SALOTTI & TINELLI

Fassino vuole una dama di Compagnia

Il sindaco pensa a una donna per la presidenza della fondazione San Paolo. Scartate Fornero e la numero uno dell'Unione Industriale Mattioli, pare orientato a puntare le carte su Evelina Christillin. Dalle mummie ai sepolcri imbiancati del "sistema Torino"

Tra sarcofaghi e caveau, in fondo, non c’è mica poi così tanta differenza. Nulla per chi, come lei, è abituata da anni a passare da un incarico di prestigio a un altro, si tratti di guidare Torino e l’Italia verso la conquista delle Olimpiadi invernali o presiedere il Teatro Stabile. Dagli sci e racchette alle bacchette, oplà. Con la consueta verve e quel po’ di understatement più cercato che trovato, lei, Evelina Christillin potrebbe passare in men che non si dica dalle mummie del Museo Egizio di cui è presidente (facendo il bis con il Teatro Stabile dove “Mi ci ha voluto Chiamparino”) a una meno antica ma non meno prestigiosa compagnia. Quella con la C maiuscola, la Compagnia di San Paolo. A lei, alla Signora degli Anelli (e degli Agnelli), sta pensando come sempre maggiore convinzione Piero Fassino. E di lei il sindaco avrebbe parlato, sondando il terreno, con alcuni personaggi influenti della finanza italiana.

 

Una donna alla guida di una della più importanti e potenti fondazioni. Certo si è parlato di Elsa Fornero e il suo nome non è mai uscito del tutto dalle eventualità, poi è circolato quello di Licia Mattioli, il cui mandato al vertice dell’Unione Industriale subalpina scade la prossima primavera, in coincidenza con il rinnovo degli organi della fondazione. Ma la trovata di Fassino spazza via – almeno nella sue intenzioni – ogni altro possibile contendente. Fornero compresa. Francesco Profumo, ci avrebbe già pensato da sé, declinando l’offerta pur prestigiosa ma assai meno remunerativa di quegli incarichi attuali e futuri che gli toccherebbe lasciare. Chissà, forse il Lungo aveva già in testa il nome della bionda prezzemolina, nonché consorte del presidente delle Generali (e di tante altre cose) Gabriele Galateri di Genola, quando nei giorni scorsi ricevette l’ambascia di Luca Remmert che gli suggeriva il ticket Piero Gastaldo- Carla Ferrari, il primo alla presidenza la seconda al posto del primo come segretario generale. Un messaggio targato Chiamparino. E tanto è bastato al Lungo per ringraziare e una volta rientrato nel suo ufficio sbottare “non se ne parla neppure”. Di Evelina invece qualcosa pare che dica.

 

Sonda, annusa, verifica qualche reazione di quelle che contano. Dicono che sia ormai convinto di quella scelta vincente e capace di trovare nella solita compagnia di giro il viatico per la Compagnia. Il colpo gobbo di mettere una donna alla guida della cassaforte e ancora centro di potere. Dopo il Chiampa e dopo il quasi scaduto Remmert, la Christillin potrebbe essere una carta vincente per Piero che, ormai se ne farà una ragione, Matteo Renzi vuole resti al suo posto di sindaco anche per il prossimo mandato. Dopo “mi ci ha voluto Chiamparino”, la manager cara all’Avvocato fin da quando inforcava gli sci, si adeguerebbe senz’altro a cambiare il refrain: “Alla Compagnia mi ci ha voluto Fassino”. In fondo la sua presidenza allo Stabile è in scadenza e, c’è da scommetterci, non tituberebbe un istante a lasciare – dopo i successi raccolti – l’Egizio per una nuova  avventura in quel sancta sanctorum della finanza dove la condurrebbe il Lungo grazie alla golden share nelle mani del sindaco per la nomina del numero uno della Compagnia. Un nome conosciuto anche all’estero, una manager iperattiva con contatti e relazioni che contano, quel tanto di memoria della Famiglia che basta e non guasta… e poi, una donna.  Cosa potrebbe chiedere di più, Piero?

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