RETROSCENA

Cirio-Porchietto, duello nel centrodestra

Tira aria di elezioni in Regione e mentre il Pd vive il proprio psicodramma nell'opposizione si scaldano i motori. Il candidato sarà quasi certamente di Forza Italia: Pichetto prova a congelare la situazione, ma i suoi due cavalli di razza scalpitano

Eppur si muove. L’aria, sempre più pesante, di elezioni anticipate che infuria sul centrosinistra increspa la morta gora del centrodestra. Dietro a una Lega con il vento in poppa - quotata in Piemonte al 20% dalla sondaggista dell'ex Cav. Alessandra Ghisleri - gli sconfitti di un anno fa pregustano, forse per la prima volta dopo mesi di amarezze, il dolce sapore della rivincita. Al momento, però, nell’agenda di Matteo Salvini non c’è la presidenza della Regione e poi il Carroccio subalpino oggi è troppo debole per esercitare anche in terra allobroga la leadership sulla coalizione, e così – qualora si andasse davvero al voto in autunno (o in primavera) – la partita potrebbe giocarsi tutta all’interno di Forza Italia, facendo uscire dalle scuderie i suoi due cavalli di razza, Alberto Cirio e Claudia Porchietto.

 

Secondo le indiscrezioni raccolte dallo Spiffero, in via Bellerio regna estrema cautela, nessuna intenzione di forzare la mano con gli alleati per ottenere l'investitura del candidato da contrapporre al Pd e al M5s. Con due regioni del Nord già a guida leghista come il Veneto e la Lombardia, puntare anche al Piemonte potrebbe equivalere a mettere in discussione la tenuta della ancora labile e tutta da costruire riunificazione del centrodestra. E poi, elemento non marginale, pur essendo data in crescita anche nella regione segnata dalle mutande verdi e dalle elezioni invalidate, la Lega non avrebbe uomini (o donne) tanto forti su cui scommettere una partita che oggettivamente si annuncia difficile e lo stesso Riccardo Molinari, vicinissimo al leader lombardo, potrebbe risultare ancora indigesto a un pezzo importante dello zoccolo duro.

 

Discorso diametralmente opposto per i berlusconiani.  Da tempo il coordinatore azzurro Gilberto Pichetto ha allargato il campo all’ipotesi di un “esterno” qualora si trovasse, nel mondo delle professioni e dell’impresa, il nome capace di far saltare consolidati equilibri soprattutto a Torino. Percorso accidentato, al punto che lo stesso Pichetto prima di dare il via alla competizione fratricida ha congelato la situazione avanzando la sua candidatura. Disponibile a candidarsi, naturalmente qualora non si trovassero soluzioni più convincenti e, soprattutto, condivise. Ma i due, dietro, scalpitano. Entrambi con un passato nella giunta di Roberto Cota, ora si sentono pronti a guidare in prima persona la Regione.

 

Il primo, europarlamentare, potrebbe riproporre in Piemonte il modello ligure che ha portato il suo (ormai ex) collega a Strasburgo Giovanni Toti a governare quello che per anni e diverse legislature è stato il feudo incontrastato della sinistra – salvo la parentesi di Sandro Biasotti agli inizi del Duemila – con un risultato e, appunto, un modello di coalizione completa del centrodestra che risulterebbe utile anche per cercare di espugnare Piazza Castello. Molto attivo sul territorio, forte di legami con gli amministratori locali e il mondo delle associazioni di categoria – dalle imprese al settore agricolo passando per il commercio, lo sport e il turismo – Cirio non solo godrebbe della visibilità datagli da suo ruolo in Europa, ma potrebbe contare sulla solidissima lobby della Granda, a partire dal viceministro alla Giustizia Enrico Costa, numero uno di Ncd, amico di lunga data. Solo pochi mesi fa Costa presenziò all’inaugurazione della sede che Forza Italia ha aperto a Mondovì, proprio nel feudo del vice guardasigilli. Segnale di un rapporto tra i due che è ben più saldo e intenso di quello tra i rispettivi partiti a livello nazionale.

