovo referendum sulla legge Fornero. Temi e parole d'ordine comuni per un Fronte nazionale alla Le Pen

“Salvini non mollare”. Nel giorno nero della Lega Nord, sconfitta dalla Consulta che ha dichiarato inammissibile il referendum sulla legge Fornero, l’esortazione a proseguire nella lotta contro lo “schifo” di “quest’Italia del sistema che si difende calpestando i diritti di partecipazione degli Italiani” arriva da Maurizio Marrone, esponente di spicco di Fratelli d’Italia. Una dichiarazione che va ben al di là del merito della proposta – quella di riproporre la consultazione attraverso l’iniziativa di cinque consigli regionali – per segnare plasticamente la divaricazione in atto nel centrodestra, a livello nazionale come in quello piemontese. E se in Lombardia una consistente pattuglia di dirigenti e militanti del partito di Giorgia Meloni sarebbe in procinto di salire armi e bagagli sul Carroccio, sotto la Mole Fd’I pare aver quasi del tutto abbandonato il modello della destra di governo per assumere veste e toni di una formazione radicale e anti-sistema. L’eclissarsi della leadership locale di Agostino Ghiglia ha sprigionato le mai sopite pulsioni populiste e radicali che il giovane barricadero, peraltro appartenente a una delle famiglie più in vista della borghesia subalpina, ha mostrato di saper cogliere e organizzare: alla testa dei Forconi e delle marce contro i campi rom e l’immigrazione, fino a difendere le occupazioni abusive di case da parte degli italiani.

 

Un’attrazione, quella tra Marrone e la Lega di Matteo Salvini, che fa perno su una comune tensione identitaria, ben presente in larghe fette dell’elettorato, pronta e reattiva a cavalcare con sempre maggior vigore l’antieuropeismo, l’ostilità all’immigrazione, la difesa dei valori tradizionali, la protesta fiscale. In una prospettiva che è poi quella del Front National di Marine Le Pen.  Un processo che, pur condannato alla perenne opposizione (più o meno minoritaria), non va sottovalutato. Neppure a Torino perché ha ragione Roberto Cota, almeno una volta capita pure a lui: i margini di crescita per una coalizione di centrodestra “sono enormi”. Il governatore decaduto enuclea quella che dovrebbe essere la carta programmatica di questo nuovo schieramento: “una proposta economica basata su una tassazione ridotta e semplificata, dalla difesa dell’autonomia dei territori, da una posizione di rigore sull’immigrazione, dalla difesa di alcuni valori quali la famiglia, proprio nella città che ha il triste primato della registrazione di un bimbo con due mamme”.

 

E così l’iniziativa contro l’odiata Fornero può essere il primo vero banco di prova per le future alleanze. “Partirò io dal Consiglio Regionale del Piemonte – spiega Marrone -, proponendo l’apposita delibera appena la Corte Costituzionale renderà note le motivazioni della sentenza di bocciatura, soprattutto se, come pare, si tratta del cavillo di aver sottoposto all'abrogazione tutta la legge Fornero e non solo l’articolo che introduce i nuovi requisiti minimi per la pensione. Se il centrodestra e la sinistra ostile all’austerity montiana faranno altrettanto il referendum tornerà a vivere”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    03:36 Venerdì 23 Gennaio 2015 moschettiere Marron Glacé

    Marrone non lo considero un giovane promettente perché non posso dimenticare la triste figura (emblematica) delle dimissioni mancate. Non parliamo poi della dolce consorte, in arte Montaruli Settescontrini... Triste, triste. Ma ciò nonostante, sulla Lega e sul problema della Fornero, ha detto cose sottoscrivibili. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

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