VENTICELLO DEL NORD

Lega, un uomo sòla al comando

A Pontida, mentre tutti i segretari regionali hanno esibito i sindaci dei comuni conquistati, Cota è salito sul palco con il solo Gusmeroli, primo cittadino di Arona e unica amministrazione guidata dal Carroccio in Piemonte. Ma sogna di sfidare Fassino

Quando a salire sul palco di Pontida è toccato a Roberto Cota, i gruppi più o meno corposi ma pur sempre consistenti di sindaci lumbard appena eletti che i segretari nazionali (ovvero, nel lessico leghista, i regionali) portavano con loro sull’altare padano e pagano, hanno lasciato il posto a un uomo solo. Pur sempre al comando di Arona, Alberto Gusmeroli, solo soletto a fianco al governatore decaduto. Una rappresentazione immediata e lampante della crisi della Lega Nord in Piemonte, regione che un tempo la vedeva alla guida di molti Comuni, come oggi capita ancora in Padania, nella vicina Liguria e financo in quelle terre fino a qualche anno fa inesplorate e ostili ai difensori della Padania. La Lega di Matteo Salvini cresce nei sondaggi e va all’incasso nelle urne. Ma in Piemonte continua a segnare il passo. Non basta precisare che le famose mutande verdi erano in realtà dei pantaloncini, come non basta salire il palco davanti al pratone per vedere tutto rose e fiori. Il Carroccio allobrogo procede a sobbalzi e spesso c’è pure qualcuno che scende e mette il classico bastone tra le ruote, oppure si litiga sulla strada da prendere. Ancor più spesso le questioni girano attorno alle persone e al desiderio di occupare posti di comando, piuttosto che attorno a visioni politiche.

 

Risultato, il povero Gusmeroli come un panda esibito senza imbarazzo da un Cota tutt’altro che rassegnato, anzi.  Non sono pochi quanti all’interno del partito, in Piemonte, stentano a credere alle loro orecchie nel sentire da fonti molto vicine all’ex presidente della Regione di quell’idea alla quale egli non pare voler rinunciare: correre come avversario di Piero Fassino alle comunali del prossimo anno. Se ha detto di non pensare neppure lontanamente a scendere in pista a Novara, Cota sembra attrezzarsi giorno dopo giorno a un’improbabile candidatura sotto la Mole. Certo avrebbe più possibilità nella sua Novara, ma proprio ha detto che non se ne parla. Una inaccettabile diminutio rispetto a Piazza Castello e Montecitorio? Probabile. Come altrettanto probabile si annuncia una nuova e lunga notte dei lunghi coltelli proprio sotto la cupola di San Gaudenzio: il Carroccio novarese è sempre diviso tra il gruppo che fa riferimento alla force de frappe che aveva in Massimo Giordano il suo comandante e quello che, invece, rimane fedele a Cota. Che se ne vedranno delle belle tra un po’ di mesi lo assicurano informati insider, così come non sono pochi quelli che prevedono atteggiamenti da Tafazzi nella città dove il probabile avversario del centrodestra, il dem Andrea Ballarè, appare sempre più debole anche all’interno del suo stesso partito. Se non si cambia atteggiamento, è il ragionamento che circola in alcuni ambienti leghisti, perderemo anche dove potremmo vincere senza troppa difficoltà.

 

Se a Novara ci si divide, a Torino certo non si va d’amore d’accordo. Dopo la telenovela delle elezioni del segretario e poi dei commissariamenti conclusasi, per ora, con l’affidamento della Lega torinese a “Cusot”, l’ex parlamentare astigiano Sebastiano Fogliato. Un tampone, Fogliato. Forse anche un cuscinetto per attutire i colpi che arrivano un po’ da ogni parte (a cominciare dalla sua terra d’origine). Resterà lì dov’è fino alle amministrative del prossimo anno. Troppo rischioso andare di nuovo a una conta. Prima di Natale, invece ci sarà il congresso per l’elezione del segretario nazionale, ruolo fino ad oggi e per tre mandati coperto proprio da Cota. Le ipotesi per un suo successore si sprecano, ma le quotazioni in crescita costante sono per l’alessandrino Riccardo Molinari, attuale vice di Salvini in via Bellerio. Proprio con le elezioni comunali di Torino in primavera Salvini non vuole rischiare e l’indicazione di un uomo di sua provata fiducia e lealtà è una condizione pressoché irrinunciabile per evitare sorprese.

 

Ci sarà da gestire il rapporto con Forza Italia e gli altri alleati del futuro contenitore immaginato da Berlusconi e del quale l’ex Cavaliere proprio oggi parlerà con Salvini, anche se avrebbe già incominciato a farlo in un incontro segreto nei giorni scorsi. Molinari, pur essendo il custode della linea salviniana in Piemonte, rappresenta la figura diplomatica e meno fumantina (di quanto lo sarebbe quella di Cota) cui affidare il delicato compito delle trattative con i partner della coalizione, soprattutto quando di tratterà di scegliere il candidato sindaco. L’elezione di Molinari a capo del Carroccio piemontese certo suonerebbe come una sconfitta per Cota che tenterà fino all’ultimo di piazzare lì un suo uomo.  Che gli possa garantire quello che resta il suo vero obiettivo, il ritorno in Parlamento. Usando la sfida delle prossime Comunali come vetrina per riacquistare visibilità e rifarsi l’immagine decisamente appannata.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    22:49 Martedì 23 Giugno 2015 mario7878 LEGA 2.0

    giovedì 2 luglio dalle ore 1930 la base leghista si ritrova in Corso Trento 13 a Torino (educatorio della Provvidenza) per rifondare la Lega Torinese dopo il giusto commissariamento. Si riparte, senza Cota

  2. avatar-4
    09:45 Martedì 23 Giugno 2015 brizo Lega forte alle urne

    Prendersela con Cota dopo la vergognosa agogna politica e informazione a comando scattata tutta per l'operazione Chiamparino Presidente, può essersi rivelato un errore ora con le firme false anche il Presidente Chiamparino plurivitaliziato con pensione altisonante, andrà finalmente a casa.Se si rivoltasse in Piemonte ed in tutti i Comuni, siete convinti che Cota non possa far altro che dire anche la sua forte e chiaro???La crisi Lega penso si dissolverebbe come in un bicchier d'acqua ricompattando il popolo leghista e non solo.

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