SCENARI

Senza Pd maggioranza risicata

Qualora dovesse decadere la lista di Torino dei democratici il vantaggio della coalizione di centrosinistra sarebbe di un solo consigliere, ovvero il governatore Chiamparino. Che perderebbe pure il suo assessore Valmaggia. Consiglio a rischio

Il pallottoliere conferma: in caso di decadenza della lista provinciale del Pd (e quindi dei suoi 8 consiglieri che attualmente siedono a Palazzo Lascaris) Sergio Chiamparino avrebbe in Consiglio una maggioranza risicatissima, di appena un voto. Non solo, oltre a perdere pezzi da novanta - il presidente dell’assemblea Mauro Laus, il segretario-capogruppo Davide Gariglio e l’assessora Gianna Pentenero – il governatore dovrebbe fare a meno di un altro elemento della sua giunta, Alberto Valmaggia. Infatti, secondo i calcoli della ridistribuzione dei seggi sulla base del metodo del quoziente intero, il titolare di Ambiente, Urbanistica e Montagna non risulterebbe più tra gli eletti della lista Monviso, in quando in provincia di Cuneo la formazione civica non otterrebbe il quorum a vantaggio del secondo piazzato in quella di Torino: l’ex vicesindaco Marco Calgaro. Ovviamente, Chiamparino potrebbe salvarlo nominandolo quale esterno, anche sacrificando uno dei tre in servizio (Saitta, Parigi, De Santis), tetto massimo che la legge gli consente.

 

Insomma, al netto della tenuta politica (riuscirà a governare con lo stato maggiore del Pd espulso da via Alfieri?), per Chiamparino si aprirebbe uno scenario assai complesso con ripercussioni fino nell’esecutivo. Vediamo i numeri, su cui concordano due “maghi” dei conteggi elettorali come il senatore dem Federico Fornaro e il leader dei Moderati Giacomo Portas. Togliendo i dieci del listino maggioritario (a cui va aggiunto il presidente), il Pd otterrebbe solo più 9 consiglieri, il Monviso ne manterrebbe due (ma tutti eletti a Torino), i Moderati raddoppierebbero, passando a 2 (entrambi su Torino), nulla muterebbe per l’unico seggio a testa di Sel e Scelta Civica. Quindici eletti sul proporzionale e 11 nel maggioritario: la somma fa 26.

 

Sul versante delle opposizioni l’incremento più significativo lo registrerebbe il Movimento 5 stelle che passerebbe da 8 a 12 consiglieri (8 a Torino, uno per le province di Alessandria, Cuneo, Novara e scatterebbe pure ad Asti). Guadagnerebbe due seggi Forza Italia, entrambi su Torino, uno ciascuno a Alessandria, Cuneo e Novara. Gilberto Pichetto, sfidante di Chiamparino, questa volta non “rosicchierebbe” più il seggio alla Lega (che ne otterrebbe tre: Cuneo, Novara e Torino), ma si papperebbe gli azzurri di Vercelli. Nessuna speranza di tornare a varcare il portone di Palazzo Lascaris invece per l’ex assessore Roberto Ravello: il seggio in più che verrebbe assegnato a Fratelli d’Italia non scatterebbe a Torino bensì a Cuneo. Totale delle opposizioni: 25.

 

Queste sono le proiezioni di cosa potrebbe succede qualora al termine dell’iter giudiziario (durata stimata un anno e mezzo) il Tar dichiarasse la decadenza della lista provinciale di Torino del Pd. Prospettiva tutt’altro che certa.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    11:46 Domenica 12 Luglio 2015 Bandito Libero "motivazioni inattaccabili" che nessuno ha ancora scritto, però, sig. Perdincibacco!

    A me sembra che a "far cagnara" e ad aprire la bocca giusto per dare aria ai denti sia lei e non altri! Lei nella sua ignoranza giuridica scrive: , peccato che sia FALSO. Le motivazioni non le ha ancora scritte nessuno, nessuno le conosce, e quindi nè si possono leggere (lei le ha lette?) nè si possono valutare 'inattaccabili'! A meno che lei non sia il giudice relatore Ariberto Limongelli, quella che ha detto è proprio una boiata giuridica degna del Chiampa e degli "esperti" che in questi giorni lo difendono sui giornali. I fatti sono che la lista del PD di Torino è traballante, che il listino del Chiampa è INFESTATO di firme false, che la lista del Monviso pure e un conto è la legittimità 'formale', altra è LA LEGITTIMITA' MORALE, che il ChiampaPinocchio NON HA. Silvio Viale ha ragione (e detto da me!): è cambiato ben poco.

  2. avatar-4
    09:44 Domenica 12 Luglio 2015 Perdincibacco La legittimità

    dell'elezione di Chiamparino e il suo diritto di governare derivano, ovviamente, dai fatti: 1.057.031 voti, contro i meno di 500.000 del secondo, 47% contro 22%. Che in Consiglio la maggioranza che lo sostiene abbia un margine di uno, cinque o cinquanta seggi non c'entra un bel nulla. La legittimità formale è stata affermata dal TAR con motivazioni inattaccabili (sempre che le si legga invece di parlare per sentito dire) e se qualcuno le ritenesse sbagliate potrebbe tranquillamente ricorrere invece di far cagnara.

  3. avatar-4
    23:17 Sabato 11 Luglio 2015 silvioviale DIMETTERSI E' PUR SEMPRE UNA OPZIONE

    DIMETTERSI E' PUR SEMPRE UNA OPZIONAgonia, non agenzia.Qualcuno deve pur continuare a dirlo. In fondo non è cambiato molto ed il rischio è un''agonia lunga è snervante alla Cota.

  4. avatar-4
    20:28 Sabato 11 Luglio 2015 boetistaisereno sì sì, sei proprio legittimato a governare, ChiampaPinocchio...

    ..altroché! Lo testimoniano questi numeri: un solo consigliere in più (lui!), e solo perché nessuno ha impugnato il 4° motivo di ricorso, sennò saltava pure Giorgio Ferrero e mancava pure quell'uno.. Un solo errore nella ricostruzione fatta dal sapiente articolista: la chiosa finale ("Prospettiva tutt'altro che certa."). Io direi esattamente il contrario, anzichenò! Se il presidente del TAR Balucani avesse potuto avrebbe cassato impietosamente anche quel pezzo del ricorso, quindi significa che proprio non lo poteva fare neanche larvatamente! Sì, la durata potrebbe essere corretta, ma potrebbe essere anche molto ma molto più veloce. Rammento che qua si tratta di "correzione" e non "annullamento", e per la correzione (ovvero la sostituzione di consiglieri eletti illegittimamente) i tempi sono assai rapidi, non si devono aspettare sentenze definitive: il TAR emette sentenza IMMEDIATAMENTE ESECUTIVA, a cui si provvede il primo consiglio successivo. L'avv. Pellegrino dice bestialità giuridiche. Non mi credete? Ricordatevi il caso LA ROCCA - BONIPERTI della scorsa legislatura: Boniperti subentrò già ad ottobre del 2010, con sentenza TAR esecutiva.

  5. avatar-4
    19:29 Sabato 11 Luglio 2015 silvioviale DIMETTERSI E' PUR SEMPRE UNA OPZIONE

    Qualcuno deve pur continuare a dirlo. In fondo non è cambiato molto ed il rischio è un'agenzia lunga è snervante alla Cota.

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