 

Dall’altra parte spicca la Porchietto, ben radicata nel Torinese, terreno tradizionalmente ostico per il centrodestra, donna (e questo è già di per sé un atout) in grado di porsi come interlocutrice credibile con quel complesso e complicato mondo della rappresentanza datoriale. Unico neo è la sua ancora fragile statura politica che, unita a tanta (troppa) ambizione l'hanno portata a compiere qualche passo falso (vedi la fuitina con gli alfaniani). E’ stata uno dei componenti più apprezzati e attrezzati della giunta Cota e anche oggi dai banchi dell’opposizione è tra i pochi in grado di creare qualche grattacapo a maggioranza e giunta. Il suo core business è l’economia e il mondo dell’impresa, da dove peraltro proviene e dal quale potrebbe arrivare un consistente pacchetto di consensi indispensabile per provare a contendere la leadership al centrosinistra.

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14 Commenti

  1. avatar-4
    16:27 Lunedì 06 Luglio 2015 partigia A casa Chiamparino

    A casaChiamparino, questo è l'imperativo ! Tutte le beghe non mi interessano e sono da evitare. C' un'occasione storica che non si ripeterà per battere la sinistra faziosa e vorace di cariche. Ci vuole intelligenza e buona volontà da parte di tutti. Certo chi pensa a Buonanno ,vuole il suicidio del centro-destra.

  2. avatar-4
    00:53 Lunedì 06 Luglio 2015 moschettiere Sapevo...

    ...e ben conoscevo le fasi della vicenda e i rispettivi ruoli. Avevo solo - forse eccessivamente - schematizzato. Non era mia intenzione misconoscere il lavoro di Sara Franchino e di Giovine. Ricostruzione perfetta e sottoscrivo ampiamente i complimenti alla regia di Mefisto Rabellino!

  3. avatar-4
    12:26 Domenica 05 Luglio 2015 Il giusto Ma sopratutto

    Ma ella deve gia iniziare a fare duelli, di guerra ne abbiamo già basta!Gia Prima delle elezioni? Ma picchetto cosa dice? Cosa fa? Andando avanti così forza italia Piemonte sarà di uovo il balzello di tutti! Come ex assessore avrebbe dovuto riprendere almeno i voti della prima tornata... Ed invece? Crollo e declino totale! Sverniciata!! Viva Cirio mille volte!! Lui era in coppia con la Ruffino ed hanno portato dei grandi risultati se non sbaglio!

  4. avatar-4
    12:15 Domenica 05 Luglio 2015 Il giusto Il giusto

    ma se negli ultimi anni ha preso le provinciali , ha cambiato partito, si è fatta riprendere per avere una poltrona, ha preso pochissimi voti... E voi volete puntare su di lei???????? Ma chi prende le decisioni in forza italia? Un cieco? Sono allibito! Cirio tutta la vita! Valorizzate chi lavora è credibile e ha i voti!

  5. avatar-4
    10:33 Domenica 05 Luglio 2015 Wlalega2015 Critichiamo gli altri ma non ci guardiamo allo specchio

    Se dobbiamo scegliere il candidato in lega....come sezione di Torino siamo messi non .....male peggio!!!

  6. avatar-4
    09:23 Domenica 05 Luglio 2015 moschettiere non sa tutto Sara Franchino ha scritto il ricorso! Ti manca un passaggio Moschettiere..

    Ti manca un passaggio Moschettiere, quindi ti integro la ricostruzione: Rabellino PER PRIMO intuisce la porcata delle firme false del PD, la studia con Cermignani, tutti e 2 più altri della Banda Rabellino fanno gli accessi agli atti in Tribunale (è documentato), vanno avanti per 20 giorni su e giù dalle cancellerie, poi, raccolto il materiale, si rivolgono a chi è in grado di costruire giuridicamente un ricorso amministrativo elettorale: l'ex consigliere regionale dei Pensionati ed avvocato Sara Franchino. Lei e solo lei (probabilmente con l'aiuto diabolico dei 2 Giovine, Michele e Sabrina, che trovano altre magagne nelle firme del PD) decide i 5 motivi di ricorso e scrive materialmente il ricorso. Che viene infine firmato dalla Borgarello SENZA MANCO LEGGERLO! Rabellino ha anche il merito, bisogna riconoscerglielo, di coinvolgere politicamente la Borgarello e Borghezio, che a sua volta coinvolge Martucci senior. I 2 ricorsi incidentali erano a loro volta programmati e concordati per dare corposità al ricorso principale. Questo in estrema sintesi quanto è realmente avvenuto.

