DIALETTICA

Nel Pd è guerra a suon di convegni

Ma quanto discutono i democratici piemontesi. Quattro assemblee in una settimana, tre in un solo giorno. Le varie correnti si sfidano radunando le truppe e arruolando big nazionali. Alla sintesi ci pensa Fassino che con Futuro democratico lancia l’opa sul partito

Per dirla in latinorum melius abundare quam deficere. E così nel Pd piemontese un convegno tira l'altro, come le ciliegie di Pecetto. Quattro assemblee in una sola settimana, tre in un unico giorno: un ricco carnet di iniziative per soddisfare più che la voglia di discutere, i diversi palati correntizi. Un modo per marcare il territorio, mettere in mostra gli “agganci nazionali”, posizionarsi nello scacchiere locale e serrare le fila all’interno della propria corrente. Effetti collaterali di un Pd ormai balcanizzato in un periodo di intensa attività tellurica, con continue scosse di assestamento che seguono i terremoti elettorali e giudiziari, in uno dei momenti più difficili per il segretario-premier Matteo Renzi.

 

Perché in fondo il convegno, la conferenza, il seminario – chiamatela un po’ come volete questa fregola del "dibbattito" (che ricorda Moretti di Io sono un autarchico) – non è altro che una discussione del tutto autoreferenziale che vede protagonisti militanti e attivisti spesso di un’unica componente, chiamati a presenziare per un’oretta al pistolotto del “big” di turno. In un calendario già intasato, l’ultimo è quello organizzato per il 19 giugno dalla Federazione di Torino, con Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa di Palazzo Madama, ma soprattutto ex proconsole dalemiano in Puglia, passato armi e bagagli nello schieramento renziano che discetterà di massimi sistemi con Giorgio Tonini. Si parlerà di politica estera e di geopolitica. Lo ha voluto il segretario Fabrizio Morri con la gentile intercessione del senatore Stefano Lepri e si svolgerà all’ex Venchi Unica alle 17,30. Il simposio (che, sostengono i promotori, è stato pubblicizzato per ultimo ma messo in agenda per primo) sarà nello stesso giorno in cui altri due parlamentari torinesi avevano programmato le rispettive iniziative. Uno è Andrea Giorgis, che porta sotto la Mole l’ex capogruppo di Montecitorio Roberto Speranza e l’altro leader della sinistra Pd Gianni Cuperlo per la prima volta fianco a fianco per segnare una rinnovata unità d’intenti in seno alla minoranza dem. L’altra è Silvia Fregolent che alle 17,30 raggiungerà l’Nh Santo Stefano assieme alla collega “turca” Anna Rossomando, sfoggiando il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti e il sottosegretario Angelo Rughetti: in questo caso al centro dei lavori sono le riforme.

 

E gli iscritti del Pd dove andranno? Dunque, per i renziani della prima ora, i duri e puri della rottamazione è consigliabile proprio l'appuntamento della Fregolent, per quanto si tratti di “una iniziativa del gruppo parlamentare e non di corrente” come ha tenuto a spiegare lei stessa. I nostalgici della falce e martello, quelli “de sinistra” devono aver Speranza e andare da Cuperlo, i convertiti dell’ultima ora, gli ex Ds che stanno con Renzi, non possono esimersi da una capatina chez Latorre e Tonini. Chi non avrà concorrenza nella sua passerella sarà Piero Fassino, che concluderà il "cantiere" (così si definisce la kermesse) di Futuro democratico previsto alle 20,30 di lunedì 15 alle Gam, la nuova corrente con cui il sindaco lancia l'opa su via Masserano e prepara la macchina organizzativa in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.