Lega nel caos. Segretario detronizzato
Oscar Serra 08:00 Mercoledì 27 Maggio 2015 7A una settimana dall'elezione potrebbe essere già al capolinea l'esperienza di Morra a capo del Carroccio di Torino. Sei membri su 10 del direttivo si dimettono. Il numero uno replica: "A me nessuna comunicazione ufficiale". Rischio commissariamento
La Lega di Torino precipita nel caos. Ad appena una settimana dall’elezione del nuovo segretario Domenico Morra, sei membri del direttivo si sarebbero dimessi, facendo decadere anche lo stesso numero uno cittadino. La notizia circola da qualche ore negli ambienti di via Poggio, non è chiaro se le dimissioni siano state già formalizzate ma intanto circolano i nomi dei sei: si tratterebbe di Fabrizio Ricca, Mario Carossa, Stefano Delpero, Bernardo Miletto, Daniele Moiso e Carlo Morando, tutti legati alla cordata di Stefano Allasia, Elena Maccanti e Alessandro Benvenuto, che aveva candidato Alessandro Ciro Sciretti ed era stata sconfitta. E in una comunicazione inviata ai dirigenti locali, il segretario provinciale Benvenuto avvalora la decadenza del suo omologo cittadino.
Evidentemente, però, i sostenitori di Morra non sono riusciti a garantirgli la maggioranza nel direttivo e con un colpo di mano, sei eletti su dieci hanno deciso di dare il giro al tavolo senza una motivazione apparente, se non quella di cancellare l’esito di un congresso finito male. Secondo alcune fonti interne a via Poggio, della questione sarebbe già stato investito anche Matteo Salvini, che non a caso oggi, nel suo tour piemontese, si è ben guardato dall’incontrare i vertici subalpini tutti legati, di riffa o di raffa e con diversi livelli di autonomia, a Roberto Cota. Contattato dallo Spiffero, Morra si limita a dire che “per ora non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. Perché io decada serve una delibera del Consiglio provinciale, fino ad allora mi considero in carica”. L’elezione di Morra aveva rappresentato il primo segnale di discontinuità con l’era cotiana che i militanti avevano voluto dare all’establishment, spalleggiati anche da qualche big, come Gianna Gancia (e quindi Roberto Calderoli) e in parte dallo stesso Mario Borghezio. A questo punto è difficile fare previsioni: l’ipotesi più probabile, se la situazione non dovesse rientrare, sarebbe il commissariamento del partito di Torino fino al nuovo congresso.