  7. avatar-4
    22:40 Sabato 04 Luglio 2015 moschettiere Miseria e nobiltà

    Il Bandito non ha affatto torto. Ma più che capo o testa pensante, il "Duo Primavera" Rabellino Belli Capelli mi pare un coretto che passa gli spartiti a chi in qualche modo ha ancora voce per cantare. Ad esempio tutti sanno che l'intera faccenda delle firme del Chiampa è stata scoperta e studiata dal mefistofelico Rabellino, che l'ha passata al Borghezio (e lui a sua volta un pezzo alla Borgarello) perché troppo screditato per sostenere in prima persona la battaglia. E il nostro Borghezio è uno specialista a farsi bello (si fa per dire!) con i meriti degli altri fatti propri...

  8. avatar-4
    15:10 Sabato 04 Luglio 2015 io sto con Goodyear Buonanno

    non si andrà al voto ma se sarà, la Lega deve puntare tutto su Buonanno

  9. avatar-4
    13:56 Sabato 04 Luglio 2015 brizo Il salvatore del Piemonte

    Tutti e due i nomi di Forza Italia sono persone da me stimate e sono convinto che le elezioni torneremo a vincere e spazzeremo via una sinistra capace di parlare ma non di governare.Il salvatore del Piemonte spazzato via, le lobby che lo hanno sostenuto e lo fanno ancora ora, continuino a farlo è così anch'io saprò bene da quale parte stare!Potessimo mandarli propio tutti a casa, sarebbe festa grande!!!

  10. avatar-4
    13:30 Sabato 04 Luglio 2015 Bandito Libero Grande Moschettiere!!! ma chiamala Banda Rabellino però..

    ..perché il vero Capo, la vera testa pensante di quel manipolo di san papier è proprio il consigliere provinciale Renzo Rabellino, legato a Borghezio, a Cermignani, al duo Martucci Senior

  11. avatar-4
    12:08 Sabato 04 Luglio 2015 Ilio Tanti nomi ma..

    Forse ne manca uno, quello della Borgarello! Si, proprio lei, che ha avuto la forza ed il coraggio di promuovere il ricorso al tar per le firme in regione. Faccia pulita ed onesta di una partito che in Piemonte ed in particolare a Torino, di cerchi magici ha fatto indigestione!

  12. avatar-4
    11:49 Sabato 04 Luglio 2015 daniele galli Si vince sulle credibilità

    delle idee, su come attuarle, sulle qualità umane di chi si propone per realizzarle. Salvo che per l’attuale Lega tutto il resto è poco più che virtuale, strutture partitiche vuote che comandano il quasi nulla. L'assenteismo e i pentastellati sono i primi scogli da superare, poi preso atto che il Piemonte non è la liguria e che Torino non è stata affogata dal Bisagno come Genova, credo che ci voglia qualcosa di più per pensionare Chiamparino che le solite consunte strategie dell’ esponente della indefinita “società civile” che poi faticherà nel distingue il CdA della propria azienda dalla conduzione di un Ente pubblico di Primo livello , che esige un approccio alla governance maturo, esattamente all’ opposto dell’ imperversante renzismo e dai populismi dei vari uomini del ghe pensi mi.

  13. avatar-4
    10:20 Sabato 04 Luglio 2015 l'osservatore vogliono farlo vincere facile

    ex giunta Cota e squadra degli sconfitti di Pichetto, (anche per l' insipienza come oppositori) , pregasi astenersi da altri danni al Piemonte.

  14. avatar-4
    09:14 Sabato 04 Luglio 2015 moschettiere E Borghezio dove lo metto?

    Analisi corretta e sufficientemente completa. Per onestà aggiungerei la presenza della Banda Martucci capitanata da quel Borghezio che si è visto sottrarre il Piemonte da Salvini, ha un piede nella fossa (politicamente) e non si arrende buttandosi in tutte le battaglie ai soli fini personali. La Banda appaga i sogni di gloria del notaio Martucci, Carneade della politica che sogna palazzo Lascaris. Borghezio organizza grandi riunioni segretissime dal notaio, maneggiando il nulla per ottenere niente...

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