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Centrodestra in alto mare (ligure)

Il coordinatore piemontese di Forza Italia Pichetto corre in soccorso del vincitore Toti. Con Brunetta e Maroni va in convento per resuscitare la macroregione e "accerchiare" Chiamparino. Ma in cuor suo spera di non dover affrontare elezioni anticipate

Sabato Gilberto Pichetto entrerà in convento. Nessuna vocazione tardiva per il coordinatore piemontese di Forza Italia che, pure, di qualche miracolo per il partito avrebbe bisogno. Nel chiostro dei Carmelitani Scalzi a Bocca di Magra, l’ex omino coi baffi arriverà in buona compagnia per dare il suo contributo a un progetto, quello della macroregione, tanto caro a Roberto Maroni (che sarà presente) ma adesso ripreso in mano dal neogovernatore della Liguria Giovanni Toti. E proprio in quello che da anni è il suo buen retiro, (ma anche la residenza ufficiale che ne fa un ligure, sia pure di adozione) nello Spezzino, oltre a Pichetto e Maroni, Toti ha invitato anche Massimo Garavaglia, coordinatore nella conferenza Stato-Regioni degli assessori finanziari e assessore all’Economia al Pirellone, e l’ex ministro e attuale presidente del gruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta.

 

Macroregione non più come un qualcosa a metà tra un sogno e uno slogan elettorale, ma un progetto che parta da una serie di sinergie tra enti limitrofi. E se tra la Lombardia, da anni nelle mani del centrodestra, e la Liguria appena conquistata la cosa può funzionare, partendo dalle infrastrutture ai grandi temi economici senza dimenticare questioni calde come quelle dell’immigrazione, con il Piemonte la questione si fa più complicata per l’ovvia ragione che a governarlo è il centrosinistra. Pichetto sarà dunque, suo malgrado, una sorta di spettatore privilegiato in attesa di tempi migliori di quel patto tra Lombardia e Liguria, ma avrà invece di che dire la sua su un argomento assai caro al presidente ligure che lo ritiene, anzi, il punto di partenza della sua azione amministrativa: il bilancio. L’ex vicepresidente della giunta Cota è l’uomo che ha messo le mani nei conti del Piemonte e, di fatto, avviato la complessa opera di risanamento. Un esperto da cui avere validi suggerimenti, così lo considera Toti che ben lo conosce per aver condiviso numerosi incontri a Palazzo Grazioli. Tra i due c’è amicizia e stima reciproca, complice la lealtà e le vicinanza di entrambi all’ex Cavaliere. “Dobbiamo incominciare dal bilancio” va ripentendo in questo giorni il governatore ligure ai suoi più stretti collaboratori e a chi sta per essere nominato assessore.

 

Pare che sempre a Bocca di Magra, sabato, un po’ di tempo il successore di Claudio Burlando se lo riserverà per gli ultimi aggiustamenti al suo esecutivo che dovrebbe contare tre assessori per Forza Italia per i quali si fanno i nomi di Marco Scajola, nipote del più noto ex ministro Claudio, dell’ex sindaco di Ameglia Giacomo Giampedrone e una casella ancora da riempire, mentre per la Lega pare ormai certa la terna formata da Edoardo Rixi ai Porti e Sviluppo economico, Sonia Viale a Immigrazione e Sicurezza e Stefano Mai all’Ambiente e Agricoltura, per i Fratelli d’Italia in giunta dovrebbe andare Carlo Fidanza o forse l’ex sindaco di Sanremo Gianni Berrino. Ancora non si sa chi si occuperà del Bilancio, ma se la Lega prenderà una delega pesante come quella alla sanità, allora dei conti si occuperà un berlusconiano. Certo l’attenzione ai conti di Toti, emerge spesso dai suoi discorsi. E la stessa decisione di avere nei brainstorming di sabato Gilberto Pichetto finisce con l’apparire come una sorta di testa di ponte che da Arcore passando per Genova potrebbe arrivare a Torino, in vista di futuri e magari più ravvicinati del previsto appuntamenti elettorali. 

 

Quando in Piemonte governava il centrodestra e la vicina Liguria era guidata dal Pd si ricordano le difficoltà su più di un tema, tra tutti quello dei trasporti ferroviari con incontri più volte rinviati e sempre difficoltosi tra Cota e Burlando. Oggi la situazione si è ribaltata e alla macroregione passata da un tormentone di Maroni imitato da Crozza a un obiettivo di Giovanni Toti, continua a mancare un pezzo: proprio il Piemonte. Ma dalle parti del centrodestra si sta ragionando in prospettiva futura, magari cedendo anche a quelli che per ora possono apparire solo aspirazioni ma che, con un rassemblement unito e un centrosinistra in difficoltà potrebbero pure trovare spazio per concretizzarsi. Tanto che nell’entourage dello stesso Toti è circolata nei giorni seguenti alla vittoria la voce di un’ipotesi che vedrebbe un altro piemontese stringere ulteriormente i legami con la nuova amministrazione ligure: al consigliere politico di Berlusconi ormai insediatosi in Piazza De Ferrari non dispiacerebbe poter contare sull’aiuto, nell’importante settore del turismo, dell’ex assessore piemontese e oggi europarlamentare (eletto anche in Liguria) Alberto Cirio. Si tratterebbe di una consulenza del tutto gratuita e fornita in nome dell’amicizia e dell’appartenenza politica, ma che finirebbe in qualche modo per lanciare un ulteriore ponte tra le due regioni in un ambito, quello del turismo, dove la collaborazione non è stata mai del tutto avviata. Cirio, tra l’altro, ha nel suo staff proprio quell’Angelo Vaccarezza, ex presidente della Provincia di Savona, indicato come il possibile terzo assessore di Forza Italia. Più di un legame e di una semplice appartenenza allo stesso partito uniscono gli uomini di punta di Forza Italia in Piemonte e la nuova amministrazione regionale della Liguria. Nell’attesa di un miracolo politico in terra allobroga, Gilberto Pichetto si prepara. In convento.

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